Sal & Inf - il mal di schiena

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21 Febbraio 2011 - tratto da SapereSalute
di Antonia Savastano

Quasi tutti, prima o poi, hanno sperimentato dolore alla schiena. Dal più sopportabile a quello che addirittura ti toglie il respiro. Le cause solo molte, vediamo quali rimedi adottare.

Il termine “mal di schiena” non indica un unico disturbo, bensì una serie di condizioni dolorose dovute a cause diverse e che si presenta con differenti intensità e durata. La forma cronica, rispetto all’acuta, richiede un maggior supporto medico perché più problematica ed estenuante per il suo protrarsi nel tempo.

Per capirne di più

Nella maggior parte dei casi il mal di schiena è espressione di condizioni benigne e si risolve nel giro di circa un mese. In altri casi, però, deriva da condizioni più serie, come osteopatie, neuropatie o miopatie di diversa gravità e che richiedono una attenzione diversa.

Il dolore acuto è perlopiù innescato da una contrattura da freddo o stress, da posture scorrette o da traumi. Inoltre, alcune disturbi viscerali possono causare dolore riflesso al tratto lombare.

Alterazioni della struttura scheletrica, come un dislivello pronunciato dell’anca o una rilevante differenza nella struttura degli arti (come gambe di lunghezza differente), piedi piatti o ginocchia valghe, persino una malocclusione dentale, sfociano invece in dolori ricorrenti e persistenti.

In ogni caso a patire sono: muscoli, vertebre, dischi intervertebrali e articolazioni.

Prima regola modificare stili scorretti

Mettere in pratica un giusto stile di vita, con un uso corretto della schiena, è la soluzione giusta per prevenire e/o migliorare il disturbo. Lo sport è un valido alleato se scelto allo scopo di rinforzare tendini, articolazioni e soprattutto muscoli, che contribuiscono all’equilibrio della colonna.

Sono da evitare abiti stretti, borse stracolme, scarpe troppo basse o con tacchi vertiginosi. Inoltre, quando la schiena non è usata in modo corretto, qualsiasi movimento è potenzialmente rischioso, anche una manovra in retromarcia in auto o il sollevamento di oggetti pesanti.

È importante correggere la postura, quando si è in piedi, seduti o a letto e considerare fattori di rischio la sedentarietà, il fumo e l’obesità.

E quando il dolore persiste

Se il dolore alla schiena non accenna a risolversi è opportuno consultare il medico il quale potrà anche prescrivere uno o più esami specifici per individuare con certezza la causa.

  • La radiografia della colonna vertebrale in posizione eretta consente, per esempio, un controllo accurato del bacino e delle curve della colonna vertebrale. Contestualmente, verifica la presenza di artrosi, osteoporosi e difetti congeniti.
  • Alla TAC(tomografia assiale computerizzata), che "fotografa” porzioni sottilissime delle vertebre, ci si affida quando si sospettano anomalie dei dischi o delle strutture non visibili alla radiografia.
  • La RM (risonanza magnetica nucleare), è un esame strumentale ancora più sofisticato, in grado di effettuare un completo screening di vasi, muscoli, legamenti, vertebre, dischi, articolazioni ed altro.
  • L’elettromiografia (EMG) invece consente la registrazione dell’attività muscolare a riposo e durante l’attivazione volontaria. Permette di studiare la conduzione nervosa, motoria e sensitiva. Va eseguita particolarmente in caso di infiammazioni dei nervi (nevriti) e nelle neuropatie d’intrappolamento (sindrome del tunnel carpale). Grazie a quest’analisi è possibile valutare anche l’integrità e la funzionalità dei nervi che fuoriescono dal midollo spinale.
  • Da non sottovalutare le analisi del sangue, che rivelano eventuali processi infiammatori.

Dopo la diagnosi si valuterà il trattamento più adeguato al caso e l’eventuale necessità dell’intervento di uno o più specialisti.

Come il fisiatra, specializzato nella prevenzione, nella terapia fisica, nella riabilitazione da traumi e da invalidità; oppure l’ortopedico, se il mantenimento e il ripristino della funzione del sistema muscolo-scheletrico richiede un trattamento diverso o un intervento chirurgico come nel caso di ernia del disco.

Il neurologo può essere consultato quando il disturbo ha origine a livello neuronale, mentre se il mal di schiena è la conseguenza di un problema odontoiatrico, ovviamente va consultato un dentista.

La lombalgia e la cervicalgia rientrano talvolta nelle patologie psicosomatiche. In tal caso competono allo psicologo o allo psichiatra.

Vincere il dolore

Il trattamento contro il mal di schiena, acuto o cronico, ha lo scopo di allentare o abolire tempestivamente il dolore.

Un’applicazione caldo-umida di teli di lino o cotone sulla parte dolente, è il rimedio casalingo più seguito per rilassare la muscolatura. Non deve essere effettuato però in caso di infiammazione acuta, come un’irritazione del nervo sciatico.

La natura ci fornisce l’arnica, che entra in diversi tipi di preparazioni dalle proprietà antidolorifiche. E ci si può avvalere anche dell’omeopatia, che propone diversi rimedi contro le lombalgie, le sciatalgie e i dolori reumatici.

Sono disponibili poi anche molti medicinali, spesso acquistabili anche senza ricetta medica, come pomate, gel, cerotti e spray contenenti antidolorifici, per esempio diclofenac o ketoprofene, efficaci contro dolori locali di lieve o moderata intensità. In questo caso il farmacista potrà consigliarci il prodotto più adatto alla situazione.

Se il dolore è forte, è preferibile la somministrazione orale di analgesici antinfiammatori non steroidei dei quali le formulazioni solubili in acqua hanno azione più rapida.

Per gli spasmi muscolari possono essere prescritti i miorilassanti. Raramente è richiesto l’utilizzo di narcotici e di iniezioni epidurali analgesiche.

Talvolta ai farmaci è opportuno affiancare la fisioterapia, oppure la digitopressione e la chiropratica, che possono aiutare a patto che siano eseguite da personale competente.