Diritti umani - OMOFOBIA

Sud Africa: più di uno "stupro correttivo" al giorno

tratto da Unimondo.org
Foto: Gayrights

Il Sud Africa, la nazione vetrina dei primi mondiali di calcio nella storia dell’Africa, rispettato in tutto il mondo per il suo impegno post apartheid e contro le discriminazioni è in queste settimane alle prese con la storia di Millicent Gaika: legata, strangolata, torturata e stuprata per cinque ore di seguito da un uomo che sosteneva di "curarla" dalla sua omosessualità. Nonostante la patria di Madiba sia stato il primo paese ad aver dichiarato fuorilegge nella sua Costituzione la discriminazione su base sessuale, solo a Città del Capo l'organizzazione locale Luleki Sizwe ha registrato più di uno "stupro correttivo" al giorno, e l'impunità su questa vile pratica regna ancora sovrana.

Lo “stupro correttivo”, l'orrenda pratica di stupro delle lesbiche nel tentativo di “curare” la loro omosessualità, sta drammaticamente riportando il Sud Africa, dopo la vetrina dei mondiali di calcio, all’attenzione delle cronache internazionali. A provare a far conoscere una delle tante storie di questo crimine è il network Avaaz che in queste settimane ha lanciato una campagna, sostenuta da una raccolta di firme internazionale partendo dal drammatico caso di Millicent Gaika: legata, strangolata, torturata e stuprata per cinque ore di seguito da un uomo che sosteneva di “curarla” dalla sua omosessualità.

Il caso avvenuto lo scorso anno non è passato però sotto silenzio grazie al blog di alcuni coraggiosi attivisti sudafricani, che hanno rischiato la loro vita per far sì che il caso di Millicent possa essere miccia di un cambiamento. Il loro appello al Ministro della giustizia sudafricano è così esploso a livello internazionale e amplificato da Change.org, ha costretto il governo a difendersi in tv e a far parlare del caso, “uno dei tanti del nuovo Sud Africa”, come denunciato da anni anche da Action Aid.

Millicent è sopravvissuta per miracolo, ma non è l'unica visto che per il People Opposed to Women Abuse (.pdf) “una ragazza che nasce in Sud Africa oggi ha più possibilità di essere stuprata che d'imparare a leggere [...] e un quarto delle ragazze in Sud Africa è stuprato ancor prima di compiere 16 anni”.

Solo a Città del Capo la piccola organizzazione locale Luleki Sizwe ha registrato più di uno "stupro correttivo" al giorno. “I crimini contro l’orientamento sessuale non sono riconosciuti dal diritto del nostro paese - spiega la direttrice di Luleki Sizwe Ndumie Funda - soli negli ultimi 10 anni 31 donne lesbiche sono state uccise a causa del loro orientamento sessuale, più di 10 lesbiche in settimana sono violentate nella sola Città del Capo, mentre 150 donne sono violentate ogni giorno in tutto il Sud Africa”. E cosa succede? “Poco o niente, visto che su 25 uomini accusati di stupro 24 sono liberi” conclude Funda.

Lo stupro correttivo perpetrato talvolta anche da membri della famiglia o amici della vittima si basa su un'opinione falsa e oltraggiosa per cui una donna lesbica se stuprata può diventare eterosessuale quasi fosse curata da un virus o una malattia. “Tuttavia - si legge sul blog di Luleki Sizwe - questo crimine efferato non è neppure classificato come crimine d'odio in Sud Africa”. Le vittime sono spesso di colore, povere, lesbiche ed emarginate e neppure lo stupro e l'omicidio di Eudy Simelane nel 2008, l'eroina nazionale e campionessa della squadra di calcio femminile del Sud Africa, ha cambiato la situazione.

Una battaglia culturale quindi, oltre che contro la povertà e l'omofobia, che richiede azioni decise e concertate per un processo di cambiamento in Sud Africa e in tutto il continente africano. “ll Presidente Zuma è un tradizionalista Zulu, e lui stesso è stato processato per stupro - ricorda Avaaz - Ma lo scorso anno ha condannato l'arresto di una coppia gay in Malawi e dopo una pressione a livello nazionale e internazionale enorme, il Sud Africa ha finalmente approvato la risoluzione ONU contro l'omicidio extra-giudiziale delle persone in base al loro orientamento sessuale”.

“Se oggi riusciamo ad amplificare e far crescere esponenzialmente questa campagna - spiegano gli attivisti di Avaaz - potremo aiutare a mettere fine allo stupro correttivo. Per questo chiediamo al Presidente Zuma e al Ministro della giustizia di condannare pubblicamente lo stupro correttivo, penalizzare i crimini d'odio e guidare un cambiamento radicale contro lo stupro e l'omofobia per garantire l'educazione pubblica e la protezione delle vittime”.

Così davanti a questa emergenza umana Luleki Sizwe e gli alleati nella campagna internazionale di Change.org e Avaaz hanno aperto una piccola finestra di speranza in questa battaglia che si fa largo anche tra il popolo del Sud Africa. “Mandela ha detto la mia strada è lunga: lo dico anch'io - dichiara Funda presidente di quella Luleki Sizwe che prende il nome dalla sua ex compagna Nosizwe Nomsa Bizana e dalla sua amica Luleka Makiwane, stuprate dal branco e poi morte l'una di meningite e l'altra di Aids - Mi batterò fino a che avrò fiato in corpo”. Ad oggi Funda può contare anche su quello dei 614 mila firmatari della petizione internazionale. [A.G.]

Lo "stupro correttivo", l'orrenda pratica di stupro delle lesbiche nel tentativo di "curare" la loro omosessualità, sta diventando una vera e propria emergenza in Sud Africa

Cari amici,

Millicent Gaika è stata legata, strangolata, torturata e stuprata per cinque ore di seguito da un uomo che sosteneva di "curarla" dalla sua omosessualità.

E' sopravvissuta per miracolo, ma non è l'unica: questo crimine immondo è comune in tutto il Sud Africa, dove le lesbiche vivono nel terrore di essere attaccate. Ma nessuno è mai stato condannato per "stupro correttivo".

Incredibilmente, da un piccolo rifugio a Città del Capo, una manica di coraggiosi attivisti rischiano la loro vita per far sì che il caso di Millicent sia la miccia per il cambiamento. Il loro appello al Ministro della giustizia è esploso fino a raggiungere le 130.000 firme, costringendolo a difendersi in tv. Ma il Ministro non ha ancora risposto alla loro richiesta di azione.

Accendiamo una luce su questo orrore da tutti gli angoli del mondo: se saremo in tanti a amplificare questa campagna, potremo non solo raggiungere il Ministro della giustizia, ma anche il Presidente Zuma, che ha la responsabilità di difendere i diritti costituzionali. Chiediamo a Zuma e al Ministro della giustizia di condannare pubblicamente lo "stupro correttivo", penalizzare i crimini d'odio e garantire l'esecuzione immediata, l'educazione pubblica e la protezione delle vittime. Firma la petizione ora e condividila con tutti: la consegneremo al governo del Sud Africa insieme ai nostri alleati a Città del Capo:

http://www.avaaz.org/it/stop_corrective_rape/97.php?cl_tta_sign=146c31ef2b0dfd231e7560cb4b5c9355

Il Sud Africa, chiamato spesso la nazione dell'arcobaleno, è rispettato in tutto il mondo per il suo impegno nel periodo successivo all'apartheid contro le discriminazioni. E' stato il primo paese ad aver dichiarato fuorilegge nella sua Costituzione la discriminazione su base sessuale. Ma solo a Città del Capo l'organizzazione locale Luleki Sizwe ha registrato più di uno "stupro correttivo" al giorno, e l'impunità regna sovrana.

Lo "stupro correttivo" si basa su un'opinione falsa e oltraggiosa per cui una donna lesbica se stuprata può diventare eterosessuale; tuttavia questo crimine efferato non è neppure classificato come crimine d'odio in Sud Africa. Le vittime sono spesso di colore, povere, lesbiche ed emarginate. Ma neppure lo stupro di gruppo più l'omicidio di Eudy Simelane, l'eroina nazionale e campionessa della squadra di calcio femminile del Sud Africa, ha potuto ribaltare la situazione. E proprio la scorsa settimana il Ministro Radebe ha insistito che il motivo è irrilevante in crimini come lo "stupro correttivo".

Il Sud Africa è la capitale dello stupro nel mondo. Una ragazza che nasce in Sud Africa oggi ha più possibilità di essere stuprata che d'imparare a leggere. E' stupefacente: un quarto delle ragazze in Sud Africa è stuprato ancor prima di compiere 16 anni. Molti fattori possono spiegare questo abominio: il maschilismo (il 62% dei maschi sopra gli 11 anni ritiene che costringere qualcuno a fare sesso non sia un atto di violenza), la povertà, abitazioni stipate, uomini disoccupati e privati del diritto di voto, l'accettazione da parte della comunità; inoltre, per i pochi casi che vengono denunciati con coraggio alle forze dell'ordine, una riposta penosa della polizia e sentenze lascive.

Questa è una catastrofe umana colossale. Ma Luleki Sizwe e gli alleati di Change.org hanno aperto una piccola finestra di speranza in questa battaglia. Se tutto il mondo decidesse d'intervenire ora, potremmo ottenere giustizia per Millicent e un'azione nazionale per mettere fine allo "stupro correttivo":

http://www.avaaz.org/it/stop_corrective_rape/97.php?cl_tta_sign=146c31ef2b0dfd231e7560cb4b5c9355

Questa è una battaglia contro la povertà, il patriarcato e l'omofobia. Per mettere fine a questa ondata di stupri occorreranno azioni decise e concertate per un processo di cambiamento d'avanguardia in Sud Africa e in tutto il continente. ll Presidente Zuma è un tradizionalista Zulu, e lui stesso è stato processato per stupro. Ma lo scorso anno ha condannato l'arresto di una coppia gay in Malawi e dopo una pressione a livello nazionale e internazionale enorme, il Sud Africa ha finalmente approvato la risoluzione ONU contro l'omicidio extra-giudiziale delle persone in base al loro orientamento sessuale.

Se saremo in tanti a partecipare a questa chiamata globale all'azione, potremo costringere Zuma a pronunciarsi, guidando così un programma governativo e cominciare una conversione nazionale che potrebbe spostare i comportamenti pubblici nei confronti dello stupro e dell'omofobia in Sud Africa. Firma ora e fai il passaparola:

http://www.avaaz.org/it/stop_corrective_rape/97.php?cl_tta_sign=146c31ef2b0dfd231e7560cb4b5c9355

Un caso come quello di Millicent tende a far perdere la speranza. Ma quando i cittadini si uniscono sotto un'unica voce, possono vincere nel cambiare pratiche e norme profondamente radicate e sbagliate. Lo scorso anno in Uganda siamo riusciti a costruire un'ondata enorme di pressione pubblica, tanto che il governo è stato costretto ad accantonare una legge che avrebbe condannato a morte i gay ugandesi. Ed è stata la pressione globale in favore di alcuni attivisti audaci che ha costretto i leader del Sud Africa a rispondere alla crisi dell'AIDS che stava divorando il paese. Uniamoci e mettiamoci dalla parte di un mondo dove ogni essere umano può vivere senza la paura di abusi.

Con speranza e determinazione,

Alice, Ricken, Maria Paz, David e il resto del team di Avaaz

FONTI:

Il blog di Luleki Sizwe, l'organizzazione del Sud Africa che sta chiedendo al governo di fermare lo "stupro correttivo" e di difendere le vittime (in inglese)
http://lulekisizwe.wordpress.com

L'intervista al Ministro della giustizia Radebe alla tv di stato (South African Broadcasting Corporation - in inglese)
http://www.youtube.com/watch?v=lkx-PYqHM0U

"Protesta contro lo stupro correttivo" (The Sowetan - in inglese)
http://www.sowetanlive.co.za/news/2011/01/06/protest-against-corrective-rape

La petizione lanciata da Change.org grazie agli attivisti di Luleki Sizwe (in inglese)
http://humanrights.change.org/petitions/view/south_africa_declare_corrective_rape_a_hate-crime

"Sud Africa, stupri correttivi. Così si redimono le lesbiche" (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2010/10/15/news/stupri_correttivi_per_lesbiche-8086384/

"Esplorando i reati omofobici in Gauteng, Sud Africa: questioni, impatto e risposte" (Centro per la psicologia applicata, Università del Sud Africa - in inglese)
http://www.avaaz.org/out_ucap_gauteng_study

"Sud Africa, emergenza stupri" (Corriere della Sera)
http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_14/bambine_sudafrica_6d198d06-f1d4-11dc-869a-0003ba99c667.shtml

"Sud Africa, terrore dopo lo stupro della giocatrice lesbica" (Sky sport)
http://sport.sky.it/sport/calcio_estero/2009/03/13/Sudafrica_stupro_giocatrice_lesbica.html

"Cercando di capire la salute degli uomini e la violenza: connessione fra lo stupro e l'HIV in Sud Africa" (Consiglio di ricerca medica - in inglese)
http://gender.care2share.wikispaces.net/file/view/MRC+SA+men+and+rape+ex+summary+june2009.pdf

"Prevenire lo stupro e la violenza in Sud Africa" (Consiglio di ricerca medica - in inglese)
http://www.mrc.ac.za/gender/prev_rapedd041209.pdf

CHI SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione no-profit e indipendente con 6,5 milioni di membri di tutto il mondo, che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è composta da un team internazionale di persone sparse tra Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e Ginevra. +1 888 922 8229

>>>> continua