Sal & Inf:: l'unione fa la forza

27 ottobre '11

Nel settembre 2011 sulla rivista Journal of Sports Sciences è stato pubblicato un lavoro svolto da un gruppo di ricercatori della Michigan State University dal titolo “I vs. We: Individuals perform better when focused on team” ad attestare il valore della collaborazione a rinforzo degli obiettivi prefissati.

Il ruolo e il valore del lavoro di gruppo nel contesto sociale che noi viviamo è assodato, la domanda è: “c'è qualcosa di più nei gruppi della somma degli individui che li compongono ?”. Già nella prima metà del secolo scorso psicologi e sociologi hanno posto in rilievo il carattere reale e distintivo dei gruppi sociali, ritenendo che siano dotati di proprietà uniche che emergono dalla rete di relazioni tra i singoli membri.

Asch nel 1952 nel suo “Social Psychology”, espresse questo concetto in maniera assolutamente elegante con un'analogia esemplificativa tratta dalla chimica: una sostanza come l'acqua risulta dalla combinazione di elementi come idrogeno e ossigeno e tuttavia possiede proprietà molto diverse da quelle di entrambi gli elementi che la compongono. Il composto H2O non rappresenta la semplice aggregazione dei suoi elementi costitutivi, ma è determinato in modo cruciale dalla loro combinazione e lo stesso, secondo Asch, avviene anche per i gruppi umani.

I ricercatori Veronica Sona e Deborah L. Feltza (Department of Kinesiology della Michigan State University), Ben Jacksonb e J. Robert Groveb (School of Sport Science, Exercise and Health della University of Western Australia) attestano con la loro ricerca il sinergismo d'azione degli individui che collaborano al di là della competizione individuale, ponendosi all'interno di un gruppo di lavoro con medesimo obiettivo: gli individui risultano più sicuri e le loro prestazioni migliorano nettamente quando le motivazioni tattiche rientrano in un gioco di squadra.

Semplicemente cambiando il focus dell'obiettivo, passando dal concetto del ”IO” a quello del “NOI”, l'autostima dell'individuo si eleva migliorando le sue prestazioni.

La maggior parte delle ricerche effettuate sull'autostima, o per meglio dire sul “self-talk”, una sorta di dialogo interno che tende a preparare l'individuo alla prestazione che lo aspetta, hanno esaminato l'effetto della costruzione della fiducia in se stessi; la cosa curiosa ed interessante è stata quella di scoprire l'impatto sulla fiducia se il “self-talk” viene focalizzato alle performance e alla fiducia in un gruppo.

A sostegno del potere del “noi” lo studio rivela che il gruppo orientato in questo senso migliora le prestazioni dell'intera squadra. Questi risultati sono da tenersi in elevata considerazione in quanto forniscono informazioni fondamentali sul come costruire efficacemente e mantenere le dinamiche vincenti di un gruppo.

Lo studio ha preso in considerazione 80 individui assegnandoli a 3 diversi gruppi in modo assolutamente casuale a costituire squadre di lanciatori di freccette. Ovviamente si sono stabilite precise dinamiche relazionali a valutazioni delle diverse modalità di focalizzare il dialogo interno in relazione alla prestazione e individuale e del gruppo di appartenenza: un gruppo focalizzava il suo self-talk sulle capacità individuali, un altro enfatizzava le capacità del gruppo ed il terzo, usato a controllo, metteva in pratica un atteggiamento neutrale.

É emerso con chiarezza che le prestazioni migliori sostenute da un elevato livello di fiducia nel gruppo erano quelle che risultavano dal self-talk incentrato sulle capacità del gruppo.

L'individuo che riesce a focalizzarsi sulla squadra percepisce il senso di appartenenza, di partecipazione, non ha la percezione della pressione emotiva incentrata solo su di sé.

Questo vissuto va oltre la prestazione sportiva studiata, in quanto anche in ambito lavorativo o comunque quando si deve-vuole perseguire un obiettivo, rafforzare il senso di squadra può cambiare i comportamenti del singolo, rendendoli più sintonici al perseguimento preposto, inoltre pare che l'ansia da prestazione sia molto più controllabile.

Note di approfondimento:

 

 

Sal & Inf

 

 

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