Sal & Inf:: Binge drinking e lesioni cerebrali negli adolescenti

 
14/07/'11
 
In occasione del 34° Convegno della Research Society on Alcoholism tenutosi ad Atlanta tra il 25 e il 29 giugno 2011, Tim McQueeny del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Cincinnati ha presentato i risultati del suo lavoro scientifico dimostrando come le occasionali abbuffate di alcool, o binge drinking, negli adolescenti possano essere causa di lesioni cerebrali.

Si fa riferimento a delle vere e proprie abbuffate di alcool a cadenza per lo più settimanale, o comunque ripetute con una certa regolarità. Con il termine binge drinking si fa riferimento all'assunzione di 4/5 o più bevande alcoliche nell'ambito della stessa serata, quindi in un tempo relativamente breve (in quantità maggiore per gli uomini rispetto alle donne, essendo queste ultime molto più sensibili agli effetti dell'alcool). Non importa tanto la tipologia della sostanza bevuta, quanto l'effetto, ossia la sbornia, l'obnubilamento del sensorio.

La binge drinking è considerata un rito di passaggio tra i giovani, una sorta di dimostrazione dell'acquisita emancipazione, il problema però sta nel fatto che le conseguenze sul cervello non sono di passaggio, ma assumono la caratteristica di essere definitive e piuttosto gravi, in quanto nell'adolescenza il cervello è ancora in via di sviluppo.

Scansioni ad alta risoluzione del cervello di giovani binge drinkers del fine settimana con età compresa tra i 18 e i 25 anni hanno dimostrato lesioni a livello della corteccia prefrontale.

Questa sezione del cervello è legata alle funzioni esecutive quali l'attenzione, la capacità di pianificare, di prendere decisioni, di elaborare le emozioni e di controllare gli impulsi, conseguentemente la sua lesione può determinare la comparsa di comportamenti irrazionali.

Uno studio pubblicato su Neuron da Daniel Durstewitz dell’Università di Heidelberg e Jeremy Seamans dell’Università della British Columbia di Vancouver nel 2010 dimostrò lo stretto legame tra la corteccia prefrontale e l'ispirazione, in effetti parrebbe che grazie a questa parte del cervello sia possibile prendere decisioni, pianificare ed adattarsi a nuove situazioni. Se questa parte del cervello viene danneggiata, un individuo risulta incapace di cambiare con rapidità le proprie rappresentazioni mentali o di elaborare nuove strategie.

Corteccia prefrontale

McQueeny ha esaminato le parti del cervello che intervengono nella formazione e nell'elaborazione del pensiero, quelle parti inserite nella ricezione e nella trasmissione dei messaggi neuronali ed ha visto che il consumo di alcool in stile binge drinking si associa a riduzione dell'integrità della materia bianca, composta da assoni rivestiti da mielina, che controlla i segnali condivisi fra i neuroni, coordinando il lavoro delle diverse regioni cerebrali, e a profonde alterazioni strutturali della sostanza grigia. Sembra evidenziarsi, inoltre, una stretta correlazione tra la quantità di alcool consumato e lo spessore della corteccia cerebrale.

Il prosieguo della ricerca in essere vorrebbe stabilire nello specifico il diverso impatto da parte dell'alcool sulle diverse parti della materia cerebrale, in quanto già si è visto che pur essendo colpite sia la sostanza grigia che quella bianca, non è chiaro se la tipologia delle lesioni sia sovrapponibile oppure no. Lo studio interessa gli adolescenti, quindi individui con meno di 20 anni di età, essendo l'alcool verosimilmente neurotossico, ci si domanda in quale modo esprime la tossicità, se interviene nello sviluppo del cervello inquinandolo ed interagendo con i fattori di sviluppo.

Il problema binge drinking nei giovani è imponente, solo negli USA si calcola un 42% di giovani tra i 18 e i 25 anni che si dedica alle abbuffate alcoliche (National Institute on Drug Abuse).

Gli effetti depressogeni dell'alcool emergono nel corso della vita, mentre nei primi stadi prevale l'effetto euforizzante, tanto da attivare la tolleranza alla droga.

Nel passato gli studi venivano effettuati prevalentemente su di una popolazione maschile in età non definita, ma sicuramente avanzata, e non era possibile effettuare una corretta valutazione in relazione ai tempi di insorgenza dei deficit cerebrali legati all'inizio della attività di binge drinking, come dice McQueeny: “ stiamo osservando gli aspetti in divenire del cervello in relazione all'abuso di alcoolici, come vorremmo valutare eventuali differenze di genere in risposta alla sostanza tossica. Non uno studio legato all'abuso e alla dipendenza da alcool, ma una valutazione micro-strutturale degli eventuali danni in divenire”.

 

Note di approfondimento:
 
 
 
 
 
 
 
 

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