Dirittti Umani - il PIL - Robert F.Kennedy - 1968

 
 
11 ottobre '10
 
Tutti sanno che il PIL è un cattivo indicatore del benessere, non esiste però un valore che possa sostituirlo, almeno fino ad ora. Il governo canadese ha da poco introdotto l'indice del benessere che contiene otto indicatori tra cui la vitalità della propria comunità, la scolarità, l'ambiente e la partecipazione democratica. Anche i francesi stanno per lanciare un indice simile che includerà valori quali il progresso economico e la felicità.
Da sempre gli economisti inseguono la quantificazione di sentimenti come la felicità, Adam Smith ne parla nei sui scritti e Jeremy Bentham sostiene che la società debba porsi come obiettivo la felicità delle masse. Nessuno però è ancora riuscito a racchiudere questi sentimenti in un dato perché in realtà nessuno ancora sa cosa rende felice la gente. Esistono però alcuni parametri che gli economisti sono riusciti ad individuare. E tutti sembrano confermare che l'antico detto "la ricchezza non rende felici". I russi arricchitisi dopo la caduta del comunismo ed i peruviani che negli anni Novanta hanno visto il loro reddito quintuplicare ammettono di non essere più felici che in passato, anzi molti sostengono di essere più infelici. Il motivo? L'incertezza che la democrazia in Russia e la crescita economica sostenuta in Perù hanno prodotto, alla radice dunque c'è l'ansietà.
 
Oggetto sconosciuto
Più che il denaro a renderci felici è una vita tranquilla, tra gli indicatori massimi c'è un matrimonio stabile, la buona salute ed un reddito sufficiente per condurre una vita comoda. Il divorzio e soprattutto la disoccupazione sono le cause principali dell'infelicità. Ma mentre dal primo ci si riprende senza un lavoro non è possibile superare la depressione.
Anche l'età gioca la sua parte, si diventa progressivamente più infelici fino ai 40 anni e si riprende ad essere felici intorno ai 50 e lo si è sempre di più man mano che si invecchia.
Esistono poi fattori irrazionali legati al condizionamento della società che influenzano la felicità. Dall'inizio della recessione, e quindi dai primi mesi del 2008, gli americani sono stati progressivamente più infelici seguendo l'andamento negativo del Dow Jones. Quando questo ha smesso di scendere la gente è tornata ad essere felice, eppure l'economia non è migliorata anzi la recessione è peggiorata. I media e la narrazione dei politici sulla crisi avevano legato il suo andamento a quello degli indici di borsa.
Sempre negli Stati Uniti le disuguaglianze di reddito sono fonte di preoccupazione per i ricchi che hanno idee di sinistra, ma non per tutti gli altri che invece sono certi che un giorno saranno i nuovi Bill Gates, un sogno pressoché irrealizzabile.

Fonte articolo 'Il Caffé'

Discorso di Robert Kennedy nel '68
sui limiti del PIL

"Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."


Profezia Creek.

Il 18 Marzo del 1968 il senatore Robert Kennedy pronunciava, presso l'università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava, tra l'altro, l'inadeguatezza del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale destinata alle elezioni presidenziali

Speciale Benin

In collaborazione con il CIPSI
per gentile concessione dell'Ass. "Chiama l'Africa"
NADiRinforma partecipa a:
AFRICA 
RICCHEZZA POVERTA'CRESCITA DECRESCITA
15 – 26 febbraio 2007
 
Benin
PROGRAMMA
16 febbraio 2007 - venerdì
ore 00.10 – arrivo a Cotonou, ricevimento ed arrivo presso il Centro Emmaus Tohoué. Riposo e conoscenza del centro
17 febbraio 2007 - sabato
Visita a ABOMEY, antica capitale del Regno di Dahomey: presentazione della storia del regno e della città, visita al Museo. Al ritorno possibile visita al gruppo Emmaus di Bohicon
18 febbraio 2007 – domenica
Pomeriggio: apertura del seminario AFRICA:  RICCHEZZA POVERTA' CRESCITA DECRESCITA, con i relatori
19 febbraio 2007 – lunedì
Seminario e visita al Centro Songay
20 febbraio 2007 – martedì
Momento di conoscenza del Vodou,
in Benin riconosciuta come religione ufficiale
21 febbraio 2007 – mercoledì
Seminario
22 febbraio 2007 – giovedì
Visita a Ganvié, villaggio tradizionale di pescatori, ed a realtà associative locali
23 febbraio 2007- venerdì
Seminario
24 febbraio 2007 – sabato
Visita all'associazione AFA (mercato S. Rita) ed a realtà associative locali
25 febbraio 2007 – domenica
Visita a Ouidah, alla Route des esclaves , ed al Centro artigianale di Cotonou.
PARTECIPANO :
 
SERGE LATOUCHE : insegna Storia del Pensiero Economico presso l'Università Jean Monnet di Parigi XI e conduce attività seminariale presso l'IEDES (Institut d' Étude du Économique et Social) di Parigi. Ha pubblicato numerosi libri in Italia, Il pianeta dei naufraghi, L'altra Africa tra dono e mercato, Altri mondi, altre menti, altrimenti. Oikonomia vernacolare.
ALBERT TEVOEDJIRÉ : economista e sociologo. Nel 2003 è stato nominato Rappresentante speciale per la Costa d'Avorio in seno all'Onu, dopo essere stato – sempre per le Nazioni Unite - Coordinatore del progetto «Millénaire pour l'Afrique». Precedentemente è stato Ministro del lavoro e dell'economia in Benin dal 1991 al 1996. Nel suo paese ha ricoperto altri alti incarichi istituzionali e politici. Tevoedjré ha pubblicato numerosi articoli sullo sviluppo politico, economico e sociale dell'Africa.
PASQUALE DE MURO: Docente di Economia dello Sviluppo Umano all'Università di Roma 3.Coordinatore del Dottorato in Istituzioni, ambiente e politiche per lo sviluppo economico. Direttore del Master in Human Development and Food Security. De Muro ha pubblicato vari articoli scientifici sulla questione rurale.
 
MOYSE MENSAH : già Ministro dell'Economia in Benin e consulente della Banca Mondiale, Vice Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Africa: Ricchezza - Povertà, Crescita - Decrescita (filmati)

NADiRinforma: Chiama l'Africa onlus e CIPSI hanno organizzato a febbraio 2007, il seminario in Bénin, presso la comunità Emmaus Tohoué "Africa: Ricchezza – Povertà, Crescita – Decrescita".
Tra i relatori: Serge Latouche , economista e filosofo francese, autore di libri come "Il Pianeta dei naufraghi", "L'altra Africa tra dono e mercato", Pasquale De Muro , professore di sviluppo umano all'università di Roma 3, Albert Tevoédjré , economista e sociologo, oggi mediatore del presidente della repubblica beninese e Moyse Mensah , già Ministro dell'Economia in Bénin e Vice presidente dell'IFAD. Hanno coordinato: Graziano Zoni , presidente Emmaus Italia, Eugenio Melandri , coordinatore Chiama l'Africa e Guido Barbera , presidente Cipsi.

Oltre a essere stato un viaggio di conoscenza, di incontro con la società civile e le associazioni di cooperazione locali, i momenti del seminario sono stati occasione di apprendimento, confronto e proposte per ripensare i nostri modelli di vita e per pensare insieme a come fare solidarietà.

Visita il sito: www.chiamalafrica.it
Visita il sito: www.cipsi.it
Visita il sito: www.mediconadir.it
 
 
In questo filmato del 18 febbraio 2007, proponiamo una lezione introduttiva di Pasquale De Muro nel corso della quale si analizza il concetto di povertà e la relazione tra persone e merci, unica fonte di benessere secondo il punto di vista dell'economia tradizionale. Perché nell'economia e nelle politiche si associa la quantità dei beni disponibili alla felicità? Perché molti progetti di cooperazione si basano su questo concetto? Come si può passare dalle merci alle persone?
introduce Guido Barbera, Pasquale De Muro risponde alle domande delle platea in relazione alla tecnica, sull'importanza e la messa in discussione degli indicatori, la sottile linea tra rispetto delle culture e la promozione dei diritti universali. Si evidenziano sempre di più i punti di vista differenti.
Serge Latouche risponde alle domande delle platea in relazione alla tecnica, sull'importanza e la messa in discussione degli indicatori, la sottile linea tra rispetto delle culture e la promozione dei diritti universali. Si evidenziano sempre di più i punti di vista differenti.
Guido Barbera, Pasquale De Muro e
Serge Latouche
 
NADiRinforma: (incontri del lunedi)
In questo video:
Intervento di Albert Tevoedjiré che, partendo dalla storia dello sviluppo, tende verso la riflessione relativa a quello che potrebbe essere il futuro del continente africano e del mondo intero alla ricerca del progresso umano. (in lingua francese)
Pasquale De Muro che ci propone la ricerca delle alternative all'economia tradizionale considerata l'antitesi dell'evoluzione umana Moyse Mensah che si domanda chi produce ricchezza e contemporaneamente chi ne usufruisce. Si sofferma sulla ripartizione della ricchezza che pare essere relativa al volere della classe dirigente. (in lingua francese)
"La colonizzazione dell'immaginario"
Introduce Eugenio Melandri che critica il modello di sviluppo economico liberista selvaggio dominante. Un modello che non tiene in considerazione l'uomo, ma che ha sviluppato una sorta di feticismo verso elementi quali il Pil o la crescita economica rendendoli valori assoluti.
Serge Latouche deriva l'incapacità dell'occidente ad affrontare il disequlibrio economico globale in quanto affetto dalla sindrome della colonizzazione dell'immaginario. "Quando si ha un martello nella testa, si vedono tutti i problemi sotto forma di chiodi" (Mark Twain). L'Occidente nella testa ha un martello chiamato ECONOMIA e questo impedisce o rende difficilissimo un approccio alternativo al problema in questione (in lingua italiana)
a conclusione dei lavori della giornata i partecipanti al gruppo di studio pongono alcune domande agli esperti.
L'obiettivo principe sarebbe quello di permettere a tutti di avere vita in abbondanza, ma... come potrà mai essere possibile se l'abbondanza di qualcuno diviene la debolezza degli altri?
NADiRinforma: all'ombra degli alberi del centro Emmaus Tohoué si riuniscono tre gruppi di lavoro: Il senso della cooperazione, pratiche per la decolonizzazione dell'immaginario e il senso della politica.

Un eterogeneo gruppo si interroga su qual'è il senso della cooperazione oggi e con quali aspettative si rivolge all'Africa. Nasce la riflessione sul perché il rapporto tra le società civili che si incontrano sia sbilanciato nella quasi totalità delle volte: una relazione dove solo l'occidente sembra poter dare in quanto incapace di ascoltare e ricevere. Come può crearsi un rapporto paritario? Cos'è la cooperazione? Conclusioni della 3° sessione di lavoro
Visita il sito: www.chiamalafrica.it

 
 
 
 
 
Vendredi 23 février 2007 - Première Partie
Le NADiRinforme : Chiama l'Africa onlus et CIPSI ont organisé en février 2007, au Bénin,aurpès de la communauté Emmaüs Tohoué, le séminaire Afrique: richesse/pauvreté, croissance/décroissance Le séminaire de travail ayant eu lieu au Bénin en février dernier continue, le thème abordé est la décolonisation dans l'imaginaire collectif : que signifie-t-elle? À quoi peut-elle mener ?
Intervenants:
Eugenio Melandri : Coordinateur national de l'association Chiama l'Africa Moise Mensah : Ministre de l'économie (Bénin) Serge Latouche – Université de Paris Albert Tevoedjiré – Economiste, Sociologue Dah Agbalenon Adanmaikpohoue – Président de la Congregation Vodun Yehwel
 
 
 
 
 
Vendredi 23 février 2007 - Deuxième Partie
Le NADiRinforme : Chiama l'Africa onlus et CIPSI ont organisé en février 2007, au Bénin,aurpès de la communauté Emmaüs Tohoué, le séminaire Afrique: richesse/pauvreté, croissance/décroissance Le séminaire de travail ayant eu lieu au Bénin en février dernier continue, le thème abordé est la décolonisation dans l'imaginaire collectif : que signifie-t-elle? À quoi peut-elle mener ?
Intervenants:
Eugenio Melandri : Coordinateur national de l'association Chiama l'Africa Moise Mensah : Ministre de l'économie (Bénin) Serge Latouche – Université de Paris Albert Tevoedjiré – Economiste, Sociologue Dah Agbalenon Adanmaikpohoue – Président de la Congregation Vodun Yehwel
 
La décroissance et le paradoxe africainpar Serge Latouche, Professeur émérite d'économie à l'Université d'Orsay, objecteur de croissance. >>>>
La décroissance et le paradoxe africain >>>>
 
 
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