Sal & Inf:: Soldi e Amore

il 13 ottobre 2011 sul Journal of Couple & Relationship Therapy è stata pubblicata una ricerca della Brigham Young University (BYU) che riporta ad una vecchia canzone dei BeatlesCan't Buy Me Love”, in quanto gli studi hanno dimostrato su vasta scala la reale impossibilità di comprare un rapporto di coppia felice ed appagante. 

Sono state studiate 1734 coppie sposate residenti un po' in tutto il Paese ed ognuna è stata valutata relativamente alla dinamica relazionale che la sorregge. Nell'ambito della valutazione si è posta una domanda relativa al valore che ognuna di esse assegna al denaro.

Si è dimostrato, in una percentuale che va dal 10 al 15%, che le coppie per le quali il potere economico non rappresenta l'essenza, sono quelle che risultano più stabili e sorrette da dinamiche relazionali più appaganti, in rapporto a quelle coppie che, invece, potremmo definire più materialiste, in quanto uno o ambedue i componenti assegnano un valore essenziale e propulsivo al denaro.

Il professore della BYU Jason Carroll, autore dello studio, asserisce che le coppie nelle quali entrambi i componenti si mostrano materialisti, fanno emergere disagio, o comunque minor equilibrio, in relazione ad ogni aspetto analizzato nel corso dello studio. Spesso il denaro diviene fonte di conflitto, come se l'amore per il potere economico oscurasse l'interesse per la salute della coppia di appartenenza.

Sappiamo che nel nostro contesto sociale il potere economico sovrasta e al contempo sottende le relazioni interpersonali più di ogni altra cosa, sappiamo anche che la perdita dell'attenzione all'essenza delle cose e delle persone non può che generare conflitti, sappiamo che i conflitti ci riducono ad oggetti condizionati che si muovono a comando come se i loro fili fossero nelle mani di chi quel denaro “inventa”. Malgrado questa chiara ed inconfutabile consapevolezza, il nostro mondo non riesce a scrollarsi di dosso la “devozione” al dio profitto che, come una sirena dal canto irresistibile, attrae, coinvolge e “uccide”.

Possiamo anche continuare ad ingannarci, ma sino a ché non faremo un passo avanti verso il futuro, che si spera possa evolvere almeno in relazione ai rapporti interpersonali, sino a ché non ci riprenderemo il nostro tempo, sino a ché non strapperemo i fili che, oltre a condurci, ci imbrigliano in una sorta di ragnatela sino ad annientarci, potremo anche protestare, ma dubito che le dinamiche possano cambiare.

 

Note di approfondimento:
 
 
 
 
 
 
 

Condividi