Sal & Inf - riequilibrio del peso corporeo - stress - sonno

Se si vogliono perdere quei chili accumulati durante l'inverno ad affrontare la stagione estiva di per sé induttrice di dinamicità, di rinnovamento, e quindi di riequilibrio, oltre ad un ripristino di una sana ed equilibrata alimentazione associata ad attività fisica, tanto da permettere all'organismo di sbilanciare le entrate e le uscite a favore di queste ultime, sembra assumere grande importanza anche la riduzione dello stress cui siamo sottoposti e la qualità del sonno.

 
In una ricerca condotta da Charles Elder, M.D., M.P.H.(Kaiser Permanente's Center for Health Research di Portland, Oregon), David L. Katz, M.D., M.P.H. (Prevention Research Center, Yale University School of Medicine, New Haven, Conn) e pubblicata il 29 marzo 2011 su International Journal of Obesity, una quota troppo elevata di stress da tollerare ed un sonno qualitativamente non adeguato alle esigenze (sia in termini di ipo come di ipersonnia) parrebbero ostacolare la perdita di peso corporeo.
Secondo il prof. Elder i soggetti valutati nel corso della ricerca che hanno osservato regole piuttosto precise in relazione al sonno e alla modulazione dei livelli di stress hanno espresso una maggiore percentuale di successo nell'azione di riequilibrio del peso corporeo. Alla base del risultato pare che negli individui, invece, non allineati con il programma di riequilibrio, concorra la loro minor capacità di sottoporsi ai cambiamenti comportamentali indispensabili, non escludendo, inoltre, una qualche interferenza di ordine biologico.
Lo studio è stato condotto in due fasi ed ha coinvolto 472 adulti obesi cui sono state consigliate modificazioni dello stile di vita in accordo con l'obiettivo, per un periodo di 26 settimane.
I cambiamenti comportamentali riguardavano l'attività fisica (almeno 3 ore settimanali) e una riduzione dell'introito di 500 calorie al giorno osservando una dieta ricca di frutta, verdure e cereali integrali, seguendo i principi della dieta DASH, dieta promossa dal National Heart, Lung and Blood Institute (NHLBI) del Maryland, destinato al controllo dell'ipertensione.
L'osservazione non si è fermata a questi parametri, ma ha analizzato anche il tempo dedicato al sonno (eventuale insonnia), tono dell'umore (eventuale presenza di stato di depressione), tempo speso dinanzi allo schermo di un computer e livello di stress cui gli individui si sentivano sottoposti.
Si è evidenziato nettamente il legame tra efficacia del programma dietetico ed adeguato sonno, nonché riduzione del livello di stress, così come il riequilibrio del tono dell'umore, e i cambiamenti rivitalizzanti dello stile di vita conseguenti.
Il dott. David L. Katz, direttore del Prevention Research Center at Yale University School of Medicine ha affermato: "mentre tendiamo a guardare alla salute e alla malattia tenendo in considerazione un fattore per volta, in realtà la salute la si può ottimizzare solo attraverso un sguardo olistico. Le persone sane e vitali lo sono, non tanto in virtù dell'azione di un singolo fattore, quanto in relazione alla concomitanza di diverse situazioni quali agenti promotori la salute”.
Il tecnico deve rendersi conto che solo l'insieme di una sequela di consuetudini basate sulla consapevolezza, quali il mangiare sano, il non fumare, il dormire a sufficienza, l'imparare a controllare lo stress, l'essere attivi di corpo e di mente, possono influire sull'andamento del programma terapeutico. Viviamo immersi in un contesto sociale di per sé patogeno e lo sviluppo di criticità nella formulazione dei pensieri a sostegno dei comportamenti dell'individuo risulta azione clinica indispensabile alla buona riuscita della terapia.
Secondo l'esperienza maturata nell'ambito del progetto di ricerca clinica che prese avvio a Bologna nel 1987 presso la Divisione di Endocrinologia dell'Ospedale Maggiore Pizzardi e della Clinica Psichiatrica Univ. P. Ottonello “Gruppo di approccio multidisciplinare ai Disturbi del Comportamento Alimentare”, l'approccio al disequilibrio alimentare pone le sue basi sulla tecnica dell'empowerment clinico, rendendo attivo il paziente nell'ambito del suo stesso percorso terapeutico, in quanto la consapevolezza che nasce da una sana e costruttiva relazione con il terapeuta innesca un circolo virtuoso migliorando la risposta allo stress e alle situazioni critiche in genere.
 
Note di approfondimento:
 
- Defining Overweight and Obesity - http://www.cdc.gov/obesity/defining.html
- Less Stress, Better Sleep May Help You Lose Weight http://m.healthday.com/iphone_article.htm? CID=0B3F45B2&NFID=C&articleId=651334
- Impact of sleep, screen time, depression and stress on weight change in the intensive weight loss phase of the LIFE study - Charles Elder, M.D., M.P.H., Center for Health Research, Kaiser Permanente, Portland, Ore.; David L. Katz, M.D., M.P.H., director, Prevention Research Center, Yale University School of Medicine, New Haven, Conn.; March 29, 2011, International Journal of Obesity, online - http://www.nature.com/ijo/journal/vaop/ncurrent/full/ijo201160a.html
- DASH diet (Dietary Approaches to Stop Hypertension) http://en.wikipedia.org/wiki/DASH_diet
- National Heart, Lung and Blood Institute (NHLBI) http://en.wikipedia.org/wiki/National_Heart,_Lung,_and_Blood_Institute
- Progetto di ricerca della Comunità aperta MedicoN.A.Di.R. - http://www.mediconadir.it/?q=node/93 ; http://www.mediconadir.it/com_ap_statistiche.htm
- Empowerment clinico e informazione - http://www.mediconadir.it/?q=node/45
 
 
 
 

 sommario

 

 

Condividi