Diritti Umani: Disabili a scuola

"Mette i brividi la soluzione di convincere i genitori a relegare i propri figli in comunità specializzate". Il presidente Speziale: "Ritorno alla più totale discriminazione e ghettizzazione"
 
Oggetto sconosciutoROMA - Non si placano le polemiche sulla dichiarazioni, poi smentite, dell'Assessore all'istruzione del comune di Chieri (TO) sulla frequenza scolastica degli alunni con disabilità. L'Anffas, che raccoglie oltre 15 mila genitori e familiari di persone con disabilità intellettiva, si dice preoccupata e si schiera dalla parte delle famiglie, "disponibile a supportarle in eventuali azioni ed iniziative per la tutela del diritto all'istruzione vera e di qualità dei propri figli con disabilità".
Oggetto sconosciuto

"La prima preoccupazione (insieme ad un vero e proprio sconcerto) - sottolinea il presidente nazionale Roberto Speziale - riguarda il fatto che una persona che dovrebbe rappresentare e tutelare i propri concittadini, addirittura in un settore fondamentale come quello dell'istruzione, possa dimostrare tale completa e totale ignoranza in merito a quelli che sono i principali e più fondamentali diritti di tutti, tra cui ovviamente, anche le persone con disabilità. (...) A ciò si somma inoltre (probabilmente frutto della suddetta ignoranza) il pregiudizio che porta l'sssessore in questione a ritenere che le persone con disabilità (tout court) a scuola non possano combinare nulla di buono, che se ne stiano tutto il giorno "a dare calci e pugni ad un muro", con insegnanti di sostegno impotenti ed impossibilitati ad aiutarli.

"Mette i brividi" la soluzione proposta di "convincere i genitori a relegare i propri figli in ‘comunità specializzate', dove possano, senza arrecare disturbo a nessuno, seguire "un percorso migliore" (che non ci è dato sapere quale possa essere, dal momento che lo stesso afferma anche che gli alunni con disabilità con l'istruzione non hanno nulla a che vedere) ci, proponendo un ritorno alla più totale discriminazione, segregazione e ghettizzazione, in totale contrasto con quelli che sono i principi di inclusione, non discriminazione e pari opportunità".

Ma la preoccupazione "più angosciosa" per l'Anffas è che "l'Assessore non dica del tutto una falsità quando afferma di aver avuto il coraggio di esprimere un sentimento comune (almeno, aggiungiamo noi, a buona parte della nostra classe politica)". L'Associazione parla di "un costante e strisciante attacco senza precedenti, volto a mettere in costante discussione i loro più fondamentali diritti umani e civili". "E' un attacco sferzato mediaticamente, - denunci a Speziale - che da un lato sta lasciando passare il fatto che la disabilità è soltanto un disturbo, una ‘spesa improduttiva', che grava sui bilanci dello stato e delle famiglie ‘sane e lavoratrici' e che va risolta in privato, senza dare fastidio e meglio se lontana, relegata in un angolino di pietismo e compatimento e dall'altro riduce al più totale silenzio ed indifferenza il movimento che ogni giorno di batte affinché i diritti delle persone con disabilità vengano rispettati. Ma è anche un attacco sferzato, soprattutto dal nostro governo, con i fatti: con i tagli indiscriminati, i provvedimenti discriminatori, le vessazioni continue alle famiglie".

"Pensiamo - conclude - che affermazioni come quelle dell'Assessore in questione (così come provvedimenti insensati/inadeguati/inesistenti delle amministrazioni e del governo) dovrebbero far gridare allo scandalo non soltanto noi, persone con disabilità e loro genitori e familiari, ma l'intera società e collettività civile, organi di stampa in primo luogo (che invece, di solito, nella stragrande maggioranza dei casi sono pronti a "cestinare" con estrema facilità comunicazioni come quella che stiamo adesso scrivendo) e che forse sarebbe il caso di riprendere il motto dell'Assessore gridando in coro: "Basta con questi politici nelle nostre Amministrazioni e Governi. Non combinano nulla e disturbano solo!".

(27 settembre 2010)