NADiRinforma segnala: che cos'è lo SPREAD ?

PERLE DI ECONOMIA

di Maddalena Arfelli

Ultimamente, durante la nostra giornata, sentiamo parlare continuamente e incessantemente di SPREAD.

Ne sentiamo parlare alla mattina quando sintonizziamo la televisione sul primo notiziario, lo vediamo comparire su tutte le principali testate dei quotidiani, lo sentiamo addirittura pronunciare dal nostro deejay preferito alla radio, prima del lancio della hit del momento.

Ma fermiamoci un attimo….ci siamo mai chiesti che cosa sia in fondo questo SPREAD e perché tutti ne parlino tanto, chi in tono canzonatorio e chi preoccupato invece?

Qui di seguito cercherò di fornire una definizione dello SPREAD molto semplice e molto intuitiva, in modo tale che d’ora in poi diventino meno arcani e incomprensibili i discorsi fatti in televisione o gli articoli sui giornali.

Con il termine SPREAD, che letteralmente significa ampiezza, si intende la semplice differenza algebrica tra il rendimento offerto dai titoli di stato governativi di due Paesi sovrani. Ma cosa significa?

In maniera molto semplicistica, proviamo a immaginare uno Stato sovrano come una macchina che necessiti di carburante per funzionare e andare avanti (ossia per offrire tutti i servizi ai cittadini e fare fronte alle proprie spese). Tale carburante, in parte è prodotto dalla macchina stessa, ossia dallo Stato tramite introiti derivanti da tasse, imposte, accise e altre entrate di diversa natura, mentre il restante deve essere chiesto in prestito al mercato, ossia ai diversi investitori e ai cittadini stessi.

I titoli di Stato, sono degli strumenti di debito che i Paesi hanno a disposizione per ottenere le risorse di cui hanno bisogno e che non riescono a procurarsi da soli, ossia rappresentano dei “finanziamenti’ a loro favore da parte di diversi soggetti. Come ogni prestito o finanziamento, anche quello tramite titoli di stato governativi deve essere restituito con l’aggiunta di interessi, ossia di rendimenti.

Cosa succede però quando un Paese, ossia il soggetto emittente di questi strumenti di debito, inizia ad essere in crisi e a vacillare, come è il caso dell’Italia ma anche di altri paesi Europei?

Sicuramente calerà la fiducia degli investitori nei suoi confronti, e di conseguenza diventerà molto più difficile reperire e raccogliere denaro da loro. Dunque come si può ovviare a tale situazione? Come convincere questi finanziatori a continuare a inondare di liquidità il Paese?

Offrendo rendimenti più alti, sempre più alti, ossia promettendo a questi signori che loro non solo riavranno indietro l’ammontare del denaro effettivamente sborsato, ma anche una parte di interessi alquanto invidiabile.

Come si può intuire quindi, maggiore è la sfiducia nei confronti di un paese da parte degli investitori, maggiore sarà la difficoltà di reperire capitali sul mercato, e maggiore sarà il rendimento da promettere per farsi prestare il denaro, perché altrimenti il ‘sacrificio’ richiesto non sarà appetibile né conveniente.

Quindi tornando alla domanda principale, cos’è lo SPREAD, e qual è il significato del suo continuo alzarsi e abbassarsi sull’onda degli eventi?

Alla luce di quanto detto fin’ora, lo SPREAD rappresenta la differenza tra il rendimento offerto dai titoli di stato decennali italiani (BTP) e i titoli di stato decennali tedeschi (BUND). Questi ultimi sono presi come parametro di riferimento in quanto la Germania, insieme a Belgio, Francia e Lussemburgo rappresenta una delle economie più stabili ed equilibrate dell’intera Zona Euro.

Tornando a noi, tanto più questa differenza diventa ampia, tanto più vuol dire che l’Italia fatica a trovare dei finanziatori e che quindi è costretta ad indebitarsi promettendo interessi molto alti e preoccupanti, perché una volta scaduti, quei titoli dovranno essere ripagati e questo porterà ad una vera crisi di liquidità e di insolvenza, se non vengono apportate immediatamente modifiche di natura economica e strutturale.

Dando un occhiata ai titoli di oggi, vediamo che lo SPREAD è tornato sopra quota 500 punti base (507,07 pb), che significa in parole povere che la differenza tra il rendimento dei BtP e dei BUND si aggira attorno al 5 -5,07 % (ricordate che 100 punti base equivalgono a 1 %) e che attualmente il rendimento offerto dai titoli italiani è al di sopra del 7 % mentre quello tedesco si aggira sul 2 %.

Concludendo, con questa infarinatura generale, e permettetemelo, anche molto spicciola e semplice, spero di aver chiarito alcuni punti e di avervi dato un piccolo strumento per meglio capire le dinamiche economiche e non solo che ci circondano.

 

 

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