NADiRinforma Global Mass Protests - Roma - 15 ottobre 2011

RI-OCCUPIAMO

ri-occupiamo
ciò che ci è stato rubato
aria per respirare ancora
bisogni e diritti infranti

sui marciapiedi che chiamano
nei nostri passi che rispondono
scie di un'umanità stanca
della propria disumanità

i pugni di Anna implorano
il nome di un cielo più equo
e le finestre delle città rispondono:
"NO! allo stupro globale dei poveri"

gli occhi di Mario promettono:
"non abbiamo bisogno
delle vostre lingue biforcute
per leccare il culo ricco del mondo"

ri-occupiamo
le nostre generazioni perdute
nella vergogna di un presente
azzannato alla gola dai mercati

le vostre mani lorde di profitti
verranno cancellate dai calendari
i vostri manganelli&prigioni&frontiere
diventeranno concetti biodegradabili

noi resteremo qui, in piedi
sul bilico di un orizzonte possibile
perchè c'è rimasta solo una cosa più
difficile che tener duro: arrenderci!

guardo mio figlio e tutti i figli
guardo mia madre e tutte le madri
guardo ciò che resta da difendere
non c'è altro da fare: ri-occupiamo!

MUSICHE:
Sergio Chiesura (hang)
Maurizio Carbone (djamee)
Marco Cinque (indian native flute)

di Alex Zanotelli

INCONTRI & VOLTI - novembre 2011- tratto da Nigrizia

I disordini dei black bloc non devono far arretrare un movimento pacifico che si batte contro la dittatura della finanza.

Alla manifestazione del 15 ottobre a Roma, che possiamo definire “la seconda Genova”, c’ero. E mi sto ancora chiedendo perché i black bloc non abbiano attaccato la scorsa estate a Genova in occasione del decimo anniversario dei fatti del 2001.

Ho partecipato alla manifestazione perché non indetta dai partiti, ma frutto di una realtà trasversale, soprattutto giovanile, che fa parte del movimento internazionale degli “indignati”. Un movimento che si sta espandendo in tutti i paesi d’Europa e negli Stati Uniti. Contro chi siamo indignati? Prima di tutto, contro il sistema finanziario mondiale: oggi siamo di fronte a una dittatura della finanza. Purtroppo, quando è scoppiata la crisi finanziaria nel 2008, i governi hanno salvato le banche, investendo somme incredibili. E ora le banche stanno spillando risorse non tanto ai governi quanto ai cittadini, e ci stanno portando davvero al collasso.

Ormai non è più l’economia che governa. È la finanza, che fa soldi speculando sui soldi. Ecco la prima fondamentale indignazione: non possiamo accettare che i governi siano prigionieri delle banche. E nemmeno accettiamo il debito che ci viene imposto. L’Italia ha un debito pubblico di 1.900 miliardi di euro e paga interessi annuali per 80 miliardi di euro. Un debito, gonfiatosi anche per spese folli quanto inutili (basti pensare a quelle per gli armamenti), che si vuol far pagare alla povera gente attraverso tagli alla scuola, alla sanità e ai servizi sociali. Per risanarlo, invece, serve una tassa, una sorta di Tobin tax (dal nome del premio Nobel per l’economia che la propose nel 1972) sulle transazioni finanziarie.

Mi sono presentato alla manifestazione, verso le 13,30, in Piazza della Repubblica, portando un manifesto con scritto: “Con i soldi che l’Italia ha speso nel 2010 in armi, cioè 27 miliardi di euro, più i 17 miliardi per i cacciabombardieri F35, avremmo realizzato la manovra finanziaria 2012”.

In piazza ho visto tanta gente. Si è parlato di 300mila. Ma forse eravamo 500mila. In ogni caso, la più grande manifestazione di indignati mai realizzata.

Il corteo è stato aperto dai temi legati all’acqua pubblica, data la vittoria al referendum. Mi è stato chiesto di mettermi in testa, perché si prefigurava che la giornata non sarebbe stata del tutto tranquilla. Comunque, è stata una bella esperienza, una festa, ancora più viva della Perugia-Assisi, con canti, slogan e coreografie varie lungo tutto il corteo. Giovani ovunque.

Passato il Colosseo, mentre cominciavamo a incamminarci verso piazza San Giovanni, abbiamo visto i primi fumi all’orizzonte. I black bloc hanno fatto la stessa mossa di Genova 2001: spaccare il corteo in due tronconi. Mentre ciò accadeva, noi in testa entravamo in Piazza San Giovanni. Abbiamo aspettato un’ora l’arrivo del camion che sarebbe diventato il palco da cui fare le considerazioni conclusive della manifestazione. A un certo punto, invece, è arrivata la polizia con gli idranti e ha cominciato a spazzare via i manifestanti. Da lì abbiamo cominciato a vedere i black bloc in azione anche a Piazza San Giovanni. È stato un colpo allo stomaco. Gente che piangeva, urlava contro la violenza e si chiedeva: «Perché ci rovinano una cosa così bella?». Tutti attoniti e increduli di fronte a quell’assurdità. Una manifestazione pacifica stroncata in maniera brutale.

Ci sono stati sbagli enormi anche da parte delle forze dell’ordine. A Genova 2001, la polizia aveva fatto togliere tutti i cassonetti dell’immondizia e tutte le automobili dal percorso del corteo. A Roma non è stato fatto nulla di questo. Inoltre, le forze dell’ordine erano all’inizio e alla fine, non lungo il corteo. Così, i black bloc sono riusciti a infilarsi senza problemi. Eppure, alla vigilia, si sapeva che avrebbero tentato qualcosa, tanto che ero rimasto indeciso fino alla fine se partecipare o meno.

Ma la domanda vera è: perché i black bloc hanno attaccato questo corteo di Roma? Forse perché questo grande movimento nonviolento degli indignati sta crescendo giorno dopo giorno ed è meglio che venga ridimensionato?

Noi che facciamo parte di questo movimento siamo chiamati a dare una risposta precisa a questa domanda. Poi, non dobbiamo farci spaventare dalla violenza dei black bloc, che vanno isolati e condannati. Dobbiamo continuare a ribadire le ragioni forti che ci muovono.

Nigrizia - 3/11/2011

NADiRinforma partecipa alla “Global Mass Protests Roma: Salviamo l'Italia!” del 15 ottobre 2011.
Manifestazione globale in tutte le piazze del mondo contro il potere occulto delle Banche, dei Governi e dell'attuale economia mondiale! In Italia la manifestazione si è tenuta a Roma e ciò che ne è prevalso, a   livello mediatico, sono stati i fatti di violenza che l'hanno caratterizzata, noi vorremmo dare la parola a chi di quella manifestazione è stato, e rimane, il protagonista: la Gente, quella vera, quella che sta pagando le malefatte del Sistema.

OPINIONI di Naomi Klein, Vandana Shiva, Michael Hardt Noam Chomsky e Eduard
INDIGNADOS
UN CAMBIO DI REGIME GLOBALE

 tratto da Il Manifesto - 15/10/'11

Il 15 ottobre 2011, uniti nella nostra diversità, uniti per il cambiamento globale, chiediamo una democrazia globale: governance globale del popolo e per il popolo. Ispirati dalle nostre sorelle e fratelli in Tunisia, Egitto, Libia, Siria, Bahrain, Palestina, Israele, Spagna e Grecia, anche noi chiediamo un cambio di regime: un cambio di regime globale. Nelle parole dell'attivista indiana Vandana Shiva, oggi chiediamo di sostituire il G8 con l'umanità intera, il G7.000.000.000. Le istituzioni non democratiche a livello internazionale sono il nostro Mubarak globale, il nostro Assad globale, il nostro Gheddafi globale. Queste includono il Fondo monetario internazionale (Fmi), l'organizzazione internazionale del commercio (Wto), i mercati globali, le banche multinazionali, il G8, il G20, la Banca centrale europea ed il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Come successo con Mubarak e Assad, a queste istituzioni non sarà permesso di continuare a gestire la vita delle persone senza il loro consenso.
Nasciamo tutti uguali, ricchi o poveri, donne o uomini. Ogni africano o asiatico è uguale ad ogni europeo o americano. Le nostre istituzioni globali devono riflettere questo, o altrimenti devono essere abbattute. Oggi, più che mai, forze globali influenzano la vita delle persone. Il nostro lavoro, la nostra salute, il nostro diritto alla casa, la nostra educazione e le nostre pensioni sono controllate da banche globali, paradisi fiscali, multinazionali e soggette a crisi finanziarie. Il nostro ambiente è distrutto da inquinamento in altri continenti. La nostra sicurezza è determinata da guerre internazionali e dal traffico internazionale di armi, droga e risorse naturali. Stiamo perdendo controllo sulle nostre vite. Questo deve finire. Questo finirà. I cittadini del mondo devono prendere il controllo sulle decisioni che li influenzano a tutti i livelli - dal global al locale. Questa è la democrazia globale. Questo è quello che chiediamo oggi. Come gli zapatisti del Messico, diciamo «Ya basta! Qui il popolo comanda e il governo ubbidisce». Ora Basta! Qui il popolo comanda e le istituzioni globali ubbidiscono. Come gli spagnoli di Tomalaplaza, diciamo Democracia Real Ya!: vera democrazia globale adesso! Oggi ci appelliamo ai cittadini del mondo: globalizziamo Tahrir Square! Globalizziamo Puerta del Sol.

 Le manifestazioni che oggi dilagheranno in quasi mille città sparse in poco meno di cento paesi diversi cadono in una data ad alto valore simbolico. Esattamente sei mesi fa prendeva il via, con l'occupazione di Puerta del Sol a Madrid, l'avventura di quello che di lì in avanti si sarebbe appunto chiamato Movimento 15-M. Ma il 15 ottobre è anche una data che riconduce al primo vero altermondialista della storia moderna. In quel giorno del 1987 veniva infatti assassinato Thomas Sankara, il presidente ribelle del Burkina Faso. In pochi anni, alla guida di un paese tra i più poveri dell'Africa e del mondo intero, è stato fautore di una rivoluzione pacifica che metteva al centro la dignità della persona, i diritti delle donne, la cultura, la difesa dell'ambiente, il disarmo, il diritto dei popoli ad avere cibo e acqua potabile anziché governanti che sperperano denaro pubblico in champagne e auto di lusso. Soprattutto, era convinto che il conto non dovessero pagarlo i più poveri. Per questo rifiutò i prestiti-capestro del Fondo monetario internazionale e si rifiutò di pagare il debito contratto con l'Occidente dai precedenti governi corrotti del suo paese. Spiegò la sua decisione in un celebre discorso all'assemblea dell'Oua di Addis Abeba. E tre mesi dopo venne assassinato.

di EnricoM

Un applauso alle forze dell’ordine per come si sono comportate a Roma. A parte piccoli nervosismi con i manifestanti (vedi l’idrante nella piaza sbagliata) direi  che hanno avuto decisamente più autocontrollo che a Genova durante il G8 del 2001. Per contro devo lanciare un “vaffanculo” a quei ragazzi vestiti di nero che hanno tolto la parola a noi indignati.

Vi capisco ragazzuoli, vi capisco eccome, condivido la vostra rabbia ma non condivido i vostri mezzi. Non avete un obiettivo, e questo è lampante. Se aveste davvero un obiettivo vi avremmo visti puntare verso parlamento e altri palazzi importanti del potere e invece no! Restate sempre nelle piazze, sempre vicini alle manifestazioni più grandi perchè vi ci dovete nascondere dentro, e la chiamate “strategia di guerra” anzichè chiamarla codardia. Questo è da vigliacchi, mi spiace. Fate bene ad urlare, ma dovreste farlo senza maschere, si sente di più! ^^
Dovreste unirvi a chi grida il proprio sdegno dimostrando attivamente il tipo di società che vogliamo portare, dovreste unirvi a chi sta in questo momento piantando tende nelle varie piazze d’europa. Quelli sono guerriglieri, veri “eroi” che non si nascondono, si mettono in gioco in prima persona in modo intelligente, con proposte costruttive anzichè con azioni distruttive che, lo sapete bene, non servono e non serviranno a nulla. Sabato avete fatto un grosso errore. La folla, i cittadini, la manifestazione tutta non vi ha digerito. Quei cittadini che durante passati scontri magari tifava tacitamente per voi, ora vi detesta.

La giornata di sabato 15 ottobre era TROPPO importante per essere sabotata. Dai palchi avremmo detto le cose che sognavate sentire da una vita, avremmo fatto capire ai governi di turno cosa intendavamo per futuro, per “progresso”. Avremmo detto loro che a questo sistema economico noi non crediamo più, e gli avremmo illustrato i perchè. Avremmo fatto capire loro che non saremo mai loro servi, al servizio delle loro equazioni.

E invece niente, grazie a voi black bloc non è stato possibile dire niente, e ora che succede? Il governo alza il tiro, usano il pretesto dei violenti per fare leggi ancora più limitanti, che minano la libertà di tutti. Non paghi useranno questo pretesto per attaccare il movimento NoTav (che ho sempre appoggiato e sempre appoggerò, pacificamente ma in maniera decisa, tipica dei Valsusini). Volete una piccola anticipazione?  Il 23 Ottobre lo Stato Italiano farà a Chiomonte un vero e proprio abuso contro i cittadini della Val di Susa, forti del fatto che l’opinione popolare ora è spaventata da quei “cattivi” manifestanti di Roma. Ci andranno giù di brutto, stile Genova per intenderci e come per Genova e Roma spero di riuscire ad andarci anch’io, non per masochismo, ma per filmare TUTTO. Mandando il filmato in diretta sul web via streaming (se avrò campo).  Ogni abuso dovrà essere documentato e prego tutti coloro che verranno al raduno del 23 ottobre di portare le solite immancabili macchine fotografiche, telecamere, iphone o similari, pc con webcam … qualunque cosa!

Al di là di questo appuntamento a Val di Susa, ora credo che la miglior cosa sia smetterla di fare cortei e manifestazioni! Che siamo un fiume in piena ormai è chiaro sia per loro che per noi. Piuttosto è ora di scendere in piazza per restarci, come in Egitto o nella recente Wall Street, è ora di ritirare tutti i nostri soldi dalle banche (non di sfondargli le vetrine), è ora di fare scioperi generali come in Grecia, ma soprattutto è ora di tirare fuori dal cappello magico della rete un portale per l’ e-government da utilizzare direttamente dalle piazze o da casa per proporre e votare leggi. Anonymous, vi lancio la proposta: riuscireste a creare un portale di quel tipo? Semplice da usare e sicuro in modo che nessuno possa frodare la VERA democrazia? Chi meglio di voi potrebbe riuscire in questa opera? Non il vitrociset, di sicuro e tantomeno il CNAIPIC!

 

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