Clinica MedicaN.A.Di.R. - Gruppo di Libera Discussione

GRUPPO di LIBERA  DISCUSSIONE
 
Abbiamo istituito all'interno della nostra sede un GRUPPO DI LIBERA DISCUSSIONE . I gruppi, a cadenza settimanale, hanno lo scopo di rinforzare attraverso l'esperienza in ambiente supervisionato le dinamiche di gruppo. La supervisione è prevista costantemente alternando le figure di due operatori:
il Dott. C.Trecarichi e la Dott. L.Barbieri
 
Il gruppo cerca di fornire reciproca assistenza tra persone che hanno problemi in comune, il suo scopo è quello di dare l'opportunità di condividere esperienze, di aiutarsi attraverso il confronto sul come ogni singolo stia affrontando la problematica che crea il disagio. È sicuramente un mezzo per assicurare sostegno emotivo, rinforzo e complicità. Lo sforzo individuale diventa sforzo comune, ognuno dà e contemporaneamente riceve aiuto. È un lavorare su di sé con e per sé e per gli altri. È un mettere l'accento sull'intollerabilità del destino comune, spingendo così all'azione concreta per la soluzione dei problemi. Si crea un piccolo sistema sociale entro il quale i partecipanti vivono la loro diversità, il loro disagio al di là dei pregiudizi comuni diventando una sorta di rete sorretta dalla partecipazione intima della dinamica sociale. Si offre e ci si offre guadagnandosi l'opportunità di esplorare nuove risorse che consentano di guardare a noi stessi nel mondo utilizzando un'ottica diversa sostenuta dalla solidarietà, partecipazione e conseguente trasformazione, crescita, acquisizione di autostima e di nuove abilità relazionali.
Il gruppo di libera discussione agisce da rinforzo, i partecipanti, facendo agire anche la loro parte affettiva, acquisiscono maggiore disinvoltura anche all'esterno della struttura protetta sia tra di loro che con estranei alla loro esperienza. Il gruppo rappresenta quindi una sorta di “palestra” delle relazioni
 
“ A.M.A .ti” attraverso il gruppo, ossia:
i gruppi di Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.)
Quanta importanza e quali ruoli riveste il gruppo per noi?
Nel cercare di dare una risposta a questi quesiti, basti pensare che la nostra vita è sempre attraversata da esperienze gruppali, le quali non possono non influenzare il nostro sviluppo e la nostra opinione in merito, in termini di ostilità, rabbia o di entusiasmo, di desiderio di partecipazione o di fuga dal gruppo. Pensiamo alla nostra famiglia (si nasce già all'interno di un gruppo precostituito), alla scuola, al gruppo di amici, ai colleghi sul lavoro, al gruppo vacanze, al gruppo sportivo, in palestra…
Alcuni gruppi sono più stabili nel tempo, come la famiglia, altri più temporanei, come quei gruppi che si formano in vacanza, in palestra, sul treno…e che si sciolgono in breve. I gruppi possono avere dimensioni differenti: basta un minimo di 3 persone per fare gruppo, un gruppo che può diventare piccolo, medio o grande, fino alle folle delle manifestazioni che conosciamo.
Allo stesso modo possiamo dire che i gruppi hanno finalità diverse. Durante l'infanzia il gruppo dei coetanei funziona da stimolo per la crescita, da sostegno, ed è una prima alternativa al gruppo familiare. Ricordiamo in merito ad esempio l'utilità e il supporto dei gruppi di studio durante tutta la vita scolastica. Durante l'adolescenza i gruppi di coetanei hanno funzioni conoscitive, di esplorazione, di conoscenza del proprio ruolo e delle proprie competenze: il maschile, il femminile, il relazionale, l'altro, il partner, i divertimenti, la trasgressione, gli hobbies, lo sport…
Tramite il gruppo, veniamo a conoscenza di chi siamo. È impensabile ed improponibile credere di conoscere la nostra “persona”, la nostra “individualità” senza passare dall'esperienza del gruppo.
Il gruppo funziona da specchio, tramite questa funzione, noi ci vediamo attraverso gli occhi degli altri, capiamo chi siamo tramite gli altri, le considerazione che abbiamo di noi stessi, di riflesso alle considerazioni che hanno gli altri di noi; volendo riassumere la funzione di specchio in una sola parola, potremmo dire che attraverso il gruppo, noi ci ri-conosciamo.
Quando si parla di gruppo di Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.) si intende una categoria piuttosto complessa che comprende gruppi con caratteristiche differenti. La distinzione certo più significativa riguarda la presenza o meno di un facilitatore, che noi auspichiamo come garante del lavoro che si va svolgendo. Resta inequivocabile che il gruppo A.M.A. è innanzitutto un gruppo che si forma per fornirsi reciproca assistenza tra persone che hanno un problema in comune. In America sono una realtà ormai diffusa e praticata, come la psicoterapia, ma anche in Italia sono sempre più richiesti, come risposta a forme di disagio e malessere non raggiungibili con altre forme più tradizionali di cura.
L'idea A.M.A. è nata con gli Alcoolisti Anonimi, ma risulta funzionale anche in altre problematiche, ad esempio i disturbi d'ansia (attacchi di panico, fobie, etc.), il gioco d'azzardo, le malattie tumorali, le cardiopatie, i problemi di coppia, l'essere separato, divorziato e/o vedovo, la difficoltà a realizzarsi sentimentalmente, la disoccupazione, l'essere il familiare di un paziente malato, la situazione di ex carcerato, di ex paziente psichiatrico, la tossicodipendenza, l'esser partner di tossicodipendenti, la depressione, la solitudine, i disturbi sessuali, i figli con handicap, i disturbi del comportamento alimentare, etc.
Lo scopo essenziale del gruppo di auto mutuo aiuto è di dare, a persone che vivono in situazioni simili, l'opportunità di condividere le loro esperienze e di aiutarsi a mostrare l'uno all'altro come affrontare i problemi comuni. L'auto aiuto è quindi un mezzo valido per assicurare ai partecipanti del gruppo sostegno emotivo. Vediamo infatti che all'interno del gruppo ciascuno sforzo individuale teso alla risoluzione di un proprio problema diventa contemporaneamente sforzo per risolvere un problema comune. Ciascuno riceve aiuto e contemporaneamente dà aiuto. Si verifica una sorta di effetto per cui chi dà aiuto, in realtà ne riceve e chi cerca di modificare una persona, in realtà lavora su se stesso nel rapporto con l'altro.
Il fatto che poi i partecipanti condividano il medesimo problema permette che l'aiuto scambiato sia sentito come maggiormente efficace. E' come se tali gruppi mettessero l'accento sull'intollerabilità del destino comune, spingendo così all'azione concreta per la soluzione dei problemi. Si acquisiscono così specifiche informazioni riguardanti soluzioni pratiche apprese dall'esperienza diretta, che di solito non sono ricavabili né dai libri, né dagli operatori professionali, né dalle istituzioni assistenziali. I membri del gruppo si ritrovano quindi inseriti in una sorta di piccolo sistema sociale in cui smettono di essere dei portatori di qualche disagio e diventano invece membri di una rete quasi familiare. I gruppi di auto mutuo aiuto, pur costituendo delle ottime iniziative di supporto, non sono però da considerarsi sostitutivi di una adeguata psicoterapia individuale o di gruppo, nella quale l'esperto, non si limita al ruolo di facilitatore, ma assume un ruolo terapeutico diretto, volto al miglioramento della qualità della vita, potendone diventare protagonisti.
Volendo specificare meglio, cos'è un gruppo di auto-mutuo-aiuto e come funziona, si può precisare che un gruppo A.M.A., è un gruppo composto da persone accomunate dal desiderio di superare lo stesso disagio psicologico. Tale disagio viene affrontato ed elaborato in prima persona attraverso il confronto, la condivisione e lo scambio di informazioni, emozioni, esperienze e problemi. Nel gruppo di auto-mutuo-aiuto si ascolta e si è ascoltati, senza pregiudizi, in un clima armonioso in cui si scoprono e si potenziano le proprie risorse interiori. Tale gruppo si autogestisce seguendo un sistema condiviso di obiettivi, valori e regole che il gruppo stesso pone; il grupo rivolge una particolare attenzione alle origini sociali dei problemi senza però trascurare i fattori individuali, incrementando le capacità relative alla sfera emotiva e interpersonale.
I gruppi di auto mutuo aiuto sono formati da persone e/o famiglie che condividono una difficoltà, che si riuniscono per raggiungere l'obbiettivo del reciproco sostegno e l'auto-protezione. Il gruppo può essere una fonte per accrescere le possibilità di autodeterminare le proprie scelte di vita, migliorando l'autostima e il senso di autoefficacia, promuovendo le reciproche potenzialità positive attraverso il coinvolgimento personale.
Gioca così un ruolo centrale la condivisione delle esperienze vissute e ne diventano strumento per "trasmettere forza all'altro". La metodologia dell'auto mutuo aiuto si basa sullo scambio tra i membri del gruppo puntando sulla responsabilità personale dei singoli. Le persone partecipano secondo la loro disponibilità portando le proprie storie di vita, ognuno con la propria soggettività, ascoltando e comunicando.
L'auto mutuo aiuto è uno strumento che trasforma le singole esperienze in risorse per tutti.
Un gruppo di auto-mutuo-aiuto non è un gruppo terapeutico.
E' un'alternativa ai servizi sanitari di tipo professionale, ma proprio per questo più economico, accessibile e democratico. Offre sostegno emotivo attraverso la rottura dell'isolamento e la condivisione reciproca. Permette una crescita personale e l'adattamento a quelle condizioni della nostra vita, che percepiamo emotivamente stressanti. Rende chi vi partecipa protagonista attivo della ricerca del proprio benessere e di quello degli altri membri del gruppo, perché ognuno mette a disposizione degli altri le proprie capacità. Aumenta il potere e il controllo su noi stessi e sugli altri perché negli incontri di gruppo si ha la possibilità di scoprire risorse che non credevamo di possedere e quindi di attivarle.
Inoltre il gruppo di auto-mutuo-aiuto è un'esperienza altamente coinvolgente che aumenta la propria autostima, attiva la nostra emotività e ci fornisce gli strumenti per utilizzarla al meglio nei rapporti con gli altri, favorendo anche la nascita di nuove amicizie. Infatti, durante le riunioni i componenti del gruppo espongono, discutono, ma soprattutto condividono le proprie esperienze, e lo scopo del facilitatore, è quello di agevolare lo scambio delle ricchezze soggettive e di valorizzarne gli aspetti utili al gruppo.
Nel valorizzare la nostra esperienza (Associazione Medica N.A.Di.R.) di gruppi A.M.A., che prosegue da oltre due anni, abbiamo avuto modo di osservare e sperimentare quanto lo scambio di ricchezze soggettive (in persone portatrici di disturbi relazionali, e nello specifico, di disturbi del comportamento alimentare), si siano trasformate in ricchezze del gruppo. Dove il gruppo si è evoluto, è cresciuto in consapevolezza ed autostima, dando la possibilità a tutti i partecipanti di potersi sperimentare prima, in un luogo protetto e condiviso (una sorta di “palestra” per poter capire e mettere in atto modalità più funzionali e meno ansiose), poi, nel “mondo esterno”, carico di tutte quelle angosce e difficoltà che hanno portato all'instaurarsi dei disturbi relazionali. Il gruppo diventa un luogo di verifica dei progressi e delle modificazioni avvenute nei vissuti soggettivi e collettivi.
Da terapeuti osserviamo come le risorse personali dei partecipanti siano notevolmente cresciute, trovando la possibilità, tramite il gruppo A.M.A., di emergere, essere scoperte, accettate ed accolte. Risorse prima sperimentate nel gruppo, poi vengono riproposte nella società, nel mondo lavorativo, nella famiglia e in tutti quei luoghi che prima erano vissuti come fonte di problemi ed impossibilitanti nella capacità di esprimersi.
Un grazie a tutti i partecipanti del gruppo A.M.A., i quali hanno potuto sperimentare e capire assieme a noi l'utilità e la potenza del gruppo.
Dott. Carlo Trecarichi Scavuzzo (psicologo – sessuologo)

 

articoli del nostro staff tecnico_presentazione

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.