Burundi: ricomincia l'incubo della violenza ?

 
pubblicata da AFRICAN VOICES  19 ottobre 2010

"E' in atto un doppio livello di violenze: da una parte l'operato di non meglio identificati uomini armati che seminano paura tra la popolazione, commettendo per lo più furti, dall'altra omicidi mirati tra militanti di partiti" dice alla MISNA una fonte di stampa indipendente del sito d'informazione 'Iwacu' a proposito di notizie che da settimane rispecchiano il clima di incertezza e confusione dominante in Burundi, da poco uscito da una lunga 'maratona elettorale'.

Oggetto sconosciuto

La redazione di 'Iwacu' riferisce alla MISNA le testimonianze raccolte tra la popolazione: "In molti ci hanno raccontato di gruppi formati da 50 a 100 persone, ben armate che derubano e minacciano i civili in più regioni. La gente ha paura" proseguono da Bujumbura. Racconti che, secondo alcuni danno prove plausibili della riorganizzazione di una formazione ribelle nel paese, uscito nel 2006 da una guerra civile decennale che ha fatto più di 300.000 vittime. "Finora i responsabili di questi gruppi non sono usciti allo scoperto, la loro identità non è nota" aggiunge l'interlocutore, "mentre il governo attribuisce le violenze a banditi". L'altra manifestazione di violenza "riguarda invece militanti del partito al potere 'Cndd-Fdd' e delle 'Fnl', l'ex-ribellione delle 'Forze nazionali di liberazione': sono omicidi mirati e limitati alla sfera politico-istituzionale che colpiscono entrambi" precisa la stessa fonte. Nelle ultime ore dal Burundi giungono notizie di uno scambio d'accuse tra l'Associazione per la protezione delle persone detenute e dei diritti umani (Aprodeh) e la polizia burundese. L'Aprodeh ha additato le forze di polizia come responsabili dell'esecuzione sommaria di almeno 22 membri dell'ex-ribellione delle 'Fnl': un'accusa bollata come "totalmente falsa e infondata" dal portavoce della polizia, Pierre Chanel Ntarabaganyi. Nella versione dei fatti fornita dalla polizia, l'uccisione di membri dell'ex-ribellione si è verificata in scontri tra forze di sicurezza e gruppi armati che imperversano nel paese. Mentre le autorità burundesi sospettano che dietro ai crescenti attacchi armati ci siano gruppi di opposizione i cui dirigenti sono "irreperibili o scomparsi", le formazioni di opposizione denunciano invece "l'intolleranza" del governo del presidente Pierre Nkurunziza. La situazione di insicurezza diffusa che regna in Burundi viene ricollocata dal sito d'informazione burundese 'Ag.news' in un contesto regionale, quello dei Grandi Laghi. Riferendo della visita in corso a Kinshasa del ministro ruandese della difesa, James Kabarebe, 'Ag,news' cita la testimonianza anonima di un agente di polizia burundese della zona di Bubanza (ovest): "Nella circoscrizione occidentale, la polizia deve fronteggiare terroristi armati che uccidono cittadini barundi, della zona di Rukoko, che finora non hanno avuto il coraggio di rivendicare le proprie azioni. In Burundi sospettiamo che le milizie Mai-Mai e delle 'Fdlr' stiano tentando di aprire un fronte verso il Rwanda. A un anno delle elezioni in Repubblica democratica del Congo, un corridoio è stato aperto in Burundi per far passare queste milizie e rassicurare così le popolazioni del Kivu che la situazione sta diventando più calma" si legge sul sito di 'Ag.news'. Una situazione locale e regionale che sta "fortemente preoccupando" la missione Onu in Burundi (Binub): "Anche se non c'è la volontà di riaccendere la violenza, i recenti fatti violenti non vanno sottovalutati" ha detto il responsabile della Binub, Charles Pétrie, che ha da poco presentato le sue dimissioni.[VV] 

fonte: Misna