Protagonisti della Storia: 11/11/11 - la protesta degli studenti indignati

La santa insolvenza

 11.11.11 a Bologna

NADiRinforma: Manifestazione degli indignati attraverso le strade del centro cittadino fino al raggiungimento di Hera Spa. Studenti, precari e cani sciolti urlano la loro rabbia contro i gruppi finanziari, le banche e il loro potere.

servizio di Francesco Montori
immagini di Mario Gualandi
montaggio Daniele Marzeddu

11/11/2011 - tratto da PeaceReporter

In primo piano le manifestazioni di Bologna, Roma, Palermo e Pisa

A Pisa, alcune decine di universitari precari hanno bloccato uno dei lungarno del centro, davanti all'hotel Victoria dove nel pomeriggio, intorno alle 18, è atteso il ministro del Welfare Maurizio Sacconi per la presentazione del suo libro. I manifestanti, controllati a vista da un imponente servizio d'ordine che si è schierato anche a protezione dell'ingresso dell'albergo, hanno intenzione di improvvisare un'assemblea permanente per impedire lo svolgimento dell'iniziativa. La manifestazione spontanea, organizzata subito dopo un corteo studentesco contro la crisi, sta provocando forti rallentamenti del traffico.  

A Bologna, una gigantesca "V" arancione disegnata con la bomboletta sull'asfalto a pochi passi dalla sede bolognese di Equitalia. E' con il simbolo di V per Vendetta - il film del 2005 che narra la ribellione contro un immaginario regime dispotico in Gran Bretagna - che si è concluso il corteo dei tremila studenti medi bolognesi scesi in piazza per la giornata internazionale di mobilitazione degli indignati. "Quella di oggi è un'azione simbolica, Equitalia, ma noi torneremo, te lo diciamo fin da ora, torneremo e ci vendicheremo", urlava uno studente al megafono sotto alle sede della società di recupero crediti.

Ore di protesta anche a Roma. Il governo non c'è più, scuole e università vanno a picco e dagli istituti alle facoltà, dai movimenti per i beni comuni agli indignati, sono tutti pronti a riprendersi la piazza anche nella capitale. E nella "apocalittica" data di oggi, quell'11.11.11 ribattezzato "codice del risveglio", la parola d'ordine è una sola: "Occupy the world". A cominciare, ovviamente, da Roma. Tornano i Draghi ribelli, il loro obiettivo è "occupare il Tesoro" il che, tradotto nella pratica, significa manifestare al ministero dell'Economia. Studenti, lavoratori, precari e migranti si sono dati appuntamento alle 15 in via XX Settembre. "È ora che i governi - spiegano - obbediscano a noi, che siamo il 99 per cento e non a banchieri e speculatori". La mobilitazione proseguirà poi nelle facoltà. "Occupy Sapienza" è lo slogan lanciato dalle organizzazioni universitarie che per tre giorni organizzeranno incontri di cultura, politica ed economia e concerti in vista del corteo indetto il 17 novembre per la giornata mondiale di mobilitazione studentesca, che muoverà da piazzale Aldo Moro per attraversare la città.

Anche Palermo risponde al richiamo della protesta. Una cinquantina di studenti di #OccupyUniPA stanno occupando i locali dell'agenzia interinale G-group di via Cavour. I manifestanti hanno eretto un "muro" simbolico all'ingresso per esprimere "rabbia contro la precarietà della vita di tutti i giorni e l'impossibilità di crearsi un futuro in una situazione di crisi economica come quella attuale ormai quasi al limite del default". Dopo l'occupazione dell'agenzia di lavoro interinale, gli studenti di #OccupyUniPA insieme con un gruppo dello studentato autogestito Anomalia, in tutto una cinquantina, hanno dato vita ad una nuova azione di protesta occupando simbolicamente i locali dell'Hotel Patria, a Palermo, storico hotel di proprietà dell'Università, "la cui destinazione d'uso - spiegano in una nota - era quella di diventare uno studentato, che di fatto non è mai stato realizzato. Hotel Patria è divenuto quindi il simbolo della gestione del Rettore Lagalla fatta di tagli e sprechi a cui gli studenti hanno risposto inaugurando pochi giorni fa lo 'studentato Anomalia' interamente autogestito". Dai locali dell'hotel Patria gli studenti hanno calato uno striscione con su scritto "Occupiamoci di Palermo contro tagli e sprechi per un nuovo welfare".

Anche a Milano si sono scatenate le proteste contro la crisi economica e a favore della scuola pubblica. Nel mirino la sede centrale di Unicredit e gli uffici del parlamento europeo. Le proteste continuano anche in Sardegna.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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