Protagonisti della Storia: Don Ciotti - Gruppo Abele - Libera

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La pedata di dio

un film di Tommaso D'Elia, Silvia Bonanni, Daniela Preziosi

Saldare il cielo con la terra,
il Vangelo e la Costituzione,
la condivisione con il popolo della strada,
con le famiglie delle vittime di mafia,
le battaglie per la confisca e il riutilizzo sociale dei beni della criminalità,
per le testimonianze di legalità, per i diritti degli ultimi,
Un viaggio sulle strade del Gruppo Abele e di Libera,
accompagnati dal loro fondatore Don Luigi Ciotti.

regia Tommaso D'Elia
aiuto regia Silvia Bonanni
testo e voiceover Daniela Preziosi
montaggio Simone Pallicca
fotografia Tommaso D'Elia, Silvia Bonanni, Ugo Adilardi
produzione Arcoiris tv

 
 
« Sono felice di spendere la mia vita
    a saldare la terra con il cielo »

(Don Luigi Ciotti, Parla con me, Rai 3, febbraio 2009)

 

 

Il Gruppo Abele è un'associazione nata a Torino nel 1965. Il nostro impegno cerca da sempre di saldare l'accoglienza con la cultura e la politica. Per noi "sociale" significa persone e giustizia sociale, vicinanza a chi è in difficoltà e sforzo per rimuovere tutto ciò che crea emarginazione, disuguaglianza, smarrimento.
Il Gruppo Abele è articolato in circa sessanta attività. Fra queste, servizi a bassa soglia, comunità per problemi di dipendenza, spazi di ascolto e orientamento, progetti di aiuto alle vittime di tratta e ai migranti e uno sportello di mediazione dei conflitti. E ancora un centro studi e ricerche, una biblioteca, un archivio storico, una libreria, due riviste, percorsi educativi rivolti a giovani, operatori e famiglie. Il Gruppo anima inoltre progetti di cooperazione allo sviluppo in Africa e un consorzio di cooperative sociali che dà lavoro a persone con storie difficili alle spalle.
Il Gruppo crede fortemente nel noi, nell'impegno comune e trasversale, nel fare insieme che arricchisce le proposte e consolida i progetti. Per questo è stato promotore di diverse associazioni e coordinamenti. Nel 1982 ha accompagnato la nascita del Cnca (Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza), mentre nel 1986 ha partecipato alla fondazione della Lila (Lega italiana per la lotta all'AIDS). Sempre dal Gruppo Abele ha preso il via nel 1995 l'esperienza di Libera, rete di impegno contro le mafie che oggi riunisce più di 1.500 realtà italiane e straniere.
Orizzonte di un impegno dai così tanti volti è la voglia di costruire una società capace di promuovere, attraverso la corresponsabilità,  la libertà e la dignità di ogni persona. Una società dove l' io e il noi, la legalità e la giustizia, la solidarietà e il diritto non siano dimensioni separate ma complementari, e dove la vita umana, nell'espressione della sua diversità, possa diventare un bene per se stessa e per la comunità di cui fa parte.

"Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie" è nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l'educazione alla legalità democratica, l'impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera. Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale dal Ministero della Solidarietà Sociale. Nel 2008 è stata inserita dall'Eurispes tra le eccellenze italiane.

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martedì, marzo 23, 2010

di Alessandra

Morazzone 2.0 era presente alla manifestazione che ospitava Don Ciotti (articolo scritto con il fondamentale contributo di Alessandra Cetraro)

Ecco le parole di Don Ciotti:

“Libera è un coordinamento di associazioni nato per non far calare mai attenzione sul tema delle mafie, per far sì che le mafie non siano considerate solo dopo le stragi. Tutti gli associati a Libera hanno un obiettivo comune: quello della giustizia, affinché siano rispettati i diritti. Si cerca di diffondere, mediante la costruzione di percorsi educativi, un sapere che aiuti a prendere coscienza.

Tutti noi abbiamo il dovere di avere una conoscenza vera della realtà, di cercare la verità. È importante conoscere per essere più responsabili del nostro agire e delle nostre parole. Noi dobbiamo avere il coraggio della denuncia, ma non dobbiamo far prevalere né i pregiudizi né i giudizi affrettati. Libera ha voluto che ogni anno, il primo giorno di primavera, si ricordassero le vittime di mafia, anche quelle più sconosciute. E purtroppo ogni anno quest’elenco si allunga.

Tra le vittime dell’anno appena trascorso c’è Domenico Gabriele, il bimbo di 11 anni morto a seguito di una sparatoria in un campetto di calcio a Crotone. C’è una responsabilità, un dovere della memoria, che deve essere condivisa. La manifestazione quest’anno si terrà a Milano perché la mafia non è un problema solo del sud. Oggi la mafia è borghese, trova nuove forme per fare affari, ad esempio attraverso la collaborazione dei colletti bianchi o di persone insospettabili.

È dalla corruzione, dalla illegalità, dalla decisione di rispettare le regole solo se ci conviene che nasce la mafia: tutto ciò è il suo terreno fertile. Anche a Milano ci sono stati morti di mafia come l’Avv. Ambrosoli e le vittime della strage di via Palestro.  >>>>>

 
 
 
 
 
 
 
 

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