NADiRinforma segnala: la fuoriuscita della BP nel Golfo

02 maggio - tratto da Come Don Chisciotte
 
È stato definito il peggior disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti, se non fosse altro per le parole di alcuni esperti che, a un anno dal suo inizio, la fuoriuscita dalla piattaforma della BP nel Golfo del Messico è ancora un incubo che ci potrà riservare molte sorprese.

La piattaforma di esplorazione Deepwater Horizon, che stava perforando nel Prospetto di Macando gestito dalla BP a circa quaranta miglia di distanza dalle coste della Louisiana, è esplosa in una palla di fuoco Il 20 aprile del 2010. L’esplosione uccise 11 persone, ne ferì altre 17 e fratturò il condotto per l’estrazione di petrolio, rilasciando una stima di 200 milioni di galloni di petrolio nei successivi 95 giorni in una regione che veniva definita come uno dei più importanti ecosistemi di tutto il nord America. Il pozzo è stato alla fine tappato il 17 luglio. Tutte le operazioni sul pozzo sono state completate il 19 settembre, dopo di che il governo federale ha dichiarato in modo ufficiale che il pozzo era stato ‘soppresso’.

La fuoriuscita ha causato un impatto immediato sulle industrie che avevano la loro base nel Golfo, così come danni severi agli habitat marini e terrestri su tutta la costa. La fuoriuscita si è riversata su almeno 320 miglia di spiagge della Louisiana. Dopo aver interrotto tutte le attività per gran parte dell’estate, l’industria di trasformazione dei calamari è stata sospesa ancora una volta in novembre in circa 4,200 miglia quadrate del Golfo quando le palle di catrame sono state rinvenute nelle reti usate per la pesca dei calamari.

In gennaio Frances Beinecke ha istituito una commissione speciale per esaminare le cause del disastro e per fare delle raccomandazioni per evitare ulteriori incidenti nel futuro, affermando che "le palle di catrame stanno ancora arrivando sulle spiagge e che si sono scie di petrolio in corrispondenza delle rotte dei pesci. Le terre umide e le paludi sono ancora in rovina e stanno morendo; il petrolio greggio rimane ancora nelle acque profonde, così come nel fango e nella rena sulla terraferma."

Malgrado navi aspiratrici, cordoni di contenimento galleggianti, disperdenti chimici e altre misure sono state utilizzati per assorbire il petrolio e per prevenire che la gran parte di esso raggiungesse le spiagge, il petrolio si trova ancora in queste zone, e in gran quantità. Molto più di quanto BP voglia ammettere.

L’amministrazione Obama ha puntato il dito sulla BP, arrivando a ritenere il gigante petrolifero responsabile di aver pagato per mettere in campo la Guardia Nazionale in supporto alle operazioni di recupero. La compagnia, dalla sua parte, ha costituito un fondo per i risarcimenti pari a 20 miliardi di dollari, avendo accettato più di 300.000 richieste e rimborsato 3,8 milioni di dollari a partire dalla data della fuoriuscita. Ma non si sono ancora stabiliti i costi finali e i danni provocati dall’esplosione della piattaforma.

In tutto, secondo il RestoreTheGulf.gov, un sito web creato dal governo per tenere traccia dei progressi nella pulizia della fuoriuscita, sono stati recuperati più di 800.000 barili di acqua oleosa e circa 1,8 milioni di galloni di disperdente nel tentativo di ripulire il Golfo.

Ma gli sforzi hanno raggiunto l’obbiettivo? Avrai risposte differenti alla domanda.

Da un lato, un articolo pubblicato questa settimana ha riportato segnali positivi. Alcuni scienziati hanno rintracciato branchi di pesce in salute quando l’anno scorso hanno cercato di valutare gli effetti della fuoriuscita.

"La pesca a strascico fatta nell’inverno del 2010 ha raccolto il triplo delle creature marine degli anni precedenti", è scritto in un articolo del Canada's Globe and Mail: “Senza nessuno a setacciarli, sembra che i pesci stiano moltiplicandosi."

Ma tutte queste buone notizie vanno prese con le molle. Ad esempio, Blair Mase, un coordinatore per gli spiaggiamenti dei mammiferi marini al National Oceanic and Atmospheric Administration, dice che quest’anno la morte dei delfini nella regione è eccezionalmente alta e che la fuoriuscita potrebbe aver giocato un ruolo chiave.

"Stiamo cercando di capire cosa ha provocato questo. Potrebbe essere collegato a un’infezione. O potrebbe anche essere non dovuto a un’infezione", ha detto, sottolineando che la sua agenzia sta esaminando un ventaglio di cause, tra cui la fuoriuscita di petrolio, le malattie infettive e le biotossine.

Va anche tenuto in considerazione che alcune delle specie di pesce utilizzate per sport e di quelle del mare stanno presentando lesioni orribili e assolutamente anomale.

Forse perché ci sono scienziati che affermano l’esistenza di un’enorme quantità di petrolio rimasta, forse anche più di quanto fuoriuscito nel 1989 durante il disastro della Exxon-Valdez davanti alle coste dell’Alaska (circa 257.000 barili di petrolio).

Ci sono anche articoli che parlano degli effetti sugli abitanti del Golgo. Darryl Malek-Wiley, un coordinatore di cause ambientali con il Sierra Club, ha riferito questa settimana in un’intervista che la combinazione di petrolio e di disperdenti usati per ripulire il mare sta chiedendo il pedaggio: "Alcune persone si sono ammalate, stanno prelevando campioni dal loro sangue dove vengono rintracciate le sostanze chimiche che compongono i disperdenti, così come il petrolio, e hanno notevoli problemi di salute. Perdita di memoria, eruzioni cutanee, sinusiti. Alcune persone con cui ho parlato si dimenticavano anche il posto in cui erano diretti. Si dimenticano chi sei. E tutti questi uomini erano pescatori che godevano di un relativamente buono stato di salute."

Così come l’industria del pesce, il governo riporta che le analisi effettuate non hanno riportato alcune elemento di preoccupazione e che nei campioni di pesce spada, tonno e di altri pesci non hanno trovato "né odori né aromi di petrolio o di disperdente”, secondo il Globe and Mail

Ma forse sono più sincere le parole di un numero di esperti che non credono che la fuoriuscita di petrolio abbia comportato un cambio di prospettiva di un qualche significato.

"La fuoriuscita di petrolio della BP è, potenzialmente, un’’anomalia culturale’ per modifiche da attuare nelle istituzioni sulla gestione ambientale e sulla produzione derivata dai combustibili fossili", è la conclusione di uno studio di P. Devereaux Jennings dell’Università di Alberta e di Andrew Hoffman dell’Università del Michigan. Hanno anche aggiunto che un "vero cambiamento nel nostro approccio alla materia delle perforazioni petrolifere, del consumo di petrolio e della gestione ambientale è ancora lontano dall’essere raggiunto."

Beinecke ha aggiunto: "Oggi gli Americani hanno il diritto di chiedere: siamo più al sicuro rispetto allo scorso aprile? Al livello più assoluto, la risposta è no."