Sal & Inf - malnutrizione da anoressia e osteoporosi

16 giugno '11 - rubr. Salute - Domani

La ricerca suggerisce la somministrazione di una bassa dose di estrogeni alle malnutrizioni da anoressia nervosa per migliorare la densità minerale ossea (BMD). I risultati di questo nuovo studio sono stati presentati lunedì 13 giugno 2011 al 93° Convegno Annuale della Società di Endocrinologia a Boston, negli Stati Uniti.

Tabella 1 - Patogenesi delle fratture ossee

L'abbassamento della densità ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture, rappresenta un sintomo comunemente riscontrato nelle malnutrizioni da anoressia nervosa ed è da porre in relazione con le basse concentrazioni di estrogeni, ormoni che prevengono la perdita ossea.

Madhusmita Misra del Massachusetts General Hospital di Boston e colleghi hanno effettuato uno studio della durata di 18 mesi su ragazzine di età compresa tra i 12 e i 18 anni.

Sono state sottoposte alla ricerca 110 pazienti affette da anoressia nervosa e 40 ragazze con peso corporeo nella norma, a controllo, e si è confrontata la risposta al trattamento con bassi dosaggi di estrogeni verso placebo. Si è visto che il trattamento con gli estrogeni determina un aumento della densità minerale ossea rilevato a mezzo di densitometria a livello del rachide lombare e dell'anca.

In passato si era tentata la terapia con estro-progestinici, per intenderci veniva somministrata la pillola anticoncezionale, ma non si era osservato nessun miglioramento della densità ossea nelle ragazze con anoressia nervosa, forse perché il farmaco può sopprimere la produzione del fattore di crescita insulino-simile (IGF-1), mentre la risposta ai soli estrogeni pare essere maggiormente adeguata ed in sintonia con la fisiologia delle ragazze in crescita.

Considerando il fatto che gli estrogeni contribuiscono a promuovere la fusione delle ossa piatte, i soggetti sottoposti a studio sono stati suddivisi a seconda dell'età ossea relativamente ai dosaggi somministrati:

  • le ragazze con ossa chiaramente immature, più giovani dei 15 anni di età, hanno ricevuto bassi dosaggi di estradiolo per via orale oppure placebo (3,75 mcg 0-6 mesi; 7,5 mcg di 6-12 mesi e 11,25 mcg 12-18 mesi), più calcio e vitamina D;

  • le ragazze con ossa mature, di età maggiore ai 15 anni, hanno ricevuto in modo casuale estradiolo transdermico (100 mcg ) associati a cicli di progesterone oppure placebo per 18 mesi consecutivamente, più calcio e vitamina D.

  • i 40 controlli sani hanno ricevuto solamente calcio e vitamina D.

Tabella 2 - Anoressia: tipologie e conseguenze

Alla densitometria ossea era chiara la ridotta densità ossea nelle ragazze malnutrite rispetto ai controlli sani, mentre dopo 6, 12, 18 mesi di terapia con estrogeni si è osservata l'equiparazione.

Questo studio conferma l'importanza del recupero di una normale densità ossea che il disturbo dell'alimentazione compromette in maniera considerevole e che può rappresentare un problema molto serio, anche dopo il recupero del peso corporeo.

La somministrazione di bassi dosaggi di estrogeni, oltre ad incrementare il peso corporeo, come abbiamo visto, interviene nel ripristino della consistenza dello scheletro, va quindi tenuta in considerazione nella terapia farmacologica che accompagna il trattamento rieducativo alimentare cui le anoressie vengono sottoposte.

 

note di approfondimento:
 
 
 

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