Eventi: si parla di mafia

 

Ovada (AL): Testimone di pace

 
Testimone di Pace 2010:
Pina Sgrò e le tessitrici di Riace

Sezione informazione: 
Riccardo Orioles

Sezione scuola:
Istituto "Virgilio", Pozzuoli

Premio speciale "Rachel Corrie": 
Vittorio Arrigoni

Dopo la Comunità di pace di San Josè de Apartadò in Colombia, Padre Fabrizio Valletti di Scampia e il comandante Salvatore Cancemi e l'equipaggio del peschereccio "Twenty Two" il premio "Testimone di Pace" è stato conferito, quest'anno, a Pina Sgrò e le tessitrici di Riace. Pina Sgrò, insieme alle donne del paese ha recuperato e rilanciato un'attività tradizionale femminile tipica di questa parte del Sud: la tessitura della ginestra. Il laboratorio, che ha visto la luce nel 2000, è diventato una scuola di tessitura per le migranti che giungono a Riace e rappresenta un luogo simbolico dove, oltre ai filati, si tessono relazioni fra donne provenienti da Paesi diversi che imparano così a conoscersi e a relazionarsi divenendo partecipi della vita della comunità.

Per la sezione Informazione, il premio è stato attribuito a Riccardo Orioles il cui percorso di vita costituisce un raro esempio di rigore morale e intellettuale e di impegno civile.  Nel 1982 insieme a Giuseppe Fava ha fondato il mensile I Siciliani, che con un rigoroso giornalismo d'inchiesta ha denunciato le attività illecite di Cosa Nostra in Sicilia. Dal 1999 svolge la sua attività giornalistica scrivendo e diffondendo l'e-zine gratuita La Catena di San Libero. Nel maggio 2006 fonda il mensile Casablanca, col quale continua a denunciare mafie e corruzioni.Infine, per la sezione Scuola il Premio sarà conferito all'Istituto "Virgilio" di Pozzuoli per il video documentario lo "Lo dico a Te" realizzato nell'ambito del progetto "Noi Volontari e gli Esclusi del Mediterraneo".Premio Speciale "Rachel Corrie" a Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani che continua a raccontarci come vivono e muoiono gli abitanti di Gaza sul suo Blog Guerriglia Radio.

La serata di premiazione si terrà il prossimo 4 ottobre, Giornata Nazionale della Pace, alle ore 21, presso il Teatro Comunale di Ovada. Protagonisti della serata saranno i premiati insieme a Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito di Ivrea, Nando dalla Chiesa, Presidente Onorario di Libera, Ahmad Rafat, Presidente di Iniziativa per la Libertà di Espressione in Iran, Shukri Said, fondatrice di Migrare, Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana.Coordina Marino Sinibaldi, direttore di Radio 3 Rai.

10 settembre 2009

Fabrizio Valletti viene premiato per il suo impegno nel quartiere Scampia, a Napoli.

Padre Fabrizio Valletti riceverà dal comune di Ovada (AL) il premio Testimone di pace 2008, per la sua opera nel quartiere di Scampia, a Napoli.
 

Padre Valletti, gesuita, ha svolto la sua attività anche a Follonica operando in modo attivo e innovativo nella vita di quartiere e nel settore della scuola e dell’educazione. Per quelli come me, che erano ragazzi negli anni '70, ha rappresentato un punto di riferimento molto importante, marcando in modo indelebile la cultura democratica di Follonica. Personalmente ho avuto la fortuna di condividere con lui alcuni percorsi: su tutti l'impegno per consolidare e sviluppare la scuola pubblica.
A
ttualmente è parroco della chiesa Santa Maria di Speranza, a Scampia, un quartiere di Napoli con 80 mila abitanti, quasi un paese a sé, al centro delle cronache nazionali per la nuova e violenta lotta tra cosche camorriste. 
Con il Centro Culturale “Hurtado”, dedicato al religioso cileno che impegnò la sua vita per il riscatto delle fasce povere del suo popolo,  Fabrizio ed i suoi volontari propongono un progetto di formazione e di avvio al lavoro per i giovani di Scampia e tutta una serie di attività, danza, laboratori artigianali, visite guidate alla città, oltre ad un periodico – ‘Fuga di notizie’ – realizzato interamente dalla gente del quartiere.
Organizzato dal Comune di Ovada, dal Centro Pace Rachel Corrie, da Articolo 21 e dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit (RAI Radio Tre), con il sostegno di Provincia di Alessandria, Regione Piemonte e Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, il Premio Testimone di Pace viene conferito l’11 settembre di ogni anno a personalità che si siano particolarmente distinte nell’ambito della pace e della nonviolenza. “La figura di Padre Valletti – spiega Sabrina Caneva, Assessore alla Pace del Comune di Ovada, dando il senso della serata – ci permette di allargare il concetto di pace: testimone di pace non è solo chi lotta contro la guerra ma coloro i quali per riaffermare i valori della convivenza civile, contro il degrado della morale e della politica”.

Guarda l'intervista che Fabrizio ha rilasciato a BombaTV il 5 gennaio 2007

foto tratta dall'intevista a BombaTV

Centro Alberto Hurtado

Centro Hurtado di Scampìa, Napoli

Viale della Resistenza – Polo Artigianale

Costruito dal Comune di Napoli al centro di Scampia e affidato alla Compagnia del Gesù dal 2005, il Centro Hurtado è un Centro di Formazione per il lavoro e per la cultura per i giovani del quartiere.

Intitolato ad Alberto Hurtado, gesuita cileno da poco riconosciuto santo impegnato negli anni ’30-’40 a sollevare la popolazione più povera del suo paese dalla condizione di ignoranza e miseria, oggi il Centro conta su tre entità diverse: l’Associazione AAquas (Associazione Animazione Quartieri Scampìa) che promuove iniziative culturali per i ragazzi a rischio dispersione scolastica e gestisce l’unica biblioteca del quartiere aperta al pubblico; l’Istituto Pontano delle Arti e dei Mestieri che realizza corsi di obbligo formativo per il reinserimento scolastico o l’avviamento al lavoro e la Cooperativa sociale “La Roccia” con una straordinaria sartoria e un laboratorio informatico.

Dal 2006 il Centro Hurtado è Presidio del Libro e dal 2007 gode, per il progetto Costruiamoci un Orizzonte, di un finanziamento della Fondazione Vodafone Italia. Progetto che oltre a intensificare il programma di formazione ha consentito l’allestimento di un laboratorio di legatoria in cui 18 giovani del quartiere imparano il mestiere del legatore e restauratore del libro sul modello del “fare bottega”.

Attualmente il Centro ha altri finanziatori tra cui la Fondazione per il Sud e la Fondazione Cannavaro Ferrara che insieme alla Fondazione Vodafone Italia si occupano di un progetto per lo sviluppo dello sport tra i giovani del quartiere contribuendo anche al recupero del campo sportivo.

Le attività culturali del Centro Hurtado sono in genere gestite dalla biblioteca che già dagli anni scorsi propone progetti soprattutto per i bambini. Per il 2010 gli obiettivi però diventano più ambiziosi e si punta a incrementare il numero di iscritti al prestito – soprattutto tra i giovani e gli adulti – e al rafforzamento dell’offerta di formazione ed educazione culturale con interventi mirati.

"Figli di Boss"

di Vincenzo Carrozza

Coraggioso ed inedito, capace di far molti discutere; ma anche pronto a ricevere critiche severe. Ma comunque chiarificatrici.

Forte è il suo messaggio.

Ed è per questo che ho accolto il cortese e pressante invito di Vincenzo di esprimere una pagina di presentazione.

Ho infatti avuto la gioia di seguire il dottor Vincenzo Carrozza per tanti anni. Soprattutto nei periodo difficili della sua via, a Locri, sulle strade del riscatto. Del resto, tutto è ben raccontato nel libro stesso.

Ho accompagnato i periodi del suo inserimento, progressivo, ben qualificato, tenace soprattutto. Perché basato su una ferrea volontà di rilancio esistenziale.

Chi cade nella rete della malavita, infatti, o ne resta avviluppato e schiacciato. Con tutte le tristi conseguenze per sé e per la propria famiglia.

Ed anche questo triste aspetto è qui lucidamente narrato.

Oppure, con quella forza che specie la gente di Calabria sa esprimere, coltiva dentro il cuore orizzonti più vasti e mira più in alto. Non naviga nella palude, pur comoda per certi aspetti. Ma sa risalire e pensare ed agire in modo alternativo.

Certo, non avviene per tutti.

Molte volte, infatti, in una società che ha paura dell’altro, che allontana i minareti, che guarda le etichette, è facile restare ingabbiati da un cognome, da un paese, da una storia.

Perfino la polizia, ai normali controlli, non ti lascia proseguire se sei di certe zone, se porti certi cognomi.

E così questo libro racconta proprio tutto questo difficile travaglio verso una nuova creazione interiore. Una nuova creatura, che nasce solo dopo aver sconfitto paure e pregiudizi.

 La storia del dott. Carrozza diviene così emblematica di chi sa lottare, di chi sa imporsi non per il passato suo o della sua famiglia. Ma sa presentarsi per le sue attuali qualità e doti. Perché solo così dimostra che la verità ci farà liberi, come ha annunziato, due millenni fa, con voce forte e chiara, lo stesso Gesù.

 Ma è anche un monito per chi viene suggestionato dalla mafia, per chi ne è risucchiato e rischia di entrarvi. Non creda di poterla dominare. Il male non si vince ma lo si paga, purtroppo. O nel cuore nostro o nel cuore dei nostri figli. Sempre però lo si paga. Ed è anche questo un altro dei tanti preziosi messaggi che lancia questo libro.

Buona lettura. Non occorre dirlo. Perché il testo si legge volentieri e le storie vere che vi vengono raccontate prendono il cuore e la mente.

Ma anche da questo libro nasca un ulteriore impegno a non giudicare mai il fratello che sbaglia. A non cercare la pagliuzza o la trave. A non fermarsi sul suo passato. Ma ad essere sempre aperti all’inedito di Dio. Cioè a credere nell’Uomo, in quella fragile ma immensa storia d’Amore che è il Natale. Perché proprio per noi, peccatori, è sceso Gesù  tra di noi.

Grazie di questo libro e per questa storia di coraggio,

+p. GianCarlo Maria Bregantini

 

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