Sal & Inf - efficacia di sé ed opportunità

di Chiara Giovannini
 
C’è una caratteristica personale che nel curriculum non trova spazio. Non c’è casella, neppure nel formato europeo, all’interno del quale questa dimensione di personalità può inserirsi.
Il sentimento di autoefficacia.

Il primo a parlare di autoefficacia è stato Bandura, che attraverso una serie di studi ha messo in luce come una persona fiduciosa delle sue capacità personali abbia maggiori possibilità di riuscita e di riflessione sul proprio futuro lavorativo, rispetto a chi si sente scoraggiato. Altre ricerche ci dicono che questo sentimento contribuisce anche al successo scolastico e allo sviluppo di abilità intellettive, oltre ad avere la capacità di orientare e chiarire alla persona quali sono i suoi interessi di carriera (Bandura, 1997; Lent, Lopez, & Bieschke,1991). Alla luce di tutto questo, non stupisce il fatto che la percezione di autoefficacia personale viene considerata elemento prezioso da tutti quei servizi di orientamento volti a stilare bilanci di competenze e profili personali per le persone in cerca di occupazione.
L’ISFOL, Istituto pubblico di ricerca per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, ha pubblicato i dati di una ricerca condotta su 3879 persone tra i 20 e i 65 anni mettendo in evidenza come la fiducia di riuscire a mettere in atto azioni strategiche, la ricerca di un lavoro corrisponde a un più ampio ventaglio di possibilità di carriera considerate.
Al contrario, coloro i quali si percepiscono scoraggiati non investono energie invece necessarie e si presentano come maggiormente indecisi e disorientati; da qui il disimpegno nell’esplorazione di possibilità di carriera (Anderson & Betz, 2001; Bandura, 1997; Betz, 2004; Vannotti & Ferrari, 2005).
Tutto questo che cosa ci dice rispetto a chi in questo delicato momento storico, di precariato e difficoltà di adattamento si trova alla ricerca di un lavoro?
Molto semplicemente ci dice che i fattori che contribuiscono all’impiegabilità sono diversi.
Fra di essi c’è l’abilità delle persone in cerca di lavoro di condurre una ricerca efficace e di trasmettere ai potenziali datori di lavoro non l’affanno e lo scoraggiamento, ma l’ orientamento alla missione. Le concezioni di autoefficacia influsicono notevolmente sulla motivazione che, nella ricerca del lavoro va mantenuta alta in un’ottica del proporsi in modo creativo. La capacità di immaginarsi impegnati in azioni di successo influenza positivamente la realizzazione di attività e le stesse credenze di efficacia (Bandura, 1996; Bandura, Adams, 1977).
Lo studio Isfol (Grimaldi, 2007) si colloca nella direzione di quelle ricerche che hanno lo scopo di comprendere quali rappresentazioni le persone hanno del mercato del lavoro attuale e di quali tipologie di strategie psicologiche sostengono i processi di orientamento e di scelta per chi cerca un’ occupazione (Grimaldi & Ghislieri, 2004; Grimaldi, Ghisieri, & Montalbano, 2006; Grimaldi, & Pombeni, 2007). I risultati emersi mettono in luce il fatto che esistono differenze di età nella percezione di autoefficacia sul posto di lavoro tra adulti e giovani dove, questi ultimi, si sentono meno competenti per ciò che riguarda la relazione con capi e colleghi rispetto agli adulti.

Per ciò che concerne l’autoefficacia percepita nella ricerca di un posto di lavoro sono gli uomini rispetto alle donne a cavarsela meglio per quello che riguarda la tolleranza alla frustrazione, l’esplorazione intraprendente e la tensione propositiva (la capacità di pianificare i propri obiettivi e le proprie strategie), mentre le donne mostrerebbero maggiore efficacia per ciò che riguarda la capacità di mantenere relazioni funzionali sul lavoro. Infine per ciò che riguarda l’autoefficacia percepita rispetto alla gestione di problematiche generali di vita quotidiana, la maturità emotiva indagata nell’uomo adulto ha la meglio sul giovane maschio primo anche rispetto alle donne sia giovani che adulte. Alla luce dei nuovi scenari professionali sembrerebbe importante per colui il quale è alla ricerca di un lavoro fare una riflessione circa la predisposizione con la quale questo importante compito viene affrontato e all’ attenzione posta verso una esplorazione attiva di quelle opportunità che spesso non si è in grado di cogliere.
Questo è ciò che una scienza come la psicologia può contribuire a proporre intorno al discorso della ri-collocazione in momenti difficili come quelli attuali.

Bibliografia
Anderson, S.L., & Betz, N.E. (2001). Sources of social self-efficacy expectations: Their measurement and relation to carrer development. Journal of Vocational Behaviour, 58, 98-117.
Bandura, A. (1996). Ontological and epistemological terrains revisited. Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, 27, 323-345.
Bandura, A. (1997). Self-efficacy: The exercise of control. New York: Freeman.
Bandura, A., & Adams, N.E. (1977). Analysis of self efficacy theory of behavioural change. Cognitive Therapy and Research, 1, 287-308.
Betz, N.E. (2004). Contributions of self-efficacy theory to career counselling: A personal perspective. Career Development Quarterly, 52, 340-353.
Grimaldi, A. (2007). Bisogni, valori e autoefficacia nella scelta del lavoro. Roma: Isfol Editore.
Grimaldi, A., & Ghislieri, C. (Eds.). (2004). Io di fronte alle situazioni. Uno strumento Isfol per l’orientamento. Milano: Franco Angeli.
Grimaldi, A., & Ghislieri, C., Montalbano, G. (Eds.). (2006). Le dimensioni del coping e dell’attribuzione causale nell’orientamento. Milano: Franco Angeli.
Grimaldi, A., & Pombeni, M.L. (2007). Dall’analisi della domanda alla valutazione della consulenza di orientamento. Val. Ori. : Uno strumento Isfol. Roma: Isfol Editore.
Lent, R., W., Lopez, F.G., & Bieschke, K.J. (1991). Mathematics self-efficacy:Sources and relation to science-based carrer choice. Journal of Counselling Psychology, 33, 265, 269.
Vannotti, M., & Ferrari, L. (2005). Congruenza, autoefficacia, valutazione delle proprie capacità e controllo primario nell’orientamento professionale di giovani che svolgono le prime esperienze lavorative. Giornale Italiano di psicologia dell’Orientamento, 6, 27-36.