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Riprese: Lo Zarro & Dref, Shok
Montaggio: DrefGold,LoZarro,DjBUll
Testo: Dref Gold
Maggio 2011.
Registrata e mixata in Xstream Recordz Studio!
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Prima ero con Xstream recordz, con la quale sono ancora in buoni rappori adesso sto iniziando con una mia etichetta indipendete con La mia CREW e amici, lo Studio Illegale
Mi piaceva molto. In 2nd media con un mio compagno ho provato a fare un pezzo.
non andò tanto che non ce l'abbiamo neanche noi. dopo 4 mesetti ho fatto un nuovo pezzo con la mia crew. dopo di che sono stato fermo altri 3 mesi poi ho iniziato con l'xstream.. da li ho messo sul web 10 pezzi circa + o - però adesso che ci sono le vacanze voglio far uscire molta roba.
Tanto che oltre al rap non ascolto molto altro.. però spero con il tempo di acquisite qualcosa.
ppoi metto giu un testo e avendo un Home Studio in casa registro quando voglio.
quando trovo che una cosa suona bene dico questo lavoro è finito e mi catapulto su un altro, anche se molte volte.. lascio roba incompiuta
Indirizzo web di questa intervista:http://www.whohub.com/drefgold
alla conquista del web
bolognesi. Il fondatore «DrefGold» ha 14 anni. Nel gruppo c'è anche «Pol» Antonacci, figlio di Biagio
BOLOGNA - Si incontrano sotto il grattacielo di via Massarenti: forse il luogo più «urbano» della città, fatto di «grigiore, cemento e rumore di traffico» e che, impegnandosi un po’, fa immaginare pure un treno della metropolitana che corre sotto l’imbocco della tangenziale. «A noi piace così», ammettono: abitano a Bologna, al Quartiere San Vitale, ma sognano come minino Milano, dove i linguaggi creativi della metropoli ottengono ampia cittadinanza. Sono circa una decina, età media 15 anni — fra loro anche Paolo, figlio di Biagio Antonacci, che si fa chiamare Pol — e si esprimono a suon di rap: rime a raffica che parlano di un’adolescenza smaniosa di futuro.
È un vero e proprio movimento in erba, anzi una crew con gli immancabili nomi «di battaglia», che contatta sul web artisti da ogni angolo del pianeta, produce canzoni e alcuni video — rintracciabili su Youtube — che nulla hanno da invidiare alle clip professionali che circolano su Mtv. L’abile regista e fondatore della crew è Elia Specolizzi, in arte DrefGold, 14 anni e tanta voglia di fare. Presto si metterà anche dietro la macchina da presa per lo zio Marco Magnani che ha un gruppo rock con sede in quel di Londra, gli Instant Flight. Poi girerà anche per l’amico Pol Antonacci, tra i rapper del gruppo quello più orientato a parlare d’amore e di storie che finiscono.
Sarà forse un «vizio» di famiglia, eppure, avendo intrapreso la strada del rap, Pol, rispetto al padre, pare abbia scelto proprio un’altra strada. Si perché fare rap, ci spiega il vulcanico Elia, non significa «curare un’immagine, un personaggio, ma dare voce a un’esperienza collettiva». Nella crew, insomma, tutti contribuiscono all’idea. C’è chi compone basi originali, come Dj Mush che ne ha realizzate un manipolo per la nostra crew, molti cantano e tutti si confrontano proponendo temi, intuizioni o «ritornelli». DrefGold, per esempio, ha già postato su You Tube un paio di titoli realizzati insieme a Sirio (Marco Sarti), mentre tra i suoi amici più stretti della crew figurano Dj Bull (Giuseppe Morelli) e Zeta (Elia Muratori) con cui divide i pomeriggi (extrascolastici) «rappando», navigando su Internet alla ricerca di basi messe a disposizione da professionisti soprattutto d’oltreoceano, registrando canzoni (nel proprio studio casalingo, in quello di Pol o all’XStreme recordz), o montando fotogrammi. «Siamo ancora qui a lottare contro il pregiudizio diffuso — si sfoga ad un certo punto DrefGold — che chi ama questo genere di musica sia un drogato o un violento. Invece noi raccontiamo quello che altrimenti sarebbe difficile esprimere. Soprattutto a 14 anni, se manifesti una certa sofferenza contro una società chiusa ti prendono per matto».
Per ora il loro canale prediletto è la rete. Una delle canzoni di Elia Ciò che ci circonda, forte di un video di sorprendente qualità e completamente autoprodotto — con una piccola telecamera, uno stereo portatile e molte idee — , ad esempio, vanta già 1.500 visualizzazioni. E fa ben sperare sulle nuove generazioni: mette al bando, infatti, il rifiuto a tutti i costi dell’esistente o l’esaltazione dello sballo. Anzi la lucidità mentale è quasi una bandiera. La trasgressione, insomma, sta proprio lì: in quei fotogrammi dove il ragazzo con il cappellino d’ordinanza si fa trovare al tavolo con gli anziani o a cavalcioni su un tetto nella speranza di dominare idealmente, con la sua gioventù e la sua freschezza, tutta la città. «Però a Bologna non è ancora accettata la cultura delle crew — ci dice —. A Milano, per esempio, ragazzi come noi aprono i concerti di gruppi come Marra Cash, Guè Pequeño o Club Dogo, quelli a cui ci ispiriamo. I Club Dogo si sono esibiti anche di recente Bologna, ma senza una spalla... Che tristezza».
Luciana Cavina
07 settembre 2011(ultima modifica: 10 settembre 2011)
drefgoldofficial Videos
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