Diritti Umani - Emergenza immigrazione - la forza dei lampedusani

Lampedusa & Accoglienza dei Migranti

 

La nuova canzone di Giacomo Sferlazzo che fa riflettere sulla \"tortura\" che i Lampedusani ed i migranti stanno vivendo in questo momento

A Lampedusa non se ne può più

di Luca Siragusa 

A Lampedusa non se ne può più. Da oggi pomeriggio l'edificio che ospita il Comune è aperto ad oltranza e presidiato in maniera permanente dai lampedusani stessi, in particolare dai giovani del Movimento Giovanile Lampedusa. La decisione è stata presa in seguito al consiglio comunale indetto oggi, nel quale, come di consueto in queste settimane, non si è deciso nulla se non aspettare movimenti del governo centrale, la quale inattività è sempre più disarmante.

Hanno promesso sei navi crociera per mercoledì, gira voce che siano diventate poi tre. Nel frattempo arrivano decine di barconi, fino a duemila persone in 24h. L'isola è al collasso. E' a rischio l'ordine pubblico. Non c'è sicurezza dal punto di vista sanitario. Siamo abbandonati a noi stessi, e con noi le migliaia di immigrati presenti sull'isola. Basta!

Non si può andare oltre, perché oltre a questo c'è la fine di una popolazione, di un'isola usata da chi governa come una barriera di un flusso umano peraltro già vissuto e gestito.

Lampedusa, i ragazzi dell'isola cucinano il cous cous per i tunisini
(26 marzo 2011)

L'organizzazione "Alternativa giovani" di Lampedusa ha improvvisato una festa a base di cous cous e bevande analcoliche per gli immigrati sbarcati sull'isola

Sciopero della fame per Lampedusa per i Migranti contro le scelte del governo (Comunicato associazione culturale Askavusa)

di Andrea Pavia  - 26 Marzo 2011

Giacomo Sferlazzo, cantautore Lampedusano, impegnato anche nel sociale, ha deciso di fare uno "Sciopero della fame per Lampedusa per i migranti contro le scelte del governo". Nel Comunicato Askavusa che vi proponiamo sono elencate le motivazioni di una decisione così forte che Giacomo ha deciso di intraprendere per difendere i diritti umani di due popolazioni.

 

Askavusa

Dalle ore 1400 del giorno 24/03/2011, sono in sciopero della fame. Le motivazioni di questa mia scelta sono:
- La richiesta di trasferimento di tutti i migranti presenti in questo momento a Lampedusa verso altre zone del paese per fare in modo che Lampedusa ritorni in una situazione di normalità.
 
- Il rispetto dei diritti umani garantito a tutti, siano definiti:clandestini,migranti,immigrati,richiedenti asilo o profughi, perchè  dietro queste definizioni ci sono prima di tutto esseri umani.
 
- La denuncia di quello che è successo in queste settimane a Lampedusa , una vera e propria tortura nei confronti degli immigrati e dei lampedusani.
 
Sappiamo bene di chi sono le responsabilità di ciò che sta succedendo a Lampedusa. Il governo ha attuato un comportamento dittatoriale, disumano, criminale e illogico su Lampedusa e i nuovi flussi migratori. So bene che un governo che ha fatto ad uomini e donne e minori quello che abbiamo visto non si lascerà impressionare certo dal mio sciopero della fame, ma in questo tempo di penitenza, voglio lanciare un messaggio a tutti gli italiani, un messaggio di lotta pacifica, che risponda con forza e determinazione all'arroganza di chi vuole sistemare tutto con i soldi.
Non ci sono soldi o compensazioni per quello che si sta verificando a Lampedusa, il mio sciopero della fame è rivolto anche ai miei concittadini che hanno saputo dare una risposta incredibile al mondo intero, una risposta di umanità e agli altri miei concittadini che credono che i respingimenti e le compensazioni siano una soluzione. Ai miei fratelli di Askavusa.
Vi invito a riflettere sul valore della vita, sulla mancanza di amore che stiamo vivendo, su questo sistema capitalista che riduce tutto ad un prezzo, noi quanto costiamo? Quanto costa la dignità umana? Che prezzo ha la vita di un uomo? E quanti soldi stanno si stanno sprecando? Con quali risultati?
 
Domani 27/03/2011 sarò davanti il parlamento Italiano, ho scelto una domenica per sottolineare l'assenza dei politici, il loro distacco dalla realtà, dipingerò, faro un quadro perchè voglio rispondere con l'arte, con la cultura, con la bellezza, con la penitenza a queste persone che hanno potere, soldi, ma hanno perso l'umanità.
 
Giacomo Sferlazzo.
Associazione Culturale Askavusa