Multiculturalità: Razzismo tra i giovani

almeno secondo me

di Sara Luccarini

Secondo me non esiste una razza inferiore ed una superiore, poiché apparteniamo tutti ad una grandissima razza che conta circa sette miliardi di persone: la razza umana.
Sulla base di mie riflessioni, il razzismo non è altro che paura di un individuo di rapportarsi agli altri, al mondo e, per questo, crea un guscio attorno a se, dentro al quale possono entrare solo le persone con le caratteristiche somatiche e caratteriali più simili alle sue, escludendo le altre, fino a giudicarle inferiori, perché non possono attraversare quel guscio.
Il razzismo nella storia è nato durante le politiche espansionistiche delle Europa, dopo che Colombo scoprì l’America; da quel momento cominciò il commercio degli schiavi, che venivano considerati non come persone, ma come esseri inferiori impossibilitati a rapportarsi con gli europei invasori di quella nuova terra … è triste sapere che l’essere diversi da alcune persone, persone nelle quali è radicata la paura, viene percepito come errore della specie ed anomalia da eliminare.
 
Cosi fece il dittatore tedesco, Hitler, che rintanato nel suo guscio, pauroso dei cambiamenti, fece eliminare dieci milioni di persone, che seppur diverse, avevano una serie di caratteristiche in comune, come per esempio essere umani.
 
Una persona molto saggia mi ha insegnato che si è diversi l’uno dall’altro, ma quando nasciamo, tutti reagiamo alla vita nello stesso modo: col pianto, quasi a caratterizzare la nostra umanità così ricca di caratteristiche uniche ed irripetibili nella loro omogeneità.
 
Purtroppo ancora oggi in alcuni paesi, in alcune persone, questo odio, o questa misera paura, è radicata; nessuna accettazione delle diversità, così come di qualunque altro cambiamento.
Espressioni di razzismo che hanno segnato l'umanità come lo sterminio degli ebrei e/o la segregazione razziale in Sud Africa, pur avendo persistito nella loro distruttività per troppo tempo, hanno trovato risposta nel contrasto espresso dalla più parte della gente che ha saputo e voluto credere nel cambiamento, nell'equità; la stessa gente che vuole vedere riflesso il suo volto allo specchio e che, pur non negando le diversità, le accoglie quali fonte di ricchezza creando Comunità multiculturali, quindi più ricche.
La discriminazione è un’espressione di razzismo, tende a vivere in modo “altro” coloro già “destinati” alla persecuzione con conseguenze devastanti, quali la negazione di beni e di servizi, finanche di dignità.
Il vissuto discriminatorio tende ad impedire un vissuto “normale”, affermato, nell'ambito di quella che dovrebbe essere la comunità di appartenenza: è una vera ingiustizia!
Secondo me l'atteggiamento discriminatorio nasce dalla ricchezza materiale e culturale che gli europei avevano al momento delle conquiste di nuove terre, ma, ahinoi, quelle ricchezze non sono state sfruttate al meglio ed anziché cercare lo scambio con i nativi, è stata messa in atto una carneficina di corpi e di menti, quasi a cancellare ciò che c'era prima del loro arrivo.
É triste rendersi conto di appartenere ad un popolo di conquistatori incapaci di interagire con la diversità, incapaci di cogliere il frutto della diversità ed assaporarlo sino a renderlo parte integrante del processo di cambiamento.
Secondo me questa incapacità è inconcepibile: gli esseri umani non appartengono a diverse razze, ma una sola razza umana popola il Pianeta. Uomini, donne, bambini che dovrebbero godere degli stessi diritti e doveri, un aggregato di diversità che, solo, può spostare il destino del mondo.
In ambito umano la razza non esiste, se non nella mente di alcuni individui, saranno magari loro ad appartenere ad una qualche altra razza ?
 
 

"tutti noi abbiamo un'origine comune, siamo tutti figli dell'evoluzione dell'universo, dell'evoluzione delle stelle, e quindi siamo davvero tutti fratelli"

Margherita Hack
 

" La prima ricchezza è la generosità...

la prima povertà è l'ignoranza "
 
Il dialogo tra persone è fatto di domande,
risposte, scambi e ... sogni.
Chi ha paura di fare domande non riceverà risposte,
dove mancano domande e risposte non fioriscono i sogni.
Mustapha N'Dao

Un giovane su due è razzista

pubblicata da INFORMAZIONE LIBERA

I giovani italiani sono razzisti? Secondo una ricerca promossa dal Centro Studi Minori e Mass-media su un campione di 1.214 studenti di 19 scuole superiori di tutta Italia la risposta è, in larga parte, sì. Il 50 per cento dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni infatti sostiene che la presenza degli stranieri sia un fatto negativo. il 59% ritiene che l'ingresso degli stranieri in Italia favorisca la criminalità; il 45% ritiene che i rom siano tutti ladri; il 42% dichiara di provare sentimenti discriminatori nei confronti degli immigrati; il 36% ritiene che la religione islamica costituisca una minaccia; un giovane su tre crede che la relazione omosessuale non sia una forma d'amore come quella eterosessuale e pensa che la società sia diventata troppo tollerante verso i gay; il 90% dichiara di avere amici che mostrano atteggiamenti discriminatori.
Ma non è tutto. Perché la ricerca ha sfatato anche un'altra convinzione, ovvero che in ogni caso i giovani abbiano una mentalità più aperta rispetto ai genitori: lo studio ha dimostrato che solo un giovane su tre è meno discriminatorio dei propri genitori e nonni nei confronti dell'orientamento sessuale, solo uno su quattro nei confronti di chi ha diverse opinioni politiche o appartiene a un'altra etnia e solo due giovani su dieci nei confronti dei disabili.
Gli studenti intervistati ritengono che nella società contemporanea la discriminazione nei confronti del 'diverso' sia assai diffusa: soprattutto per quanto riguarda l'orientamento sessuale e l'etnia (88%), la condizione sociale (78%), la disabilità (67%), il credo religioso (60%).
Tra gli altri dati emersi, il 28% degli intervistati ritiene che i media trapelino pregiudizi verso i 'diversi', mentre il 12% afferma che viene dato troppo spazio al tema della diversità e che c'è un eccesso di buonismo. Il 48% del campione di giovani ha delle riserve sulla costruzione in Italia di luoghi di culto religioso diverso da quello cattolico.
Insomma, dati che parlano chiaro e rivelano un Paese allo sbando. I mass media e i partiti politici che hanno fondato la loro fortuna sulla propaganda razzista hanno non poche colpe.

(di Davide Falcioni inviatospeciale.com)

http://www.nuovasocieta.it/inchieste/9977-un-giovane-su-due-e-razzista.html

C'è razzismo in Italia ?

NADiRinforma incontra la gente domandandosi se esiste il razzismo nel nostro Paese, tasta il polso della situazione e intende aprire la questione coinvolgendo anche chi ascolta.
Per RAZZISMO si intende la convinzione che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettuali, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita "superiore" o "inferiore" a un'altra.
L'onda migratoria, anziché essere vissuta quale fonte di arricchimento per la Comunità, rischia di assumere una connotazione negativa, frustrante e devastante la cultura di appartenenza operando divisione tra la gente, rinforzando così il “terrorismo” mediatico imperante.
Forse il parlarne, dando un nome al sentimento che pare prevalere, può aiutare i singoli e i gruppi a superare tale atteggiamento sorretto da un convinzione non adeguata al benessere comune, non costruttiva e svilente l'opportunità che la storia ci sta regalando

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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