Siamo solo pezzi di scarto - p. Ottavio Raimondo

 
 
Siamo solo pezzi di scarto. IMMONDIZIA.
di p. Ottavio Raimondo
I
 

Il 12 agosto inizierò con un gruppo di giovani il campo lavoro di servizio alle mense Caritas a Roma Colle Oppio e a Ostia (ci sono ancora due posti liberi e probabilmente rimarranno liberi perché è difficile sconvolgere i nostri progetti soprattutto se ti piacciono o se odorano a vacanze).

Mi ha colpito una notizia che mi è stata fornita ieri da un amico di Bologna.

Leggila anche tu e poi se possbile ne parliamo.
Le cifre della follia o della vergogna non abbiamo il diritto di ignorarle.
Ecco la notizia:
Bologna, 26 lug. - Vivono in tenda da sei giorni, ma non si tratta di un campeggio. Ad ospitare gli sgomberati delle ex scuole Mazzini di via Legnano è il marciapiede di fronte all’istituto, quello che dal 21 di luglio è diventato la loro casa, a Borgo Panigale. C’è uno striscione che rivendica il diritto alla casa, due sedie, una sdraio, dieci tende e poche cose.

Tutto quello con cui vivono otto famiglie e due singoli, anche bolognesi, che non hanno una sistemazione. Qualcuno lavora, ma non guadagna abbastanza da affrontare un affitto a prezzi di mercato. Stanno seduti a guardare la scuola che fino a qualche giorno fa era casa, ed ora ha gli ingressi murati e le finestre oscurate da travi di legno. Da un cornicione penzola ancora lo striscione Casa Popolare Dodi Maracino. Dal 21 luglio nessuno del Comune né dei servizi sociali si è fatto vedere, dicono. Soltanto, giovedì, qualcuno dell’amministrazione ha provveduto a togliere l’acqua dalla fontana del parco adiacente. Così non c’è più la possibilità di avere acqua corrente per bere e per lavarsi. Per farlo, spiegano, possono contare solo sull’aiuto della parrocchia - distante un centinaio di metri - che permette loro di usare il bagno due volte al giorno, la mattina e la sera. Ma la doccia non c’è, bisogna arrangiarsi. E non si può nemmeno cucinare, sul marciapiede, neanche con i fornellini a gas, che giacciono inutilizzati a terra. Si mangia qualche panino, qualche insalata, raccontano. Per ora nessuno ha una soluzione alternativa, resteranno dove sono. Ma tra le famiglie serpeggia la paura che sia in arrivo un nuovo sgombero.

C'è un solo modo per non uccidere: guardare all'altro con un sorriso, con vicinanza, scoprendo nell'altro il tuo volto, il volto del Dio della vita.
AUGURI


p. Ottavio