oc. Medica N.A.Di.R.
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IL DIARIO DEL MIO VIAGGIO in Terra Santa
Subito mi ha colpito una frase detta dalla nostra guida, don Massimo,: “ Mosè, togliti i sandali…il luogo sul quale tu stai è terra santa ”. Diceva di riflettere su quali sono i “sandali” che dobbiamo togliere (suggerendoci i pregiudizi). E' difficile eliminare i pregiudizi dei quali siamo tutti pieni! A parole sembriamo tutti capaci, tutti rispettosi del nostro prossimo…ma se ci prendiamo un po' di tempo e facciamo un po' di silenzio in noi, ci accorgiamo che questi sono presenti. Io credevo di esserne priva ma dopo aver fatto alcuni incontri con questo popolo, mi sono accorta che non era affatto così e che la nostra guida non ci aveva dato un compito facile…
partecipato alla guerra in Libano , alla seconda intifada, e con una estrema naturalezza diceva di aver ucciso 14 persone. Asseriva anche di avere e soffrire per una forte frattura interiore, perché per fede è e resta cristiano (tanto che va a Messa due volte a settimana) ed il suo credo non vuole che si uccida il prossimo chiunque esso sia, ma se vuole permettersi una vita “normale”, la frequenza dell'università, un lavoro, deve per necessità prestare servizio nell'esercito…
Mi ha suscitato enorme confusione…lo stavo giudicando (caspita aveva ucciso dei fratelli!)…ma contemporaneamente desideravo non farlo…non capivo…io sono cresciuta con altri insegnamenti!
06.08.07
stanno disgregando a causa dell'enorme pressione delle tensioni dovute a questa situazione. Mi è piaciuto in fatto che loro tra i diversi tipi di professione cristiana vanno d'accordo, anzi non ne sentono la differenza…è da prendere ad esempio.
Vorrei piangere…vorrei far uscire quelle lacrime che a stento trattengo, versarle anche per loro, anche per quegli angioletti che non lo possono fare, che ancora non capiscono che non potranno mai essere nemmeno adottati da una famiglia perché non riconosciuti da nessuno, perciò senza certificato di nascita. Continuo a guardare i loro occhi tristi e a domandarmi presuntuosamente a cosa serve la mia presenza lì, tanto non posso far nulla, né cambiar nulla. Poi guardandoli capisco…capisco che loro possono dire, gridare al mondo che almeno ci sono, sono vivi (a differenza di tutti quelli che non ne hanno nemmeno avuto la possibilità)…e così ho iniziato a sorridere loro, ad abbracciarli…e le lacrime son passate!
Fatico sempre più a comprendere molte cose… 
Inizio a non condividere i pensieri di tutti quelli che di continuo “sparano sentenze”… E' vero, ci sono diversi punti divergenti tra le nostre due religioni, ma non dobbiamo convertirci a vicenda, io vorrei solo imparare a vivere con loro in un reciproco rispetto, dialogo ed amicizia, dove ognuno continua con le proprie idee. Perché non ci riusciamo? Perché è così difficile? 


NOI non siamo disposti ad un confronto o ad instaurare un rapporto con loro, etichettiamo solo…in questo modo, però, mi sembra un po' difficile costruire un dialogo.
Penso che avere incontrato persone, stili, religioni, così diversi e differenti da me e dal mio credo alla fine sarà una ricchezza…vorrei che tutto ciò fosse servito al mio cuore ad aprirsi, a rendermi meno chiusa e ripiegata su me stessa, ad accorgermi che oltre queste quattro mura bolognesi c'è dell'altro. Ci sono un “sacco” di persone che, come unico desiderio, hanno quello di essere ricordati e di far sapere che esistono. Ci sono tanti amici che soffrono ma che, con profonda dignità, mostrano la ricchezza che si portano dentro…forse è proprio questo il modo per iniziare a costruire una mentalità di pace…