Diritti umani - la giornata dell'infanzia nel web

 
 
 
 

Il 20 novembre 1989 l'Onu ha approvato la Convenzione sui diritti per l'infanzia.

Non solo i cartoni di Facebook. Oggi anche Google cambia faccia e il suo logo (qui l’immagine) si trasforma in una piccola rappresentazione di vita quotidiana con al centro un bambino. Il nuovo doodle celebra così, insieme al social network, la giornata dedicata all’infanzia.
Oggi è infatti la Giornata mondiale dei diritti dei bambini.
Il 20 novembre 1959 l’Assemblea Generale dell’Onu ha adottato la Dichiarazione dei diritti del fanciullo e il 20 novembre 1989 - sempre da parte dell’Onu - è stata approvata a New York la Convenzione internazionale dei diritti dell’Infanzia, entrata in vigore nel 1990.

La Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia

Quest’ultima è lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di tutela dei diritti dei bambini.
Contempla l'intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali), e costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant'anni a difesa dei diritti dei bambini.
L'Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt'oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell'Onu, sono parte della Convenzione.・@
 

Venerdì 19 Novembre 2010 09:01

giornatamondialeinfanzia
di Guido Leone - Ricorre quest’anno il ventunesimo anniversario della convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza,approvata solennemente il 20 novembre 1989

dall’assemblea delle Nazioni Unite ed entrata in vigore il 2 settembre 1990. Probabilmente nella memoria collettiva sono altri gli avvenimenti importanti di quello straordinario 1989:la protesta soffocata nel sangue degli studenti cinesi in piazza Tiennamen,in giugno, e la caduta del muro di Berlino il 9 novembre.
Ma fra quegli eventi rivoluzionari va collocata anche l’approvazione di questa Convenzione,che solo pochi anni dopo era già il documento più ratificato del pianeta , anche se quasi paradossalmente, uno dei documenti più ignorati e sconosciuti e, in quanto tale,poco valorizzato nelle sue potenzialità, e, nel nostro Paese,poco studiato anche negli ambienti educativi.
I principi fondamentali contenuti nella Convenzione – principio di non discriminazione, principio di superiore interesse del bambino, diritto alla vita, sopravvivenza ,sviluppo, ascolto delle opinioni del bambino –dovrebbero essere assunti da ogni comunità,quali criteri di riferimento al fine di assicurare ad ogni bambino e ragazzo il diritto di sviluppare appieno le proprie potenzialità.
Ma accanto a segnali positivi che indicano una crescente attenzione a comprendere e soddisfare le reali esigenze dei minori,convivono altri segnali di segno opposto.
Sull’infanzia ricadono crisi di varia natura,contraddizioni sociali e carenze ambientali di vario tipo. Esistono ancora  molti bambini abbandonati sia negli istituti assistenziali sia per strada,in braccia a madri o padri,o presunti tali,che elemosinano lungo le arterie principali delle nostre città;o manipolati,dimenticati e indifesi perché i loro diritti sono misconosciuti da agenzie educazione,da servizi burocratizzati e scoordinati;o resi invisibili come i nomadi o immigrati,talvolta maltolleranti e mai veramente integrati;o bambini che svolgono il loro apprendistato alla vita per strada.
In questo contesto la scuola riveste una particolare centralità. E’ un luogo di dialogo,di ricerca e di esperienza sociale informato ai valori democratici,nel quale ognuno opera per garantire la formazione alla cittadinanza,la realizzazione del successo formativo,lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.
In ambito scolastico vanno salvaguardati sette diritti di cittadinanza che sono lo sfondo determinante per esplicitare buone pratiche pedagogico - didattiche dentro la scuola.
Il diritto alla comunicazione. Nel costruire orari di lavoro dobbiamo garantire agli allievi la possibilità di comunicare fra loro,con gli insegnanti,con la propria comunità territoriale.
Diritto alla socializzazione. La necessità di strutturare offerte formative attente a favorire concretamente la socializzazione.
Diritto all’autonomia. Diventare “cittadino” è un lungo e difficile cammino. Lo studente ha bisogno di relazioni significative con i docenti che,di fronte al compito di promuovere l’identità culturale dei propri allievi,devono trasmettere alle nuove generazioni senso di appartenenza e voglia di futuro.
Diritto alla costruzione dei saperi. C’è bisogno di dare continuità e rigore agli apprendimenti.
Diritto all’esplorazione. L’aula resta il luogo privilegiato dell’apprendimento ma non va dimenticato l’ambiente,l’attività di ricerca sul territorio.
Diritto al movimento. L’attività motoria è ancora troppo sottovalutata. Necessita di più tempo,più spazio,più risorse.
Diritto alla fantasia. I nostri ragazzi hanno bisogno di insegnanti creativi che sviluppino la fantasia,il pensiero laterale degli allievi.
La Convenzione chiama in causa insieme alla scuola tutte le altre istituzioni e la comunità intera. E’ una pedagogia dello sviluppo umano che viene proposta e a questo impegno individuale e collettivo nessuno può sottrarsi. Appare necessario,perciò,che le politiche per l’infanzia siano assunte da parte delle forze politiche,nessuna esclusa,e dalla regione in particolare, tra le priorità e con la determinazione necessaria e la visibilità che meritano.
La Regione Calabria deve rilanciare un progetto complessivo sui minori e sui servizi all’infanzia,partendo dalla nomina del Garante per l’infanzia,previsto dalla legge regionale n° 28 del 12/11/2004.
La Calabria è stata tra le pochissime prime regioni a volere la legge e poi si è arenata sulla nomina. Certo è che non vogliamo un burocrate,ma una figura chiave per lo sviluppo della cultura dell’infanzia e la sua difesa.
Vogliamo cominciare a fare qualcosa partendo proprio da questa situazione per onorare concretamente,a prescindere dalle parole e dalle facili celebrazioni, la “giornata dell’infanzia e dell’adolescenza”?
Ma accanto alla denuncia delle dinamiche di mercificazione, emarginazione e strumentalizzazione dell’infanzia, la stampa potrebbe e dovrebbe anche focalizzare il suo sguardo sulle tante esperienze positive di “rovesciamento” della prospettiva che diversi attori educativi stanno realizzando sul territorio con i bambini e i ragazzi:dalla progettazione partecipata alla promozione della salute,dall’educazione di strada alla multimedialità educativa e allo sport formativo,dal riconoscimento della partecipazione nella scuola alla valorizzazione della progettualità e del protagonismo dei minori.

Piccole stelle

pubblicata da Riflessioni sulla vita il giorno sabato 20 novembre 2010

esplodono con un sorriso in viso
negli occhi pien di vita dei bambini
di una piccola stretta terra,
imbrattando le strade della loro ingenuità,
attingendo dalla tavolozza colorata dei loro pensieri
un arcobaleno di sogni.
 
La spontaneità dei gesti dei bimbi
permette loro di guardar ancora in alto
solo per ammirar le stelle:
inesauribile fonti di speranza per gli altri,
sono sempre pronti a dimenticare il giorno prima
per progettarne un altro…
 
Nella verginità dei loro sentimenti
ai piccoli non è dato conoscer l’odio,
ma la sofferenza si:
la vedono ogni giorno negli occhi familiari dei grandi,
la nutrono ogni notte del rammarico
di non avere conosciuto in tanti …
 
Figli di un popolo senza Stato e senza terra,
loro non sanno cos’è la guerra
e possono costruire solo muri di sabbia:
vorrebbero liberamente giocare,
fuori dai bunker dell’ultimo rifugio;
apertamente rincorrersi coi compagni d’oltre muro,
non distinguendo per nascita o religione;
semplicemente sognare ad occhi aperti,
senza rabbrividire del sangue sparso intorno!
 
I bambini non sanno perché i loro padri
a volte li salutano con una cinta imbottita addosso,
come per un addio;
non comprendono perché ogni giorno
la gente scenda in strada
con in braccio un piccolo fagotto di lenzuola;
non si spiegano come mai certe notti
il cielo di Gaza s’illumina a giorno -come se esplodesse-
e la gente rifugge -anziché rincorrere- le stelle cadenti …
 
Nell’ignoranza della loro età
a volte piangono senza un perché
-o solo perché piangono gli altri-.
Molti di loro non lo scopriranno mai,
poiché non ne avranno il tempo;
molti tra loro lo capiranno appena più tardi,
quando -costretti a diventar grandi bruciando le tappe-
avranno anch’essi imparato ad odiare …
 
 Gasparre Serra
 

Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia

Afghanistan -
©UNICEF/HQ00-0965
/R.LeMoyne
 
Un bambino si riposa appoggiato a una vanga durante il lavoro in un campo irrigato. Provincia di Herat, Afghanistan.
 

La Convenzione sui diritti dell'infanzia rappresenta lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell'infanzia.
Contempla l'intera gamma dei diritti e delle libertà attribuiti anche agli adulti (diritti civili, politici, sociali, economici, culturali).
 
Costituisce uno strumento giuridico vincolante per gli Stati che la ratificano, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant'anni a difesa dei diritti dei bambini.

La Convenzione è stata approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.

L'Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n. 176 e a tutt'oggi 193 Stati, un numero addirittura superiore a quello degli Stati membri dell'ONU, sono parte della Convenzione. 

In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l'hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell'adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori.
 
Di fondamentale importanza è il meccanismo di monitoraggio previsto dall'art. 44: tutti gli Stati sono infatti sottoposti all'obbligo di presentare al Comitato dei Diritti dell'Infanzia un rapporto periodico (a 2 anni dalla ratifica e, in seguito, ogni 5 anni) sull'attuazione, nel loro rispettivo territorio, dei diritti previsti dalla Convenzione.

Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini" (il termine inglese "children", in realtà, andrebbe tradotto in "bambini e adolescenti") gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).
 
Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13).
 
I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un'istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34).

La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili.

Alla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia si accompagnano due Protocolli opzionali che l'Italia ha ratificato il 9/5/2002 con legge n. 46.

 
 

 

 

 

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