Sal & Inf - la visita ginecologica

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di Rosanna Feroldi
tratto da SapereSalute

Il ginecologo è uno dei migliori alleati della salute della donna. Ma non sempre sappiamo quando è opportuna la prima visita. Ecco come affrontarla al momento giusto e serenità.

È, indubbiamente, uno dei migliori alleati della salute della donna, dall’inizio dell’età fertile fino alla menopausa e oltre. Nonché il medico che ha il privilegio di accompagnarla nel periodo particolarissimo e profondamente coinvolgente della gravidanza.

A lui ci si rivolge per disturbi estemporanei, magari non gravi, ma mai banali; per prevenire e curare patologie più serie; per affrontare con serenità la sessualità e le sue trasformazioni nelle diverse fasi della vita.

Per ogni dubbio o problema il ginecologo ha la risposta giusta. Ma, quando interpellarlo per la prima volta?

Non c’è un’età da attendere

Non esiste un’età ideale per iniziare visite ginecologiche periodiche. In assenza di disturbi specifici, il primo contatto può avvenire dopo il menarca (la comparsa della prima mestruazione), anche se non c’è una reale necessità.

È un modo, infatti, per innescare un’abitudine positiva, educare e sensibilizzare su aspetti fondamentali della salute riproduttiva.

Primi tra tutti: la corretta igiene intima o l’importanza di non sottovalutare alcuni sintomi che potrebbero essere considerati banali, come perdite di sangue intermestruali, prurito e bruciore vaginali, secrezioni dal colore anomalo, troppo abbondanti o maleodoranti eccetera.

E, non ultima, l’opportunità di prevedere l’adozione di metodi anticoncezionali e/o in grado di proteggere dalle malattie a trasmissione sessuale. Anche se non immediatamente richiesti, infatti, offrono lo spunto per educare a una sessualità sana e sicura, importante per supportare il benessere fisico e psicologico delle adolescenti, per migliorare la percezione e la capacità di gestione del loro corpo e per avviare un dialogo sereno.

A maggior ragione se…

Le mestruazioni possono essere davvero molto dolorose. E questo è un fenomeno estremamente diffuso, ma spesso trascurato perché erroneamente ritenuto “naturale”. Il dolore mestruale - o dismenorrea - va, invece, segnalato al ginecologo fin dall’esordio.

Il problema può presentarsi già dai primi cicli e, se non viene affrontato precocemente in modo mirato, tende inevitabilmente a peggiorare nel corso degli anni, riducendo in misura significativa la qualità della vita della donna per diversi giorni ogni mese.

Alleviarlo non è sempre facile, ma a volte può essere sufficiente l’analgesico giusto preso al bisogno oppure l’assunzione regolare di una pillola estroprogestinica, che soltanto il ginecologo può suggerire con cognizione di causa.

Dopo il primo rapporto

Se non la si è già effettuata in precedenza, una visita ginecologica diventa indispensabile dopo il primo rapporto sessuale. Anche se non si nutrono timori per un’eventuale gravidanza o problemi di altro tipo, un controllo generale dell’apparato riproduttivo (integrità della mucosa vaginale, stato e posizione dell’utero, conformazione delle tube di Falloppio, caratteristiche macroscopiche delle ovaie) è importante per tutelarsi da disturbi più gravi in seguito.

Se questo incontro iniziale avviene relativamente tardi, intorno ai 22-23 anni, si può cogliere l’occasione anche per effettuare il primo Pap-test, la cui necessità, bisogna ricordarlo, non viene meno neppure per le giovani donne che hanno già potuto avvantaggiarsi della vaccinazione contro l’HPV, perché il vaccino non assicura una protezione assoluta da tutti i ceppi del Papilloma virus umano potenzialmente in grado di provocare il tumore dell’utero.

E se deve essere fatta molto presto

Quando la prima visita avviene molto presto, intorno agli 8-10 anni, a causa di una pubertà precoce o della comparsa di sintomi insoliti (dolori pelvici non giustificati da disturbi intestinali o urinari, perdite vaginali anomale eccetera), la mamma dovrebbe preparare psicologicamente la bambina.

È sufficiente spiegarle a grandi linee in che cosa consisterà la visita e rassicurarla rispetto alle manovre e agli esami strumentali che il ginecologo potrebbe dover eseguire (per esempio, un’ecografia).

In genere, poi, il colloquio preliminare con il medico è in grado di mettere a proprio agio la piccola paziente e di stabilire un rapporto di fiducia che durerà nei decenni a venire.