NADiRinforma segnala: la scuola - lettera aperta

Lettera aperta
 
 
Buongiorno,
voglio raccontare una storia, una storia che sta accadendo in questi giorni.
 
Sono mamma di tre bambini, questa estate è morta improvvisamente la loro nonna. E’ stato un duro colpo per tutta la famiglia.
Un mese dopo, a settembre inizia la scuola. Dopo pochi giorni la maestra di mio figlio piccolo, che ha sette anni e frequenta la seconda elementare, si ammala. Verremo informati poco dopo che è malata terminale e le rimane poco da vivere. La classe intraprende un percorso attraverso associazioni e psicologi per accompagnare i bambini in questo triste momento e aiutarli ad affrontare questo abbandono.
 
Nel frattempo viene designata una supplente. I bambini all’inizio fanno fatica ad accettarla, accettando lei dicono implicitamente addio alla loro maestra. Finalmente i bambini apprezzano la nuova insegnante. A fine novembre intanto muore la maestra. Nonostante il dolore ed il dispiacere per il lutto, bambini e genitori sono comunque contenti per la supplente, è in gamba, è preparata e ci sa fare con gli scolaretti. Purtroppo l’ultimo giorno di scuola, prima delle vacanze di Natale, arriva un’altra dolorosa notizia. La supplente non può rimanere. Alcuni bambini scoppiano a piangere, altri si comportano come dei veri e propri monelli. Per loro è un altro abbandono, è come se fosse un altro lutto da affrontare. La maestra ci spiega che a gennaio arriverà un nuovo insegnate dalla Sicilia. La legge italiana, nel momento in cui un insegnante muore, considera quel posto vacante e la graduatoria di assegnazione (che è nazionale) di quel posto non è la stessa che assegna le supplenze. Oltretutto l’incarico per la copertura di un posto vacante è annuale, questo significa che a settembre 2011 i bambini avranno un altro insegnante diverso.
Come possono bambini di 7 anni affrontare tutto questo? Come possono affrontare serenamente la scuola se temono continui e improvvisi abbandoni? La continuità didattica che fine fa?
 
Come può la legge italiana consentire simili crudeltà?
 
Federica Salsi
Bologna
 
 
 
 
 

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