No WAR - l'Italia esportatrice di armi

 
Martedì 23 davanti al Senato presidio dei presidenti e referenti delle due organizzazioni contro la Delega al Governo per il cambio della Legge sull’export militare
Fonte: Rete Italiana per il Disarmo - Tavola della Pace - 20 novembre 2010

In un periodo i cui le esportazioni di armi italiane vanno a gonfie vele (+60% di autorizzazioni nel 2009 con il record di 4,9 miliardi di euro autorizzati) e così anche le consegne effettive di sistemi d’arma (si arriva a 2,2 miliardi di euro) il Governo ha deciso di mettere mano alla legge sull’export di armi. Dal 1990 la legge 185 regolamenta con principi chiari ed alti i meccanismi di vendita delle armi tricolori, e fornisce soprattutto una grande trasparenza su tutto ciò che riguarda il trasferimenti di armamenti.

Una legge di buon livello (ed additata come esempio a livello internazionale) che è però non è perfetta e presenta comunque una serie di buchi in cui si inseriscono i traffici (come dimostrato recentemente in un’inchiesta di Altreconomia le armi escono dal nostro paese con un semplice corriere e accompagnate da lettere di vettura fasulle). Una situazione, quindi, che richiederebbe maggiori controlli e non un allentamento delle procedure di autorizzazione e di verifica.

nel mirino


Invece, con la scusa di un recepimento di una direttiva europea in materia (per razionalizzare gli scambi all’interno dell’UE) il Governo ha deciso di modificare la materia scegliendo la strada della Legge Delega. Di fatto quindi togliendo al Parlamento il controllo di una materia così delicata (come invece avvenuto negli ultimi venti anni).

In questi giorni il Senato e poi la Camera dei Deputati saranno chiamati a votare la consegna al Governo della possibilità di rilanciare la vendita di armi italiane nel mondo: per “snellire le procedure” si riducono fortemente anche i limiti e i controlli sulle esportazioni di armamenti. Per ottenere questa delega il Governo ha nascosto il disegno di legge dentro un’altra legge (la cosiddetta “Comunitaria 2010” di ratifica di disposizioni europee, sulla quale sembra intenzionato a porsi potrebbe anche porre il voto di fiducia).

Per questo Rete Italiana per il Disarmo e dalla Tavola della Pace hanno promosso un appello a tutti i Parlamentari a votare per lo stralcio di tale emendamento e per il non utilizzo dello strumento di legge delega per la modifica della normativa sull’export di armi. Le due organizzazioni racconteranno i dettagli di questa situazione in una conferenza stampa/presidio che si terrà davanti al Senato della Repubblica martedì 23 novembre alle ore 14.30 (Corso Rinascimento angolo Corsia Agonale).

Incontreremo Parlamentari e giornalisti per favorire una conoscenza maggiore da parte dell’opinione pubblica dei pericoli connessi a questo cambio legislativo per quanto riguarda la trasparenza su un mercato così problematico, per i diritti umani nel mondo che possono essere violati anche con le nostre armi e per la nostra stessa sicurezza.

Il Governo Berlusconi intende modificare da solo la legge sull’export di armi: Rete Disarmo chiede trasparenza e discussione pubblica ed in Parlamento

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Armamenti italiani, vent'anni di esportazioni

Giorgio Beretta
Fonte: Aggiornamenti Sociali - 01 agosto 2010

Aggiornamenti Sociali copertina La Legge n. 185/1990 ha rappresentato un passaggio fondamentale per un maggiore controllo e una maggiore trasparenza nelle esportazioni di armamenti. L'industria militare italiana è uno dei primi dieci esportatori mondiali di sistemi d'arma. Negli ultimi anni aumenta l'export verso aree «calde», come il Medio Oriente, e in generale verso i Paesi del Sud del mondo. Si tratta di elementi su cui sarebbe necessario avviare una riflessione critica, mentre si registra una diminuzione degli spazi di dibattito pubblico su questa materia.

 

Giorgio Beretta - Fonte: Aggiornamenti Sociali
Armamenti italiani: vent'anni di esportazioni - lo studio in PDF