NO WAR - summary

NO  WAR

"Se voi però avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall'altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri. E se voi avete il diritto (...) di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente, anzi eroicamente squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e debbono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliore di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili e incruente:lo sciopero e il voto."
Don Lorenzo Milani
Lettera ai cappellani militari
 
No War summary

 

 

« [...] Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà.
Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, privandomi della libertà io la rifiuterei. [...] Ecco come io sono socialista[...] »
Sandro Pertini
 
  1. Guerra in Afghanistan: missione di pace ? - tratto da Unimondo.org
  2. Serbia: bambini addestrati nei campi militari russi di Sinisa Boljanovic - tratto da Global Voices
 

Ligabue - Jovanotti - Pelù - Il mio nome è mai più
 

NADiRinforma presenta la ballata "Occhio per occhio blues" scritta e interpretata da Marco Cinque eseguita nel corso del reeding di poesie contro la pena di morte tratte dal libro curato da Marco Cinque "Poeti da morire" , prefazione di Margherita Hack; Giulio Perroni Ed.
"pena di morte, guerra e terrorismo espressioni del genere umano che dicono la stessa cosa: esseri umani che tolgono la vita in maniera fredda, spietata e premeditata ad altri esseri umani come loro"

Campioni di democrazia

Campionati mondiali di calcio - anno 2006:
l'Italia diventa campione del mondo, l'entusiasmo dilaga, tutti sono uniti in una gioia comune, ma/e/o in Iraq nello stesso momento  che sta succendendo ?
 
Il nostro piccolo-grande gruppo si è radunato in associazione per guardare insieme la partita finale del torneo, ci siamo divertiti, abbiamo urlato di gioia quando la nostra squadra conquistava un goal, ci siamo percepiti italiani, e alla proclamazione della vittoria abbiamo sentito anche noi il desiderio di condivirne la soddisfazione e siamo scesi in strada mischiandoci alle centinai di persone che già scorazzavano urlanti e strombazzanti sventolando enormi bandiere tricolore.

... ma nel momento in cui ci siamo ritrovati in mezzo all'onda dell'entusiasmo, abbiamo capito che non ci apparteneva, almeno in quel modo. Abbiamo percepito quell'amaro in bocca che lascia il non senso di ciò che si fa.

E' stato così che, insieme, abbiamo deciso che potevamo leggere quella situazione anche in un altro modo, forse più nostro.

 
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