Diritti Umani - Sicurezza sul lavoro in Italia

La Commissione europea ha deciso di aprire una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese “per gravi inadempienze in materia di sicurezza sul lavoro”, dopo la denuncia di Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico di Firenze e collaboratore di Articolo21.

La decisione della Commissione europea è “una buona notizia” e ora “il governo ponga immediatamente rimedio”. Lo ha affermato il segretario confederale della Cgil, Vincenzo Scudiere. “Siamo soddisfatti – ha aggiunto Scudiere - della decisione della Commissione europea di mettere in mora il nostro governo circa la difformità di alcuni articoli del decreto correttivo al Testo unico su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in palese contrasto con le direttive europee”. La decisione, ha osservato Scudiere, “impone al governo di porre rapidamente rimedio alle storture che ha introdotto per garantire più prevenzione e più sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Un ‘rimedio’ che la Cgil, ha ricordato il dirigente sindacale, “ha chiesto da tempo al governo, come al solito sordo: il rispetto delle regole deve essere al primo posto per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori”. Quanto deciso dal organismo comunitario non sorprende. Sia il governo che le imprese italiane, in generale, non si preoccupano sufficientemente della sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo testimonia il notevole numero delle cosiddette “morti bianche”. Il governo poi è soprattutto attento a modificare la legislazione sul lavoro per ridurre i diritti dei lavoratori ma, contemporaneamente, trascura di introdurre modifiche legislative che accrescano la loro sicurezza. La decisione della Commissione dimostra poi che la situazione dei lavoratori italiani, per quanto riguarda la sicurezza, è peggiore rispetto a quanto si verifica in diversi altri paesi europei nei quali, invece, le direttive stabilite dall’Ue vengono invece rispettate.

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