speciale elezioni democratiche in Congo - 2006

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NADiRinforma: p. Franco Bordignon, missionario saveriano, presente a Bukavu (RDC) dal 1972 ha vissuto in prima persona gli avvenimenti degli ultimi 30 anni nella Repubblica Democratica del Congo, dalla dittatura di Mobuto alle guerra di invasione del Ruanda sino alle prime elezioni democratiche.
Si è sempre adoperato sostenendo ogni tipo di aggregazione della società civile, infondendo fiducia alla gente, oggi ci racconta che cos'è e cosa è stato del Congo. Una storia inverosimile di cui si è parlato pochissimo e che, anche a causa dell'omertà che l'ha caratterizzata, ha creato una sacca di sofferenza che non può lasciare indifferenti, anzi dovrebbe indurre almeno a fermarsi a pensare che cosa l'uomo sia capace di fare e, soprattutto, perché.
Produzione Arcoiris Bologna
 
 
 
 
 
 
NADiRinforma : la missione promossa ed organizzata dalle Assoc.i "Beati i Costruttori di Pace" e "Chiama l'Africa" si è posta quale obiettivo lo svolgimento della funzione di osservazione internazionale, tramite i suoi 61 volontari, alle prime elezioni democratiche nella RDC a conseguenza delle richieste della Società Civile Congolese. L'opera degli osservatori si è inserita in un progetto della Comunità Internazionale destinato a dare un contributo allo svolgimento regolare delle elezioni del 30 luglio 2006.
A posteriori si può affermare che l'evento ha rappresentato la manifestazione della dignità di un popolo che chiede di essere liberato dai politici che comandano senza mandato, che vogliono essere serviti anziché servire; un popolo che vuole mostrare al mondo la sua voglia di pace, di libertà e di rispetto per le sue scelte; un popolo in volo verso la conquista della democrazia!
 
 
 
 
 
 
Emilio Lonati ci parla delle elezioni in Congo svoltesi il 30 luglio 2006
NADiRinforma: Tra gli osservatori internazionali inviati dall'Italia ed organizzati dall'Assoc. Beati i costruttori di pace e Chiama l'Africa abbiamo intervistato Emilio Lonati rappresentante della Fim-Cisl
 
 
 
 
 
 

NADiRinforma: Tra gli osservatori internazionali inviati dall'Italia ed organizzati dall'Assoc. Beati i costruttori di pace e Chiama l'Africa abbiamo intervistato Eugenio Melandri fondatore di "Chiama l'Africa"
 
 
 
 
 
 
 
NADiRinforma: abbiamo raccolto alcune dichiarazioni tra gli elettori congolesi il giorno precedente il grande evento che li attendeva: le prime elezioni democratiche in Congo. Un evento storico, un evento che ha fatto rinascere la speranza nella gente di potere ricostruire un Paese martoriato da guerre e dittature. Una dimostrazione di come si possa "esportare" la democrazia senza ricorrere alle "armi intelligenti", perché le vere armi intelligenti sono nelle mani della società civile, lo stesso vale per la conquista della democrazia. Una speranza per il Congo, una speranza per il continente africano, una speranza per questo nostro mondo massacrato dalla violenza dilagante! … le guerre le fanno i potenti e gli Stati, ma chi paga è la società civile: il Congo è uno dei Paesi più ricchi di risorse naturali del Pianeta, ma la sua gente è costretta alla fame e all'umiliazione … tutto questo perché ? lunghissimi anni di guerre, violenze, devastazioni, genocidi hanno favorito una sorta di furto legalizzato e silenziosamente approvato da quella Comunità Internazionale che anche oggi ha dimostrato come parlare di un naturale viraggio di democratizzazione in un paese africano non faccia notizia. Il voto in sé non è sicuramente garanzia di democrazia, ma in questo momento e in quel paese per la gente ha significato espressione del desiderio di pace, stabilità, partecipazione
E'...solo un carcere: quando la detenzione forzata è quasi una liberazione!
 
 
 
 
 
 
NADiRinforma: Abbiamo visitato un carcere a Bukavu (Sud Kivu - Congo) e ve ne mostriamo alcune immagini, non è nulla di tragico, una normalità assurda in un contesto altrettanto assurdo! In un paese martoriato dalle più inumane violenze, in un paese ove sembra che la pace non sia un diritto, in un paese derubato con "l'approvazione" di una Comunità Internazionale silenziosa, in un paese ove gli eventi non fanno notizia...il carcere diviene un'ancora di salvezza, un rifugio, una comunità nella quale sentirsi in qualche modo protetti. N.A.Di.R. ringrazia le Associazioni "Beati i Costruttori di Pace" (www.beati.org) e "Chiama l'Africa" (www.chiamafrica.it), organizzatori per l'Italia della meritoria operazione di Osservazione Internazionale, che hanno permesso all'informazione di ricavarsi uno spazio e noi di quello spazio abbiamo fatto tesoro, visto che le elezioni storiche che si sono tenute il 30 luglio nella RDC non hanno acceso alcun interesse nel sistema mediatico; ora si andrà al ballottaggio (29 ottobre p.v.), a Kinshasa sono scoppiati tafferugli, si contano 31 morti... questo farà notizia ? (durata: 17,26 min.)
Visita al Panzi Hospital di Bukavu - Sud Kivu, Congo
 
 
 
 
 
 
NADiRinforma: abbiamo visitato il Panzi Hospital di Bukavu ove si sta svolgendo un progetto di cura e reinserimento delle donne che hanno subito violenza e vorremmo ringraziare per l'opportunità che ci è stata offerta: le Chef de Bureau di Bukavu dell'UNICEF Matteo FRONTINI (www.unicef.org), il Dott. MUKWEGHE, responsabile del progetto, che ci ha accolto e la Sig.ra VIVINE, infermiera professionale operativa nel progetto, che ci ha accompagnato nella visita e ci ha raccontato la storia del suo paese attraverso le donne ospiti del Panzi. Un ringraziamento particolare lo vorremmo porgere alle DONNE ospiti che ci hanno dimostrato come, pur avendo vissuto l'inferno, si possa continuare a credere e a lottare per potere avere una vita migliore, ci hanno ridato la speranza e di questo non saremo loro mai abbastanza grati. N.A.Di.R. ringrazia le Associazioni "Beati i Costruttori di Pace" (www.beati.org) e "Chiama l'Africa" (www.chiamafrica.it), organizzatori per l'Italia dell'operazione di Osservazione Internazionale, che ci hanno permesso di allargare il panorama informativo e di dare la possibilità di mostrare realtà dimenticate ai nostri Pazienti e a tutti coloro che sentono il bisogno di conoscere per sentirsi liberi di scegliere
 
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