Sal & Inf:: Paracetamolo - tossicità

di Luisa Barbieri
 24 gennaio '12

Il paracetamolo è un farmaco molto utilizzato, viene venduto a banco, senza ricetta medica, anche come generico a basso prezzo. Viene utilizzato in virtù delle sue proprietà analgesiche ed antipiretiche ed in tal senso viene consigliato quale farmaco d'elezione nei bambini e nelle donne gravide, in quanto considerato poco tossico, se assunto ai dosaggi consigliati.
Il problema che è emerso dallo studio svoltosi tra il 1992 e il 2008 su 663 persone ricoverate  presso la Clinical and Surgical Sciences (University of Edinburgh) per lesioni al fegato legate all'uso di paracetamolo,  è la possibilità di incorrere in sovradosaggio con conseguenze davvero importanti a carico in primo luogo del fegato, quindi di altri organi, quali i reni.
L'abuso di paracetamolo non si riferisce ad una singola ingestione di sostanza, bensì alla possibilità di danneggiamento di organi dovuto all'uso prolungato nel tempo e a dosaggi superiori alla norma.

L'utilizzo in leggerezza dei farmaci è sempre sconsigliabile, in quanto sono pur sempre veleni e come tali vanno trattati: tanto possono fare bene, quanto, se assunti in maniera impropria, possono danneggiare.
L'epatotossicità del paracetamolo è riconosciuta, ma non sufficientemente dichiarata, visto l'uso  inconsapevole che a tutt'oggi se ne fa.
Nel fegato il paracetamolo viene trasformato in una sostanza molto tossica che va ad interessare soprattutto le proteine epatiche, questo effetto pericoloso è strettamente correlato alla quantità (> 4 gr/die in un adulto) e non ha destato preoccupazione, sino a quando ci si è resi conto che la tossicità poteva intervenire se l'assunzione si ripeteva nel tempo, per lunghi periodi e/o a dosi superiori a quelle consigliate, nonché assunte a distanza ravvicinata.

 

L'effetto analgesico del farmaco e la facile reperibilità, associata ad insufficiente consapevolezza, hanno giocato un ruolo importante nell'assunzione ripetuta sino ad evidenziarsi sovradosaggi.
Tra i 663 pazienti ricoverati per lesioni epatiche da paracetamolo nel corso dei 16 anni considerati al Clinical and Surgical Sciences di Edinburgh,  161 avevano superato di poco i dosaggi consigliati, ma le assunzioni erano ripetute nel tempo (sovradosaggio distribuito) in quanto legate al trattamento di dolori comuni come quelli muscolo-scheletrici, il mal di denti, la cefalea o la dismenorrea, senza considerare che l'individuo in autotrattamento farmacologico il più delle volte non tiene in considerazione la reale quantità di principio attivo ingerita (dobbiamo considerare che il paracetamolo è contenuto in diversi farmaci e se assunti associati è necessario tenere in considerazione il dato nello stabilire lo schema terapeutico); inoltre questi individui erano significativamente più anziani e con elevata probabilità di abuso di alcool rispetto ai pazienti che si presentavano al ricovero in overdose acuta (48 individui) che avevano assunto il paracetamolo associandolo ad altri farmaci ed in dose massiccia.

Nel corso dello studio è emerso che anche in stato di insufficienza epatica da overdose di paracetamolo può essere difficile rilevarne le tracce nel sangue, motivo per cui può essere inquinato  l'iter diagnostico ed ovviamente il possibile trattamento clinico.
Lo studio, pubblicato nel novembre 2011 sul British Journal of Clinical Pharmacology, ha voluto sottolineare l'importanza da parte degli operatori delle emergenze ospedaliere di tenere in considerazione l'overdose da paracetamolo, anche senza evidenza laboratoristica, dinanzi ad insufficienza epatica o renale, in quanto il mancato trattamento con acetilcisteina, indicato nel sovradosaggio in questione,  può essere associata ad esito sfavorevole.

Tutto questo non vuole demonizzare un farmaco tanto efficace, quanto di facile ausilio, ma vuole:
da un lato mettere in guardia gli usufruitori facendo, come di consueto, riferimento all'importanza di non sottostimare alcuna assunzione farmacologica gestendola con inconsapevolezza
e dall'altro considerare nell'ambito del protocollo di accettazione in emergenza il sovradosaggio, anche distribuito, di paracetamolo

note di approfondimento:

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