Donne dell'altro mondo: Campagna Noppaw - Nobel per la Pace alle Donne Africane

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Programma incontro alla Farnesina

By NOPPAW

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APERTURA DEI LAVORI - SALUTI

Guido Barbera, Présidente CIPSI

Walking Africa

Inno della campagna presentato da Amii Stewart, Testimonial Campagna Noppaw

Introduzione alla Campagna

Ellen Johnson Sirleaf, Economista e Presidente della LIBERIA (video messaggio)
Michelle Bachelet, Executive Director and Under-Secretary-General, UN Women (video messaggio)
Franco Frattini, Ministro Affari Esteri Italia
Hélène Yinda, Teologa - Cameroun

 

Interventi e testimonianze di donne africane
Sylvie Jacqueline Ndongmo, Presidente FEM.NET - Cameroun
Amany Asfour, Presidente BPW EGYPT - Chairperson Human Resources, Science and Technology Cluster ECOSOCC - Africa Union - Egitto
Bernadette Muongo, coordinatrice Programma di aiuto alle donne vittime dei conflitti - RDC
Rosemary Mugwe, Gender expert - Kenya
Suzanne Ware, Presidente PAG LA YIRI - “Donna fondamento della società” – Burkina Faso
Fatoumata Kane, scrittrice – Mali /Congo
Fatima Mohamed Lmeldeen, Gender expert Sudanese Women Forum On Darfur (SWFOD) - Sudan

Altri interventi

Giuseppina Tripodi, Fondazione Rita Levi-Montalcini Onlus
Parlamentari e rappresentanti di enti pubblici e privati

Presentazione della Candidatura

Patrizia Sentinelli, già Vice Ministro degli Esteri - Italia

Presentazione della Campagna negli Stati Uniti

Clarissa Burt, attrice e giornalista americana

Conclusioni

Nafissatou Ndiaye, rappresentante Ministre du Genre et des Relations avec les associations féminines africaines et étrangères - Senegal
Mara Carfagna, Ministro Pari Opportunità
Elisabetta Belloni, direttrice DGCS MAE
Eugenio Melandri, Coordinatore ChiAma l’Africa

Realizzata in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri ed il contributo della DGCS-MAE

 
 
 
03.01.2011
Di: Cecilia MorettiSinora non è mai andata a segno. La proposta di assegnare il Nobel per la pace alle donne africane nel loro insieme, pur presentata calorosamente da qualche anno a questa parte, per ora è rimasta tale. Forse il 2011, finalmente, potrebbe essere l’anno giusto, vedendo consegnare il più illustre premio alle donne del continente africano, quelle che, senza nome per il mondo, quotidianamente combattono la loro battaglia per l’Africa.

Lontano dalla luce dei riflettori o l’eco dei media, in una terra martoriata ancora da guerre e carestie, le donne africane fronteggiano il virus dell’Aids e il plasmodio della malaria, sono la colonna portante dell’economia informale basata su microcredito e microfinanza, rappresentano il cardine delle relazioni sociali nei villaggi e le prime depositarie dei segreti dei vincoli sacri che legano l’uomo all’ambiente. Tutto questo nell’anonimato e nel silenzio, senza gli agi della tecnologia e del benessere, senza potere dare nulla per scontato. Non il diritto alla parità, non quello allo studio, né all’accesso all’acqua potabile, all’alimentazione, alla salute.

Ma per le donne africane, questi non sono alibi di rassegnazione. Loro continuano a battersi per un domani migliore per sé, i propri figli e il proprio paese. Sono loro le protagoniste delle tontine, prime forme di microcredito, dell’Africa occidentale ed è grazie a loro che nel continente africano stanno nascendo migliaia di piccole imprese. Sono le donne le più impegnate nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi, loro le più attive nella formazione sanitaria della loro comunità, loro a subire e a combattere l’infibulazione e le mutilazioni genitali. Sono in maggioranza le donne a lavorare i campi in una terra che quasi mai appartiene a loro, solo perché di sesso femminile, loro controllano il 70% della produzione agricola, loro producono l’80% dei beni di consumo, loro assicurano il 90% della loro commercializzazione. Sono migliaia le organizzazioni di donne impegnate nella politica, nelle problematiche sociali, nella salute, nella costruzione della pace. Sono le donne che trovano il coraggio di alzarsi di fronte alle prevaricazioni del potere e la forza di difendere i diritti dei più deboli.

Per tutti questi motivi il prossimo Nobel per la Pace dovrebbe essere assegnato alle donne africane, come forza collettiva. Non a una singola personalità, ma a una coralità sfaccettata e compatta per una missione condivisa. «L’Africa cammina con i piedi delle donne. Le donne sono la spina dorsale che la sorregge. In tutti i settori della vita: dalla cura della casa e dell’infanzia, all’economia, alla politica, all’arte, alla cultura, all’impegno ambientale. Senza l’oggi delle donne non ci sarebbe nessun domani per l’Africa» spiega l’appello che promuove l’assegnazione del premio 2011, sostenuto anche da Gianfranco Fini, che ha già raccolto numerosi e trasversali sostegni e si può sottoscrivere sul sito www.noppaw.org.

«In tutte le analisi dei problemi dell’Africa, c’è una risorsa naturale che spesso non viene apprezzata: gli africani stessi», scrive Wangari Maathai, prima donna centrafricana a laurearsi presso l’università di Nairobi e premio Nobel per la pace nel 2004. Il Nobel per la pace alle donne africane nel loro insieme, per l’appunto, vorrebbe dire proprio accorgersi di questa fondamentale risorsa. Perché sono le donne africane la speranza di cambiamento e democrazia per il futuro del loro paese, sono loro il segreto del perpetuarsi del miracolo della sopravvivenza.

STORIE di DONNE

La guerra delle Donne (trailer)

NADiRinforma presenta il trailer di un documento che vuole inserirsi, come una piccola tessera di un grande puzzle, tra le le testimonianze a sostegno delle Donne d'Africa: nel 2006 incontrammo alcune donne congolesi che ci raccontarono le brutalità cui la guerra, che da anni insanguina le loro terre, le aveva sottoposte. Una guerra infinita che tutt'oggi miete vittime e terrore in uno dei Paesi più ricchi del Pianeta.
"Vedevamo atterrare gli elicotteri nella foresta ... caricavano diamanti ... scaricavano armi... elicotteri sui quali si poteva chiaramente leggere una grande scritta: -UN-".
L'incontro rappresentò e rappresenta una grande emozione e non saremo mai troppo grati a queste coraggiose donne che hanno voluto regalarci un'importante testimonianza destinata a risvegliare le nostre coscienze.
NADiRinforma accoglie la proposta a sostegno dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2011 lanciata da Cipsi e Chiama l'Africa. L'essenza dell'Africa è al femminile: donne forti, coraggiose, in grado, pur tra le insidie più devastanti, di dimostrare la capacità di vivere, non solo quella di sopravvivere. Donne che sanno mostrare la dignità e la fierezza del loro popolo, delle loro culture, senza tentennamenti, senza inibizioni, con coerenza ma, al contempo, volte verso il futuro.
Vista la drammaticità degli argomenti espressi si consiglia la visione ad un pubblico adulto.

http://www.noppaw.net/

COMUNICATO STAMPA

Giornata internazionale della pace

Barbera (Solidarietà e Cooperazione CIPSI):
“Le donne hanno un ruolo fondamentale nella risoluzione dei conflitti e nella costruzione della pace, soprattutto in Africa,
da decenni teatro di guerre e conflitti.
Anche per questo le donne africane meritano
il Nobel per la Pace 2011”.
A fine ottobre seminario internazionale a Dakar.
 
Roma, 21 settembre 2010 – “In occasione della Giornata internazionale della pace che viene celebrata oggi, vogliamo sottolineare il ruolo fondamentale che hanno le donne nella risoluzione dei conflitti e nella costruzione della pace. Un ruolo evidente in ogni parte del mondo e in particolare in un paese come l’Africa, da decenni teatro di conflitti e guerre spesso provocati e alimentati dall’occidente per il possesso delle materie prime e delle risorse di cui il continente è ricco”. A dichiaralo è Guido Barbera, presidente di Solidarietà e Cooperazione CIPSI, coordinamento di 48 associazioni di solidarietà e cooperazione internazionale. “È proprio di questi giorni – prosegue – una dichiarazione approvata a Dakar da 16 paesi dell’Africa occidentale in cui si riconosce il ‘ruolo vitale che le donne possono giocare nella prevenzione e la risoluzione dei conflittima anche la necessità di garantire maggiore protezione dei propri diritti nei teatri di guerra’. Gli Stati africani si stanno dunque impegnando concretamente per assicurare alle donne ‘una partecipazione paritaria e totale nella risoluzione delle sfide di pace e sicurezza’, consapevoli che le sono proprio le donne la spina dorsale che sorregge l’Africa”.
 
Solidarietà e Cooperazione CIPSI, insieme a ChiAma l’Africa, stanno promovendo una campagna per riconoscere e valorizzare questo ruolo fondamentale delle donne africane. “La campagna Noppaw (NObel peace prize for african women www.noppaw.org) – sottolinea Barbera - propone di assegnare alle donne africane nel loro insieme il Premio Nobel per la Pace 2011. Un atto simbolico che vedrebbe la consegna dell'importante riconoscimento internazionale ad una collettività che si impegna quotidianamente per la pace nel proprio continente”. ‘Nell’Africa delle guerre – si legge nell’appello che verrà inviato al comitato che attribuisce il Nobel insieme a migliaia di firme di istituzioni, personalità e società civile - sono le donne che sanno accogliere e proteggere i piccoli rimasti orfani, che curano i più deboli e indifesi, che soffrono le pene dei padri, dei fratelli, dei mariti e dei figli votati al massacro e si vedono strappare bambine e bambini costretti a fare i soldati e ad ammazzare. Con dignità e coraggio sanno alzarsi in piedi per difendere i diritti calpestati, si impegnano nella politica, nelle problematiche sociali, nella salute, nella costruzione della pace in ogni parte del continente.
“La pace in e con l’Africa – conclude Barbera - passa anche e soprattutto attraverso la parità di genere, l’uguaglianza e il riconoscimento del ruolo fondamentale che le donne hanno nella società. Per questo invitiamo tutti a sostenere la campagna Noppaw, firmando e diffondendo l’appello, per aggiungere un piccolo ma importante tassello a un impegno concreto per la costruzione della pace in Africa e in ogni parte del mondo”.
 
Cogliamo questa occasione per segnalare che dal 26 al 31 ottobre 2010 a Dakar, in Senegal, si terràil seminario di studio e confronto sulla campagna Noppaw, "Portano sulle spalle i pesi e le speranze dell’Africa". Il Seminario saràun’immersione nella vita africana e occasione di analizzare diversi ambiti in cui le donne sono protagoniste attive. In particolare, gli ambiti che verranno approfonditi saranno: l’economia, il ruolo fondamentale delle donne africane nell’agricoltura, nel piccolo commercio, nel microcredito. La cultura, la formazione e l’istruzione, perché la dignità delle donne passa anche e soprattutto attraverso la loro formazione. La salute, che tocca in tanti modi la vita delle donne africane, spesso impegnate con coraggio e ostinazione a difenderne il diritto. Il ruolo delle donne nei processi di trasformazione sociale, nella costruzione della pace e della democrazia, nella politica, nella tutela della vita e dei diritti calpestati, nei ruoli di responsabilità della società. L’ambiente, perché le donne africane sono impegnate a proteggere e salvaguardare, con il lavoro nei campi e la cura del territorio, la sostenibilità ambientale, per garantire a loro e ai propri figli un futuro diverso.
 
Per informazioni: Ufficio Stampa Solidarietà e Cooperazione CIPSI, tel. 06.5414894, mail: ufficiostampa@cipsi.ite info@cipsi.it, web: www.cipsi.ite www.noppaw.org.
 

CONVEGNO INTERNAZIONALE

Il 28 settembre 2010 a Verona, presso il Polo Canotto, viale dell’Università 1 dalle ore 10.00 alle 13.00 si terrà il convegno internazionale “Diritti al femminile”, promosso dal Gma, in collaborazione con Solidarietà e Cooperazione Cipsi, l’università di Verona e la regione Veneto. Apriranno il convegno il Prof. Agostino Portera e la Prof.ssa Paola Dusi dell’università di Verona. A seguire, gli interventi di Patrizia Sentinelli e Guido Barbera sulla Campagna Noppaw, per assegnare il Premio Nobel per la Pace 2011 alle donne africane. Interverranno anche p. Vitale Vitali del Gma e Margherite Lottin, presidente dell’associazione culturale Griot e giornalista. Si consiglia la preiscirizione.

Per informazioni: GMA Onlus, tel. 0429.800830, mail: gma@gmagma.org, web: www.gmagma.org

Scarica la locandina >>

LA CAMPAGNA

Firma la petizione IT

Riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne in Africa e dare loro il Premio Nobel per la Pace 2011. Questa la proposta promossa dal CIPSI, coordinamento di 48 associazioni di solidarietà internazionale, e da ChiAma l’Africa, nata in Senegal, a Dakar, durante il seminario internazionale per un Nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa svoltosi dal 28 al 30 dicembre 2008.

La motivazione

La proposta nasce a partire dalla constatazione del ruolo crescente che le donne africane hanno acquisito nella vita quotidiana dell’Africa. Le donne sono protagoniste e trainanti sia nei settori della vita quotidiana che nell’attività politica e sociale. Sono le donne in Africa che reggono l’economia familiare nello svolgimento di quell’attività, soprattutto di economia informale, che permette ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza. Le donne da decenni sono protagoniste nella microfinanza: dalle storiche tontine dell’Africa occidentale, fino alle forme più elaborate di microcredito in tutte le parti dell’Africa. Microcredito che ha permesso la nascita di migliaia di piccole imprese. Le donne africane sono capaci nell’organizzazione della gestione dell’economia: esistono in Africa migliaia di cooperative che mettono insieme donne impegnate nell’agricoltura, nel commercio, nella formazione, nella lavorazione di prodotti agricoli. Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nei villaggi. Le donne in Africa stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il morbo dell’HIV e della malaria. Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi. Sono i gruppi organizzati di donne che si stanno impegnando contro pratiche tradizionali dell’infibulazione e della mutilazione genitale. Sono le donne africane, infine, che riescono a organizzarsi per lottare per la pace e a mantenere la vita anche nelle situazioni più tragiche, in un impegno politico spesso capillare e non riconosciuto. Molto spesso con il rischio di subire violenza e sopraffazione. L’Africa oggi può sperare nel proprio futuro soprattutto a partire dalle donne comuni, quelle che vivono nei villaggi o nelle grandi città, in situazioni spesso di emergenza, e di cui le donne che sono emerse, sia nella politica, sia nella cultura, sia nell’attività imprenditoriale, non sono che un’espressione visibile.

La proposta

Lanciare una campagna internazionale per l’attribuzione del premio Nobel per la Pace nel 2011 alle donne africane nel loro insieme.Non una campagna per l’attribuzione del Nobel a una singola persona o a un’associazione, ma una sorta di Nobel collettivo. Si tratta, lo capiamo, di una proposta atipica, ma questa proposta che vogliamo perseguire, conoscendone le difficoltà, ci serve per lanciare una campagna internazionale tendente a far conoscere il protagonismo delle donne africane e per privilegiare nei rapporti di cooperazione proprio le donne e le loro organizzazioni.

Modalità

  • Lancio di un manifesto- appello firmato da personalità che hanno un ruolo internazionale riconosciuto.
  • Creazione di un comitato nazionale e internazionale in Africa e negli altri continenti;
  • Lancio capillare della campagna attraverso iniziative diffuse sul territorio per raccogliere firme all’appello: convegni, iniziative di movimento, incontri organizzati con donne africane, proposte di viaggi in Africa per incontrare realtà di donne organizzate, e altre ancora.
  • Aggiornamento del sito web multilingue www.noppaw.org, luogo ufficiale per conoscere le attività della campagna, per presentare storie di donne organizzate in Africa e per consultare le pubblicazioni e i dossier sulle tematiche di gender.

Obiettivo

Raggiungere almeno 2 milioni di firme da inviare al comitato che attribuisce il Nobel.

Congo: denuncia shock

 
 
 
 
 

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