NADiRinforma e l'informazione indipendente

 
"NADiRinforma" e l'informazione indipendente
 
La Comunità aperta N.A.Di.R., orientata alla cura e alla prevenzione dei Disturbi di Relazione, propone un approccio medico-psicologico classificabile nell'ambito dell' EMPOWERMENT CLINICO volto al perseguimento di:
•  sviluppo del senso di appartenenza
•  coinvolgimento e partecipazione del singolo nel grupp o quale parte integrante di un processo in movimento
•  impegno attivo e alleanza nell'azione.
Il supporto clinico, quale conseguenza, è integrato da un ventaglio di attività che all'interno della comunità aperta si propongono di abbracciare, approfondire ed arricchire aspetti della vita individuale, familiare e sociale .
È comprensibile quanto sia importante creare uno stretto legame tra l'informazione non manipolativa, indipendente e l' attività clinica, in quanto tale legame:
•  alimenta la conoscenza del singolo e del gruppo
•  rende partecipi
•  rende responsabili
•  risveglia il pensiero critico
contribuendo a creare individui empowered e comunità competenti.
All'interno della Comunità aperta si è creato un gruppo – NADiRinforma - destinato a “fare informazione” sia attraverso le immagini, producendo filmati usufruendo dell'azione di partnerariato avviato con Arcoiris Tv , sia pubblicando articoli su “Mediconadir” , rivista dell'associazione. Si cerca di dare voce alla gente cosiddetta comune, alle organizzazioni di volontariato, e non solo, che esprimano la società civile tentando di farne emergere i bisogni, tentando di valorizzare ciò che dalla stessa società civile si muove in sintonia con il concetto di riconoscimento e salvaguardia dei diritti dell'uomo.
Il vissuto di partecipazione emerge in maniera prepotente tanto da facilitare notevolmente il percorso terapeutico individuale e/o di gruppo cui il singolo portatore di disagio si sottopone. Inoltre si è visto, nel corso della sperimentazione, quanto l'approccio informativo offerto rientri nel bisogno della collettività tutta, denunciando un disagio sociale diffuso e la possibilità di avviare quel processo di inclusione, al di là di ogni pregiudizio, azione cui il nostro programma tende.
La riaccensione del pensiero critico, il conseguente bisogno di ampliare le conoscenze, di confrontarsi allargando gli orizzonti individuali e stimolando l'acquisizione della capacità comunicativa sono a tutt'oggi risultati emersi a conforto dell'ipotesi sperimentale.
L'informazione pulita e diretta, oltre che interattiva-partecipativa, tende a combattere la compulsione imperante nel nostro contesto sociale in quanto, inducendo il sacrosanto bisogno di conoscere, porre in discussione, elaborare e scegliere, tende a fermare l'individuo che può permettersi, così, “il lusso” di scegliere su base cognitiva al di là della propaganda insidiosa e patogena.
Possiamo testimoniare il tentativo da parte dei nostri utenti di riconoscere ciò che appartiene alla sfera dei bisogni primari, così ampiamente soppiantati dai bisogni indotti, con inevitabile conseguenza favorevole al singolo e al gruppo. Nel concetto stesso di appartenenza non possiamo non considerare la possibilità di acquisire la capacità dell'assumere la responsabilità della scelta in nome proprio, superando quella passività che, invece, favorisce alcune dinamiche assai discutibili, quanto imposte.
Il vissuto di appartenenza attiva muove le dinamiche che sostengono i gruppi e che, inevitabilmente, rinforzano il singolo.
L'alleanza nell'azione muove le coscienze e ci pone in una dimensione più umana tanto da tentare il superamento della competitività e dell'individualismo sfrenato dominanti.
N.A.Di.R. informa, facendo emergere le iniziative della società civile organizzata, proponendo in coro le voci della gente, riesce a dare un significato comprensibile e condivisibile a ciò che ci accade. Il coro, inoltre, può, se ascoltato, indurre i potenti a modificare davvero le dinamiche che sorreggono il processo di globalizzazione in corso: solamente chi vive sulla pelle le situazioni più o meno deviate e/o devianti può indirizzare chi si trova nella posizione di assumere impegni e decisioni orientate a migliorare la vita di tutti noi.
La visione allargata del mondo avvicina al mondo nel rispetto delle diversità caratterizzanti ed arricchenti, abbatte le paure pregiudizievoli indotte dall'ignoranza o dall'incompleta e/o manipolata conoscenza.
Gli stimoli proposti attraverso l'utilizzo delle immagini vengono forniti nel totale rispetto del singolo, della cultura di appartenenza ad integrazione ed arricchimento.
L'incontro con la diversità, attraverso la conoscenza, peraltro, rappresenta un potente strumento atto ad abbattere il muro della paura pregiudizievole spesso responsabile dell'insorgenza del malessere espresso.
L'operazione del dare la parola alle realtà che lavorano nel e per il sociale ha creato una rete tanto interattiva quanto consapevole del grande potere che una società civile e ben organizzata può esprimere al di là di ogni tentativo mediatico di omologazione globale, in virtù del processo di individuazione consapevole.
Il disagio viene così affrontato in sintonia col concetto stesso di promozione della salute, secondo la carta di Ottawa del 1998, che prevede sia il miglioramento degli stili di vita che obbligatoriamente interessano tutti i settori della vita quotidiana (comportamento al consumo, stile di comunicazione, alimentazione, partecipazione politica, approccio con le emozioni), sia delle condizioni di vita e delle circostanze in cui vivono le persone .
Si parte dal presupposto che la salute rappresenti uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o di infermità, quindi una risorsa per la comunità di appartenenza.
La comunità stessa dovrebbe poi assumere la connotazione di criticità per acquisire la competenza adeguata trasformandosi a poco, a poco in COMUNITA' COMPETENTE in grado di riconoscere i bisogni propri e mobilitare risorse umane, politiche, economiche per soddisfarli
sviluppando atteggiamenti critici verso se stessa.
Facile è comprendere come alla base del cambiamento empowered risulti indispensabile liberare i soggetti dalla passività acquisita puntando sulle elaborazioni cognitive, sui processi di attribuzione, valutazione e prefigurazione del futuro.
Facile è comprendere quanto determinante risulti l'azione di chi svolge un ruolo educativo, quale può essere quello del medico o del giornalista, così come quello dell'insegnante.
Il sistema mediatico entra a pieno titolo nel processo stesso di empowerment in quanto divulgatore di informazioni e di conoscenza; arrivando ad attivare la partecipazione, ad esempio attraverso l'AZIONE SOCIALIZZANTE:
- Primaria quale l'apprendimento e l'interiorizzazione di valori e modelli culturali
- Secondaria quale l'allargamento della sfera cognitiva rispetto alla realtà sociale.
Ovviamente occorre prestare molta attenzione alla forte induzione verso la modificazione della percezione della realtà sostenuta dalla VIRTUALITA' che, gioco forza, entra nel processo stesso di divulgazione tecnologica.
Non possiamo non considerare, quindi i rischi che possono in qualche modo boicottare il processo stesso. Pier Paolo Pasolini, già negli anni '70 aveva intuito quelli che avrebbero potuto essere i cambiamenti sociali e culturali prodotti dalla massificazione televisiva, li chiamava “mutazione antropologica” intendendo la variazione dei desideri collettivi subordinata ai consigli di amministrazione delle reti televisive nazionali con conseguenze a suo avviso devastanti. Pasolini era convinto che il sistema televisivo pur avendo enormi potenzialità educative potesse trasformarsi in una sorta di grande manipolatore del pensiero collettivo.
Del resto, a distanza di tanti anni, considerando anche l'enorme cambiamento in termini tecnologici e conseguentemente l'immenso aumento di potenzialità invasive del sistema, le sue “veggenze” in qualche modo si sono rivelate molto, molto vicine alla realtà che noi tutti stiamo vivendo.
La distorsione delle informazioni sottoposta alle esigenze del mercato globale è una realtà che poco ha a che spartire con la volontà e gli obiettivi del singolo divulgatore. I legami, gli intrecci, gli interessi strettamente legati ai profitti hanno nel tempo trasformato il modo di passare l'informazione sino a denaturarla con conseguenze, a dir poco, alienanti e per l'usufruitore e per colui che dell'informazione è fornitore.
Il potere dell'informazione di per sé rappresenterebbe un enorme potenziale di salvaguardia del concetto stesso di democrazia, ma, sottoposto alle pressioni di un sistema deviato e deviante, si è trasformato in pericolo per la democrazia.
La manipolazione, la mistificazione (la distorsione intenzionale della realtà) sino alla propaganda destinata a diffondere notizie, vere e o false che siano, al solo scopo di sostenere un'azione, sono rischi reali a cui dobbiamo prestare grande attenzione ed è proprio a questi livelli che l'informazione indipendente, in stretto legame con la salvaguardia della salute collettiva, può entrare in gioco.
Al fine di salvaguardare la salute mentale occorre acquisire la consapevolezza di quanto il sistema mediatico possa giocare a favore dell' omologazione collettiva e dell'allontanamento dell'individuo dalla decodifica del proprio campo emotivo. Questa situazione tende ad indurre o a rinforzare un processo di deresponsabilizzazione in ambito relazionale cui consegue la perdita della capacità di intrecciare sane relazioni interpersonali, sino ad arrivare alla concezione di relazione interpersonale mediata dalla rappresentazione degli eventi filtrati e tendenzialmente induttori di risposte globali omologate che pongono le loro radici nella virtualità.
A sostegno della “presunta” patogenicità del sociale non possiamo non considerare da ultimo, ma non per importanza, l'azione svolta da un sistema compulsivo quale è quello che ci viene costantemente “proposto” quale substrato ed “alimento” dei rischi cui tutti noi siamo sottoposti, al di là di ogni nostra valutazione o cognizione, in quanto inconsapevolmente passivi assorbenti ed, altrettanto inconsapevolmente, passivi esecutori.
Preso atto dei rischi insiti nel sistema informativo, credo che una forte azione di cooperazione tra educatori, considerando tale definizione ad ampio spettro, possa realmente agire e reagire al problema che stiamo analizzando.
Voglio credere che il gruppo di lavoro che ha preso forma a La Francesca nel marzo ultimo scorso possa divenire una realtà e al tempo stesso un salvagente sia per ciò che riguarda la salute mentale collettiva, sia per ciò che riguarda la salvaguardia della democrazia.
Luisa Barbieri
1° sessione:
In questa sessione intervengono al dibattito:

Luisa Barbieri, Nadir
Antonio Chiappetta, Cies Roma
Marco Capovilla, Megachip Lombardia
Josè Luis Tagliaferro, Tivù comunitarie del Venezuela
Giorgio Santelli, Articolo 21
 
In questa sessione intervengono al dibattito:
Andrea Di Stefano, Valori
Renzo Melis, El noticiero
Mario Lubetkin, IPS
Bruno patierno, Simulation Intelligence
Sergio Serafini, Radio Popolare
Daniele Fusi, Lentati & partners
 
In questa sessione intervengono al dibattito:
Giulia Bessio
Andrea Di Stefano, Valori
Giorgio Grossi, Università Bicocca
Mario Lubetkin, IPS
Massimo Rebotti, Radio Popolare
Ferruccio Capelli, direttore di Casa della Cultura
Josè Luis del Roio, IPS
Roberto Savio, Global Social Forum
 
In questa sessione intervengono al dibattito:
Mario Agostinelli
Liisa Limataien
Michela Gargiulo, Articolo 21
Cristiano Lucchi, Metamorfosi
Daniel Martinez, El Noticiero
Marco Trotta, Carta
Marco De Poli
 
 

Chiamatela informazione indipendente, chiamatela informazione alternativa. Non chiamatela però controinformazione. Un incontro organizzato in Liguria, al villaggio La Francesca, ha messo int6orno ad un tavolo una quarantina fra testate, associazioni, organizzazioni ed esperienze in campo giornalistico. E si è fatto il punto della situazione italiana con importanti contaminazioni di esperienze internazionali. Una due giorni intensa, coordinata da Roberto Savio, che ha tentato di rispondere a domande importanti per il settore. Nei prossimi giorni renderemo pubblica l'intera discussione grazie ad Arcoiris Tv che ha registrato la due giorni di lavoro. Ma vale la pena, fin d'ora, di definire una prima sintesi degli argomenti discussi.
Il tema generale era “Informazione indipendente: come sopravvivere”. Una ricerca di sopravvivenza che non è solo –sebbene si sia discussa – quella di carattere economico. Sopravvivenza in un mondo, quello della comunicazione, dove le piccole esperienze si scontrano con un mercato quasi completamente occupato dai mass media. Per dir la verità qualche “mass media” era presente anche a La Francesca: Radiopopolare – un network con numeri importanti – la IPS, Inter Press Service, informazione per lo sviluppo – presenza dell'agenzia in oltre 100 paesi del mondo. Insieme a loro esperienze di marketing applicato ai media, di società per la raccolta fondi per ONG e progetti Onlus per comprendere come mantenere una realtà di informazione indipendente al di là degli scarsissimi – quando vengono accettati – ricavi pubblicitari e di eventuali contributi pubblici. Lo schema della discussione è partito dal “chi siamo”, con lo scopo di allargare la platea in tempi rapidi a tante altre strutture che si occupano di informazione indipendente. Ampio spazio alla discussione è stato dato alla libertà sul campo dei giornalisti, la difficoltà di chi fa la professione come freelance, le censure e le autocensure e il rapporto con gli editori.
Informazione indipendente, come sopravvivere?
La Francesca, 10-11 marzo 2007
Sabato 10 ore 9.30
Saluti – Giovanna Cossia di URIHI
Apertura : Roberto Savio, Wsf
DAI DIRITTI ALL'INFORMAZIONE: COSA CAMBIA
Luisa Barbieri, Nadir
Antonio Chiappetta, Cies Roma,
Marco Capovilla, Megachip Lombardia
José Luis Tagliaferro, Nuestra America
Giorgio Santelli, Articolo 21
Sabato 10 ore 11
MEDIA INDIPENDENTI: COME SOPRAVVIVERE
Andrea di Stefano, Valori
Mario Lubetkin, IPS
Bruno Patierno, Simulation Intelligence
Sergio Serafini, Radio Popolare
Sabato 10 ore 14.30
NUOVI MEDIA E NUOVA INFORMAZIONE
Giulia Bessio
Ferruccio Capelli, Casa della Cultura
Andrea Di Stefano, Valori
Giorgio Grossi, Università Bicocca
Massimo Rebotti , Radio Popolare
Mario Lubetkin, IPS
Mariella Bussolati, Indymedia
Rodrigo Vergara, Arcoiris TV
PER UN NETWORK SULL'INFORMAZIONE INDIPENDENTE
Roberto Savio, Wsf
Domenica 11, ore 10
MEDIA, INDIPENDENZA E NETWORK
Mario Agostinelli, Altra Lommbardia
Michela Gargiulo, Articolo 21
Daniele Fusi, Lentati & partner
Liisa Limataien, Finlandia
Cristiano Lucchi, Metamorfosi
Jason Nardi, Arcoiris
Marco Trotta, Carta
Francesco Lato, Atlantide TV
Domenica 11, ore 11.00
CONCLUSIONI
Marco De Poli, URIHI
 
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