Diritti umani - La sparizione di bambini e il malessere sociale di Marco Cinque

 
La recente sparizione di Daniela Asam, una bambina Rom costretta dalla mamma a mendicare nella zona di Piedimonte Matese e il suo successivo ritrovamento presso un istituto di assistenza minorile, ha scatenato una serie di reazioni e valutazioni, da cui emerge un crescente populismo e superficialità nel manifestare il proprio disagio e la propria insicurezza sociale.

Sulla questione “sparizione di bambini”, poi, esiste forse una classifica di merito che sancisce una scala di valori tesa a stabilire se alcuni bambini siano più bambini di altri? O se alcune notizie siano più notizie di altre? O se la ribalta vada riservata a soggetti, contesti e situazioni ben determinate? E nell’altra classifica, quella dei sospettati e dei colpevoli, esiste anche qui una graduatoria da osservare?
Stranamente, quando le tensioni e i conflitti sociali si acuiscono, quando la popolazione diventa oggetto di sfruttamento e impoverimento, i governanti di turno, storicamente, trovano escamotage diversi nella forma ma identici nella sostanza: se la gente non ha il “pane”, allora bisogna dargli in pasto qualcosaltro. Una volta esistevano gli anfiteatri dove “sfamare” i cittadini, con spettacoli barbari e cruenti. Non ce ne rendiamo conto, ma oggi il cosiddetto circo mediatico svolge le stesse identiche funzioni. Sbatti la vittima o il “mostro” di turno in prima pagina e, oplà, il gioco è fatto. Il popolo sazierà il suo morboso appetito, restandone sempre più dipendente e distoglierà l’attenzione da questioni ben più serie e vitali per la soluzione dei suoi propri problemi. Lo scientifico e criminale impoverimento del livello culturale, poi, faciliterà questo meccanismo, portando i cittadini a ragionare con la pancia piuttosto che con la testa.
Il malessere sociale ha bisogno di sfogare in qualche modo la sua frustrazione, ecco quindi che si trova, di volta in volta, un nemico che funga da valvola di sfogo: zingari, immigrati, terroni, drogati, froci, etc., diventano i bersagli che fanno della diversità e della non omologazione una ragione di colpevolezza, la causa di tutto ciò che è male, cattivo, sbagliato.
Se ci giunge notizia che una mamma Rom maltratta e sfrutta la sua bambina obbligandola a mendicare, automaticamente tendiamo a trasformare tutte le mamme Rom in carnefici e tutti i loro figli in vittime. Ogni volta però si tende ad omettere la questione più importante, e cioè che nessuna persona di alcun popolo o etnia è di per sé malvagia e che sono invece le condizioni cui sono sottoposti gli strati sociali più deboli ed emarginati ad essere la vera causa del disagio. Sono proprio i campi Rom, i Centri di detenzione per immigrati, le periferie degradate delle grandi città ed ogni altra sorta di ghetto a causare l’imbarbarimento sociale.
Per fare una metafora, è troppo semplicistico pensare che un qualsiasi dolore cronico si attenui o si estingua con dosi sempre più massicce di farmaci. Se non risaliamo alle cause e non troviamo una vera terapia, le conseguenze più probabili saranno l’avvelenamento dell’organismo fino all’amputazione delle sue parti contaminate dal male. Ma il ricorso a soluzioni così drastiche trasformerà il corpo sociale in un soggetto orrendamente mutilato, incapace persino di badare a se stesso.
E se, infine, i dati statistici ci dicono che oggettivamente la stragrande maggioranza delle violenze e dei soprusi sui minori si consumano proprio all’interno dei nuclei famigliari e tra le mura domestiche, per risolvere il problema allora che facciamo, dichiariamo guerra alla famiglia? La questione è che non stanno semplicemente sparendo dei bambini in carne ed ossa, ma sta agonizzando quell'essere bambino che abita ciascun essere umano, nella sua forma più pura e sincera.
 
DANIELA ASAN, LA PICCOLA ROM SCOMPARSA, RINTRACCIATA DAI CARABINIERI A PIEDIMONTE MATESE! Era fuggita dalla madre che la costringe a chidere l'elemosina. Era in un istituto di assistenza minorile da 8 giorni: solo oggi identità confermata  http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=130524&sez=NAPOLI



Daniela Asan
12 anni di origini rom
segno partocolare: "CICCATRICE SULLA GUANCIA SINISTRA"

Napoli- Proseguono da oltre una settimana le ricerche di Daniela Asan di 12 anni e mezzo di origine romena. La piccola è stata vista l'ultima volta davanti all'Ipercoop di Casalnuovo dove chiedeva l'elemosina. Diffusi volantini con l'immagina della bambina. L'appello dei militari: chi sa qualcosa si faccia avanti!

Da una settimana i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna stanno cercando una bambina rom di origine romena di 12 anni e mezzo sparita come nel nulla dal campo dove alloggia con i famigliari. La piccola che si chiama Daniela Asan è scomparsa lo scorso 3 dicembre ma soltanto il 5 i genitori si sono decisi a recarsi nella notte dai carabinieri per denunciarne la sparizione.

Daniela è stata vista l'ultima volta nei pressi dell'Ipercoop di Casalnuovo comune alle porte di Napoli mentre chiedeva l'elemosina. Alcuni testimoni hanno riferito ai carabinieri di avere visto la bambina, conosciuta in zona mentre litigava con la madre che a quanto pare la obbligava a chiedere la carità. Poi, della piccola non si sono avute più notizie. La piccola e la sua famiglia vivono in un piccolo accampamento abusivo situato in via Siviglia a Casalnuovo.

I carabinieri si sono subito attivati per cercare nei luoghi abitualmente frequentati dalla bambina comprese le stazioni ferroviarie ma di lei non si hanno notizie. La Procura ha deciso concordemente con i militari di diffondere una foto, impressa sul passaporto, della bambina chiedendo a chiunque avesse notizie di rivolgersi a polizia e carabinieri

Daniela fuggì cinque anni fa dall'accampamento dove viveva in seguito a un litigio con la madre che voleva costringerla a chiedere l'elemosina in strada ai passanti. Dopo qualche tempo la bambina fu ritrovata in treno nel baianese (Avellino) e riportata nel campo dove viveva con i genitori. All'origine di questa nuova sparizione potrebbe esserci ancora una volta un dissidio con la madre sempre per gli stessi motivi: la donna pretende che la figlia chiede l'elemosina, la bimba non vuole.

Fanno notare i carabinieri che la piccola ha una cicatrice sulla guancia sinistra tutto ciò per favorirne un eventuale riconoscimento da parte dei passanti. Adesso con la diffusione della sua foto si spera nella collaborazione dei cittadini di ritrovare Daniela per riportarla nel campo rom ma anche per fare in modo che la bimba non scappi più e non sia costretta ad elemosinare.

?