Protagonisti della Storia - Vittorio Arrigoni - ~ Stay Human ~

Una pasqua per “restare umani”

24 Aprile 2011 - tratto da Unimondo - di Alessandro Graziadei

Foto: Perlapace

Non è una Pasqua “facile” quella che celebra oggi i funerali di Vittorio Arrigoni. Coincide con “la stessa morte dei migranti divorati dal Mediterraneo inospitale - ricorda la Tavola della Pace -, rifiutati con i sigilli del potere, respinti dalle leggi, inascoltati dal clamore di un popolo allarmato da una propaganda martellante di morte, di paura, di insicurezza, di paranoie identitarie, di pregiudizi e di vittimismo”. Eppure, oggi, il pensiero condiviso non può essere che quello di speranza della madre di Vittorio, Egidia Beretta: “Che la sua morte ci porti pace”, ben oltre il Medio oriente e il Mediterraneo.

Una speranza che speriamo contagiosa a cominciare dalla Sharia, la legge islamica, che prevede la pena di morte per l’omicidio e che la mamma di Vittorio, sindaco del paese di Bulciago, ha chiesto che non venga attuata per gli eventuali arrestati. “Sono contro la pena di morte e anche il mio Vittorio lo era”. Giustizia sia dunque fatta e che i colpevoli paghino, ma nel rispetto della dignità della vita umana, perché “Se la morte di Vittorio non porterà che frutti di pace e di speranza, altre morti non genererebbe che odio e violenza, se me ne compiacessi, come potrei, come potremmo continuare a ripetere il grido, l’appello, la supplica di Vittorio: Restiamo umani?”.

Un appello importante e quanto mai attuale rilanciato alla vigilia di questa Pasqua anche dalla Tavola della Pace verso tutti i migranti: “Ricordiamo il monito di Bonhoeffer durante il nazismo, Come possiamo cantare in gregoriano nelle nostre chiese mentre si ammazzano col gas gli ebrei?
E noi, possiamo cantare nelle nostre chiese la Pasqua di resurrezione senza pensare agli anonimi che ogni giorno muoiono nel mare, con il sogno, ancora vigile, di un riscatto possibile? Possiamo celebrare la messa pasquale senza pensare ai bambini stramazzati dal freddo, dalla fame, dal naufragio? Senza pensare alle donne annegate e trascinate dall'acqua?”.

Due messaggi di impegno e speranza che ci chiamano in causa in prima persona, ad un’attenzione alle grandi e alle piccole azioni di questa Pasqua. Perché noi “che viviamo sicuri nelle [nostre] tiepide case”, possiamo cominciare anche dalle uova di cioccolato: quelle certificate Fairtrade realizzate in armonia con i produttori del Sud del mondo e lavorate esclusivamente con cacao equosolidale o quelle dell’AltromercatonUovo mondo”, fondenti o al latte, realizzate con ingredienti di qualità secondo i dettami dell’agricoltura biologica. Ne beneficeranno diverse comunità di produttori da Repubblica Dominicana, dal Belize, dal Costa Rica, dal Ghana, dall’Ecuador, dal Paraguay e le sorprese sono oggetti artigianali provenienti da realtà del circuito equo dello Sri Lanka, India e Colombia.

Ma non solo. Una proposta etica a Pasqua ci viene fatta anche dalla Lav, che ricorda come “Due famiglie italiane su dieci festeggeranno la Pasqua senza crudeltà, scegliendo un menu vegetariano”. E per l’occasione la Lav propone, su Cambiamenu.it, “tanti piatti privi di ingredienti di origine animale per risparmiare la vita dei circa 700.000 agnelli e capretti macellati ogni anno nel nostro Paese per questa ricorrenza religiosa”.

Questa accresciuta preferenza per il menu cruelty free è confermata anche dal recente “Rapporto Italia Eurispes” secondo cui gli italiani che hanno già scelto di essere vegetariani sarebbero circa 7 milioni, e le previsioni sono ancora più ottimiste, tanto che Eurispes pronostica “30 milioni di vegetariani nel 2050”, cioè un italiano su due.

Una scelta che per la Lav rappresenta, dopo soli due giorni dalle celebrazioni dall’Earth Day 2011, la Giornata mondiale della Terra “un invito alla tutela del pianeta - ci spiegano Roberta Bartocci e Paola Segurini, responsabili Lav -, ogni pasto tutto vegetale, infatti, fa risparmiare quasi 1.000 litri di acqua e 1,66 kg di CO2 rispetto a un equivalente menu con carne, a parità di apporto nutrizionale”.

La sostenibilità, è quindi una prerogativa anche pasquale, non sempre facile da perseguire anche se quest’anno in aiuto ci giunge un valido vademecum realizzato in collaborazione tra Federconsumatori e Adusbef, per la salvaguardia della nostra economia domestica, senza però rinunciare alla qualità dei prodotti.

Argomenti troppo distanti dal sacrificio di Vittorio Arrigoni? Certo, ma mentre pensavo se non è ridicolo ricordare Vittorio anche in un piccolo gesto come l’acquisto di un uovo di Pasqua la risposta l’ho trovata nelle parole di Shadi Mahmoud membro di Parc, una storica ong palestinese da anni impegnata nello sviluppo e nel commercio dei prodotti dell’agricoltura Palestinese: “Cari amici, esprimo a tutto il popolo italiano le più profonde condoglianze per la perdita di Vittorio Arrigoni. Onestamente è stato davvero scioccante vedere un attivista per la pace, quale era Vittorio, ucciso in un modo così terrificante. Quella scena ha rappresentato una ragione di profonda vergogna per i Palestinesi e ci ha lasciato senza parole, incapaci di esprimere la rabbia e il rifiuto per un tale atto d'odio. [...] La Palestina rimarrà sempre una casa per coloro che lottano per la libertà in tutto il mondo. Alla famiglia di Vittorio: preghiamo affinché voi restiate forti. Le parole non sono in grado di esprimere il dolore al cuore che sentiamo per voi. Vittorio Arrigoni non verrà dimenticato!”.

Voglio pensare che in questa Pasqua anche un dattero possa contribuire alla memoria e alla speranza di pace di Vittorio che anticipandoci in questo video le parole di Nelson Mandela con cui avrebbe voluto essere ricordato dice: “Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare. Vittorio Arrigoni, un vincitore”. A noi spetta, oggi,“restare umani”.

Buona Pasqua!

Alessandro Graziadei

 20 aprile '11

Egidia Beretta

Rotta su Gaza, nel nome di Vittorio Arrigoni: anche la madre, Egidia Beretta, viaggerà a bordo della flotta umanitaria che salperà da diversi porti del Mediterraneo a fine maggio. «Voglio vedere Gaza che mio figlio amava tanto, e per cui si è sacrificato», dichiara la signora Beretta. «Voglio incontrare la brava gente che vive là, e di cui mio figlio Vittorio parlava sempre». Un viaggio rischioso: come già l’anno scorso, i militari israeliani potrebbero sparare e uccidere. Nonostante ciò, proprio la feroce esecuzione di Vittorio Arrigoni sta gonfiando le liste dei partenti: la nave italiana “Stefano Chiarini” salperà da Genova.

Anche la missione umanitaria “Freedom Flotilla 2” nasce per portare aiuti umanitari agli abitanti della Striscia diGaza, sotto assedio per l’ininterrotto embargo dopo il massacro dell’operazione Piombo Fuso che nel gennaio 2009 causò la morte di oltre 1300 palestinesi, per lo più civili. Alla spedizione partecipano pacifisti di oltre 20 nazioni: «E’ una nuova grande impresa di solidarietà con i palestinesi della Striscia di Gaza, sottoposti da quattro anni ad un assedio illegale e disumano da parte dello Stato di Israele, con la complicità attiva degli Usa, dell’Unione Europea e dell’Egitto», affermano gli organizzatori. «L’assedio di Gaza deve finire. L’oppressione del popolo palestinese deve finire. Il mondo intero deve aprire finalmente gli occhi davanti al crimine di un milione e mezzo di persone rinchiuse nel più grande campo di concentramento mai conosciuto nella storia».....continua

La nave italiana in partenza da Genova porta il nome di Stefano Chiarini, giornalista del “Manifesto” «che ha dedicato la vita alla solidarietà con il popolo palestinese». Obiettivo della missione: raggiungere Gaza via mare, per portare aiuti – cibo, medicinali, kit scolastici – e denunciare l’occupazione illegale dei territori palestinesi, inultimente condannata dall’Onu. Una missione pericolosa: «Viaggiare con noi verso Gaza– scrivono sul loro sito gli organizzatori italiani di “Freedom Flotilla” – è un rischio per la vita per diverse ragioni: nonostante la richiesta che tutti i passeggeri firmassero un impegno alla non-violenza, i militari

Vittorio Arrigoni Freedom Flotilla

israeliani hanno fermato con l’uso della forza bruta le prevedecenti missioni, schierando navi da guerra».

Drammatico il bilancio dell’incidente del 31 maggio 2010, quando la flottiglia che trasportava aiuti umanitari – navi battenti bandiera americana, turca, greca e svedese – sono state attaccate dalle forze speciali, che hanno sparato e ucciso 9 attivisti. Il sanguinoso attacco contro la Mavi Marmara, l’ammiraglia turca della Flotilla, ha incrinato le relazioni di Israele con la Turchia: «Metteremo fine ai crimini di Israele e sbarcheremo a Gaza con la nostra marina militare», ha tuonato il premier turco Erdogan. «Ci attende un lavoro durissimo e non privo di insidie», ammettono gli organizzatori della spedizione 2011, «perché le nostre risorse sono limitate, mentre quelle dei nostri avversari sono inesauribili. Ma noi abbiamo un vantaggio, una marcia in più: la consapevolezza di lottare per una causa giusta, per la verità e per il Diritto».

L’anno scorso la spedizione era composta da 610 volontari: fra questi, 44 tra parlamentari e politici, nonché il Premio Nobel per la pace Mairead Corrigan e lo scrittore svedese Henning Mankell. Imponente la lista-adesioni per la missione 2011, che continuano a crescere all’indomani dell’efferato omicidio di Vittorio Arrigoni. Oltre ad associazioni come Forum Palestina, Free Gaza Movement, Donne Palestinesi e Mezzaluna Rossa, aderiscono alla missione di pace “Il Manifesto”, i Giuristi Democratici, Idv e Comunisti Italiani, il cartello “Per il Bene

Vauro

Comune”, i partigiani dell’Anpi, il Forum Antirazzista di Palermo, i No-Tav della valle di Susa, avvocati, universitari, associazioni solidaristiche da tutta Italia.

Spiccano i nomi di Vauro e Moni Ovadia, Lucio Manisco e Luisa Morgantini,Luigi De Magistris e Leoluca Orlando, Fernando Rossi di “Alternativa”, Marco Rizzo, il filosofo Gianni Vattimo, l’attore Giulio Cavalli, il verde Angelo Bonelli e Gianfranco Mascia del “Popolo Viola”, Raffaella Bolini dell’Arci, Marco Bersani di “Attac”, William Mazza di “Ya Basta”, Tommaso Fattori del Forum italiano Movimenti per l’acqua. Ci sono anche Stefano Leoni del Wwf e Vittorio Cogliati Dezza di Legambiente, Marino Badiale dell’ateneo torinese, il filosofo Massimo Bontempelli, giornalisti come Francesca Fornario, Stefania Pavone, Pino Nicotri e Fulvio Grimaldi.

Il viaggio è pericoloso, ripetono gli organizzatori: chi parte deve essere consapevole di affrontare una traversata disagevole: anche 30 ore di navigazione, a proprio rischio e pericolo, dato che le forze israeliane potrebbero nuovamente aprire il fuoco quando la Flotilla violerà apertamente il blocco marittimo di Gaza. E’ possibile ricevere ogni informazione e compilare moduli di partecipazione sul sito ufficiale della missione, www.freedomflotilla.it, dove si può anche semplicemente sostenere l’operazione con un versamento bancario e, in ogni caso, dare la propria adesione morale inviando una mail all’indirizzo  adesioni@freedomflotilla.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

 

Vittorio Arrigoni, a winner
 

In the beautiful scenery of Gaza's cemetery, where soldiers of WWI are buried, Vik explains how he would want to be commemorated if he would die (in a hundred years or so). It's true words, from a true winner. You're dreams will live on, we are guarding over them. Ma'salama, my friend. (angiepal1)

a winner is a dreamer
who never gives up
 
tratto da Peacereporter
18 aprile '11 - di Luca Galassi
Come a 'Libero' scrivono senza verificare le fonti.
Lettera al direttore Maurizio Belpietro

Maurizio Belpietro,

scusandomi per non aver anteposto al suo nome, che è necessario - purtroppo - citare, la parola 'signor', o 'direttore', o addirittura 'giornalista'; vedendomi - mio malgrado - costretto a rivolgermi in terza persona al mero dato onomastico che la identifica; trovandomi obbligato a rinunciare all'esercizio della nobile arte del vilipendio (arte nella quale le lascio volentieri la primazia), e non perché lei non la meriti, quanto perché non è mio costume praticarla - sono un non violento, ahimé -, sarebbe davvero meraviglioso se, una volta tanto nella sua vita, lei potesse verificare le fonti alle quali si abbevera il suo giornale per produrre le sue requisitorie.

Le fonti si verificano, Maurizio Belpietro, perché altrimenti si rischiano figuracce. Come può il suo 'giornalista' Angelo Pezzana, 'esperto' della questione palestinese, nell'articolo scritto ieri su 'Libero', parlare di una persona che non ha mai conosciuto (Vittorio Arrigoni), di un territorio che non ha mai visitato (la Striscia di Gaza) e di un'attività che non ha mai visto (le azioni dell'International Solidarity Movement)? E come può farlo senza prima aver controllato le fonti che gli hanno raccontato ciò che ha scritto?

Pezzana scrive: "Arrigoni scelse la Striscia perché là, e non altrove, pensava fosse possibile realizzare la sconfitta dell'odiato 'piccolo satana' che opprimeva i palestinesi". Arrigoni non scelse la Striscia per 'sconfiggere Israele' (forse avrebbe anche voluto possedere la fionda che David usò per sconfiggere Golia, ma, purtroppo per Pezzana, Vittorio non ha mai imbracciato un'arma), quanto perché "là e non altrove" non Hamas, non i salafiti, non i terroristi, ma la popolazione civile aveva bisogno del suo aiuto. Perché? Per poter lavorare i campi, per poter pescare. Senza dover rischiare la morte. Si informi qui, Maurizio Belpietro, il suo 'giornalista': http://it.peacereporter.net/articolo/14055/Campo+di+battaglia. E se considera il nostro sito troppo filo-palestinese, si informi anche qui, sempre che non ritenga anche i giornalisti della televisione di Stato italiana collaborazionisti di Hamas: http://www.youtube.com/watch?v=AifrC2Qp_fk

Pezzana denuncia: "Soltanto Hamas, un movimento dichiarato terrorista dall'Onu e dalla Ue, gli pareva adatto, dopo aver conquistato il potere con un colpo di stato, a realizzare uno Stato palestinese che ha nel proprio statuto la distruzione di Israele". Tanto gli pareva adatto, a Vittorio Arrigoni, che un mese fa quelli di Hamas hanno preso a botte lui e i giovani palestinesi del Gybo (Gaza Youth Breaks Out) scesi in piazza per chiedere la fine delle ostilità interne e la riconciliazione in nome dell'unità nazionale. Vittorio Arrigoni era uno degli organizzatori del movimento contro le lotte di potere tra le fazioni del governo palestinese. Per informazioni, il suo 'giornalista' può leggere quanto l'attivista dell'Ism scrisse in quella occasione: http://it.peacereporter.net/articolo/27432/Gaza%3A+il+giorno+dell%27unit%E0+e+le+ossa+rotte.

Pezzana, nuovamente, accusa: "Era (Arrigoni, ndr) un pacifista, il che vuol dire che amava la pace, anche se aveva scelto di stare con chi la pace mica la voleva, perché Hamas vuole distruggere Israele, non farci un accordo". Arrigoni non aveva scelto di stare con Hamas. Si abbeveri a queste fonti, Maurizio Belpietro, il suo 'giornalista': "Personalmente, come attivista per i diritti umani, Hamas non piace assolutamente. Per cui ho qualcosa da ridire anche a loro, che hanno parecchio limitato i diritti umani da quando hanno vinto le elezioni": Vittorio Arrigoni, intervista rilasciata al sottoscritto il 14 gennaio 2009 (http://it.peacereporter.net/articolo/13721/Gaza%2C+eliminate+il+pacifista+italiano).

Infine, il 'giornalista' Pezzana prosegue la sua giaculatoria istituendo un parallelismo del tutto arbitrario tra la morte di Arrigoni e il massacro di una famiglia israeliana in Cisgiordania, a Itamar, il 12 marzo 2011: "Eppure una famiglia sgozzata nella notte, nella propria casa, se raccontato, fatte vedere le immagini, avrebbe destato una impressione enormemente più forte di quella di Arrigoni, un volontario che svolgeva una sorta di servizio civile in un paese che sta cercando in ogni modo di distruggerne un altro" Sapesse, Maurizio Belpietro, il suo 'giornalista' - giusto a titolo di cronaca - come gli israeliani, che Pezzana vuole "degni dello stesso amore" che Vittorio provava per i palestinesi, si sono comportati dopo l'orribile eccidio. Lo apprenda qui: http://it.peacereporter.net/articolo/27671/Israele%2C+punizione+collettiva.

Potrebbe stupirla, Maurizio Belpietro, che a scrivere queste cose non sia un antisemita, un militante pacifista, un fazioso. Ma un giornalista che verifica le fonti. Quelle che forse lei e il suo 'giornalista' Angelo Pezzana conoscete solo come sorgenti che zampillano dalle montagne lombarde, dove nel week-end portate la famiglia a camminare. Un'altra famiglia, a pochi chilometri da quelle montagne, è stata distrutta dalla morte del proprio figlio per mano di alcuni barbari fanatici.

Chi commette vilipendio su un cadavere viene punito con la reclusione fino a tre anni. Chi, su questo, commette atti di brutalità o di oscenità, è punito con la reclusione da tre a sei anni. Non so se la pubblicazione di falsità come quelle scritte su 'Libero' abbiano o meno rilevanza penale. Ciò che so è che la memoria, quella sì, di Vittorio, è stata vilipesa. Brutalmente e oscenamente.

 
 
 
 
Napoli per Vittorio "Utopia" Arrigoni

| Creato il: 15/apr/2011

Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi,
altri che lottano un anno e sono più bravi,
ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi,
però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli imprescindibili.
(Bertolt Brecht)

Vittorio, quanto ci viene difficile scrivere queste parole! In questa giornata infinita, di notizia in notizia fino all'ultima, la più atroce, le lacrime si prendono tutto lo spazio, e non ci resta dentro molto altro da dire se non banalità a mezza voce... che è un peccato, che non si può morire così, e che non c'è giustizia su questa terra... Non ci è mai capitato di salutare un compagno che avevamo conosciuto così bene, che leggevamo ogni giorno, con cui si scriveva in continuazione, un compagno che ci aveva sempre risposto: "ci sono!" quando lo chiamavamo per sentire una voce da Gaza... Come si fa a salutare un fratello maggiore che non c'è più?

Non lo sappiamo. Forse verrà il tempo dei necrologi: ora vogliamo ancora pensare che non è vero, che una cosa del genere non può succedere, e che non può succedere ad una persona così bella... O forse può, ma in un mondo che non ha più niente d'umano.

È per questo che sappiamo che c'entra Israele. Resta solo da capire quanto c'entri. Ma c'entra, perché prima della Nakba la Palestina era terra di pace, perché prima dell'occupazione, della repressione dell'intifada, del massacro della Sinistra, i palestinesi erano il popolo più laico fra gli arabi. C'entra, perché a far vivere le persone come si vive a Gaza, un milione e mezzo in un campo di concentramento a cielo aperto, è terribilmente logico che escano fuori le bestialità, i deliri, le mostruosità. Si potrà anche scoprire che chi ti ha tolto la vita agiva per conto del Mossad, nulla cambierà rispetto a questo fatto banale, irrefutabile, fondamentale: che questa situazione di merda l'hanno voluta i sionisti, l'hanno decisa in ogni dettaglio, l'hanno costruita giorno per giorno durante sessant'anni, ed ora gli torna bene. Ci aspettiamo già i servizi preconfezionati dei media sugli arabi che azzannano la mano che li aiuta, sugli islamici come barbari fanatici, sulla necessità di bombardare ancora e ancora e ancora e ancora Gaza per evitare che Al-Quaeda prenda il potere...

Per la tua morte così assurda, con questa rabbia che ci devasta dentro, con questo dolore nel cuore, Vittorio, come si fa a "restare umani"? Dovremmo andare ai tuoi video, alle tue foto, ai tuoi scritti, e cercare di capire. Pensare a quante morti hai visto tu, a quanta disperazione, e cercare di superarla, farla diventare progetto di vita, di una vita nuova, in cui ogni cosa sia come dovrebbe essere: vicina, gentile, giusta. Ci viene in mente quella frase di Che Guevara, a cui tu pure assomigliavi -- anche tu giovane in fuga dalla tranquillità per darti anima e corpo alla causa di un popolo e di un'umanità intera: "Se io muoio non piangere per me, fai quello che facevo io e continuerò vivendo in te". Sarebbe bello dirti che riusciremo a farlo. Per il momento siamo ancora sbigottiti, siamo ancora al pianto, e stringiamo i pugni, e non lo sappiamo, non lo possiamo sapere, come si resta umani, come facevi a restare umano tu vedendo le teste dei bambini aperte dalle granate israeliane. Forse avevi un cuore grande, che teneva dentro tutto il dolore del mondo.

Ma ti promettiamo, per quel che vale, che ci proveremo in ogni modo, a restare umani. Ti promettiamo che difenderemo la tua memoria, che difenderemo ogni cosa tu abbia fatto da quelle merde di sionisti che in queste ore hanno il coraggio di fare gli sciacalli persino sulla bacheca di facebook dove tanti come noi ti stanno lasciando un saluto. E, soprattutto, ti promettiamo che continueremo la battaglia che era tua e dei nostri fratelli palestinesi. Finché quella terra non avrà pace, pane e libertà. Finché nel mondo non ci siano più oppressi, né oppressori. E forse così tu vivrai di nuovo.

Ciao Vik,
che almeno la terra ti sia lieve, perché i tuoi passi sto mondo proprio non li meritava...

Le compagne e i compagni di Napoli

http://caunapoli.org

 

2011-04-15 in News

Riceviamo dalla Coalizione della Freedom Flotilla e pubblichiamo.

RESTIAMO UMANI.

La Freedom Flotilla rinomina il viaggio in onore di Vittorio Arrigoni.

Comunicato stampa.

Direttivo della Freedom Flotilla 2

15 Aprile, 2011 (Londra)

L’assassinio dell’attivista per i diritti umani Vittorio Arrigoni è una tragedia per la sua famiglia, per quanti di noi lo conoscevano e per i Palestinesi che lo amavano ed ammiravano.

Il Direttivo della Freedom Flotilla 2 condanna questo omicidio senza senso e le persone che si nascondono dietro. Hanno tolto la vita ad uno dei sostenitori più appassionati della giustizia per la Palestina. Questo omicidio danneggia sia la lotta dei Palestinesi per la libertà e la giustizia che  il nostro lavoro in sostegno di questa lotta. 

In suo onore, rinominiamo il nostro prossimo viaggio: FREEDOM FLOTILLA – STAY HUMAN.

Nulla di quanto potremmo scrivere può rendere appieno  un uomo che è stato più grande della vita stessa, un uomo con la pipa in bocca e il cappello da capitano sempre su un lato della testa. L’uomo dal grande sorriso e di natura gentile, che ha utilizzato la propria forza fisica per portare in braccio bambini, a volte più di uno contemporaneamente. La sua risata e le ultime parole che ha lasciato a ciascuno di noi risuoneranno nelle nostre orecchie quando saliremo sulle navi per tornare a Gaza alla fine di Maggio .

“Restiamo Umani,” direbbe Vik, per poi sorridere e ricacciarsi  la pipa tra i denti.

Era partito con noi con le prime piccole imbarcazioni che arrivarono a Gaza nell’estate 2008, uno dei 44 attivisti in navigazione per protestare contro il blocco illegale imposto da Israele al milione e mezzo di Palestinesi che vivono a Gaza.

Faremo del nostro meglio, Vik, per potare avanti il lavoro che hai fatto. La flotilla tornerà a Gaza in tuo onore.

Contatto : Maria Elena Delia - +3351239579

Gaza risponde a Roberto Saviano

Da: | Creato il: 12/ott/2010

facebook:
http://www.facebook.com/pages/Vittorio-Arrigoni/290463280451

Giovedì 7 ottobre a Roma e' andata in scena un pantomima organizzata dai coloni israeliani che sa di istigazione alla violenza alla massima potenza, lodando ai massacri israeliani da Deir Yassin a Sabra e Shatila passando per una Gaza ridotta in macerie, un corteo di tifosi beceri e razzisti ha inneggiato a più di sessant'anni di occupazione e oppressione, al fosforo bianco contro scuole dell'ONU e ospedali, a migliaia di prigionieri politici rinchiusi e torturati nei lager, ai campi di concentramento ancora in voga nel 2010, alla costante pulizia etnica che ha prodotto e produce milioni di profughi e decine di migliaia di vittime in Palestina.

Fra i ferventi sostenitori di questo evento che getta vergogna sul nostro Paese c'erano Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco
Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi e anche lui, l'autore di Gomorra.

Che il dolore
dei torturati possa torturare i loro sogni.

In questo videomessaggio Gaza risponde a Roberto Saviano, Vittorio Arrigoni ribatte colpo su colpo le allucinanti dichiarazioni dello scrittore estimatore di Peres rilasciate durante la manifestazione "Per la verità, per Israele."
Stay human

ps.
un particolare ringraziamento per la cura del dettaglio nel montaggio a Paola M.

parte prima >>>>

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