SCUOLA - Precari: lo sciopero della fame

Precari: lo sciopero della fame.

Intervista a Cristina Altamore docente palermitana, in sciopero della fame e in presidio davanti a Montecitorio, lancia un appello alla società civile affinché gli insegnanti precari non rimangano soli nel portare avanti la propria lotta, finalizzata a fissare un incontro con il ministro GElmini e capire come con il taglio di otto miliardi , la qualità della scuola possa migliorare. Per info sulle iniziative dei precari a Roma, fare riferimento alla bacheca facebook di Caterina Altamore:                :       http://www.facebook.com/profile.php?id=1449765228

di Bruna Iacopino

Precari della scuola. Voci dal presidio: " La Gelmini dimostri che alla scuola non serviamo!"

Una piccola tenda da campeggio è piazzata ormai da quasi una settimana in piazza Montecitorio,   a presidiarla gli insegnanti precari che hanno messo in atto lo sciopero della fame ormai da 17 giorni, partiti da Palermo e giunti il 28 nella Capitale per portare davanti alla sede del Parlamento le loro ragioni. Spossati dal digiuno, ma battaglieri, non riescono a trattenere un sorriso di scherno alla “solidarietà” sbandierata oggi in conferenza stampa dal Ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini. Nessun incontro previsto con loro, ne una visita al presidio come si vociferava stamattina fra i manifestanti. Una vicenda ancora aperta, afferma lei, una vicenda ancora più aperta per loro che in piazza ci rimarranno almeno fino all’apertura dell’anno scolastico. Tutti, tranne Salvatore Altadonna, che intende invece tornare presto nella sua Sicilia e continuare a portare avanti una battaglia che ormai lo vede protagonista da tre anni a questa parte, lui insegnante di sostegno, precario fra i precari. Tre anni di battaglie e di tavoli saltati, senza che alla fine si riuscisse a trovare una soluzione, non tanto indolore, quanto meno comprensibile. A sentire Salvatore questa è stata indubbiamente una delle molle che ha fatto scattare una forma di protesta estrema e radicale come lo sciopero della fame, qualcosa che nessuno avrebbe voluto “teorizzare” o estendere al resto d’Italia. Uno sciopero con forme e modalità individuali, ma riunite attorno ad una piattaforma comune. “ Se solo la Gelmini riuscisse a dimostrare che io non sono indispensabile alla scuola italiana e lo facesse in maniera pubblica allora la protesta potrebbe anche cessare, al momento questa spiegazione non c’è stata…” Ironico, Salvatore va avanti nella sua riflessione, ponderando ogni parola o affermazione. Non accetta che si parli di strumentalizzazioni politiche, la lotta deve essere priva di qualsiasi colore perché è trasversale e quanti la sostengono magari hanno dato il proprio voto allo stesso centro-destra. Ma tant’è, il circo politico-mediatico non fa sconti e attacca in maniera ugualmente strumentale. A questo, sostiene l’insegnante palermitano, c’è un solo rimedio: che si crei un movimento quanto più ampio possibile tra tutti i precari, un movimento nazionale che non abbia come punto di riferimento dei “leader” o dei simboli, ma si muova a livello nazionale. Una speranza, o per meglio dire una prospettiva, neanche tanto remota, visto l’estendersi della mobilitazione anche ad altre città italiane. Ieri l’annuncio di 4 nuovi scioperi della fame a Milano, uno a Pisa, un altro a Pordenone… assemblee e sit-in ormai sono all’ordine del giorno. La mobilitazione cresce, e riesce a realizzare dei “piccoli miracoli”. Accade in Sicilia per esempio che le ultime assemblee, totalizzino cifre record arrivando a toccare anche 500 presenze. Una scossa vera e propria per una regione, la sua, che Salvatore definisce soporifera, segnali che il vento sta cambiando e che proprio da una regione come la Sicilia ( a fronte di un taglio netto di 21.000 posti di lavoro) possa partire una spinta forte non solo per i precari della scuola, ma per tutti i lavoratori.
Dicono no ad una scuola svuotata e svilita, fatta da hoc per andare incontro ad una manovra finanziaria tutta lacrime e sangue per i cittadini e forniscono di contro quella che potrebbe essere una ricetta “tampone”:  aumento del turn-over da 10 a 4 almeno a 10 a 5 e intervento netto sulle scuole paritarie: “ Rinuncino ai contributi statali oppure accedano alle graduatorie ministeriali… così non solo si realizzerebbe quel risparmio tanto sbandierato dal Governo ma si avrebbe anche un ottimo strumento di lotta all’evasione fiscale…” suggerimenti tampone appunto, solo un preambolo alla ben più complessa riforma della scuola che dovrebbe essere discussa a tavolino e con i diretti interessati. In questi tre anni, conclude Salvatore le responsabilità sono state molteplici, anche da parte sindacale, è arrivato il tempo che ognuno si assuma le proprie e recuperi credibilità di fronte ai lavoratori.”
Mentre va avanti la chiacchierata di fronte a Montecitorio arrivano puntuali i dati sciorinati dal Ministro Gelmini… basta quello sul tempo pieno a far scattare l’indignazione e ancora una volta sono i dati siciliani ad essere esemplificativi: per il tempo pieno su una richiesta per 166 classi solo 14 sono state accontentate…
Ma questa è un’altra storia che il Governo non vuol sentire.

iacopino@articolo21.info

pubblicata da Aurelio Colosimo il giorno venerdì 3 settembre 2010 alle ore 13.44
 
Troppo facile accusarci di essere militanti politici, di essere pretestuosi... così si aggira il problema per il quale chiediamo un confronto con lei: la qualità della didattica, la qualità del lavoro,
la ricaduta dei tagli sul personale della scuola e sulla società
civile.
 
Il Ministro ci chiede i dati: 67.000 docenti, 35.000 ATA hanno perso
il posto in due anni, e non c'è bisogno di attendere per sapere che
non avranno un lavoro quest'anno: basta guardare le disponibilità
pubblicate dai provveditorati e i numeri dei convocati: chi è fuori sa
già di esserlo, molti lo sono già dallo scorso anno. Diecimila
assunzioni sono irrisorie, a fronte di 67.000 posti a tempo
indeterminato tagliati e 130.000 cattedre tuttora vacanti.
 
Anche sul tempo pieno occorre smentire La Gelmini: diverse famiglie si
sono viste rifiutare il tempo pieno per i loro figli; nel solo Lazio
2800 bambini non vi sono stati ammessi. Quindi anche se l'offerta di
sezioni a tempo pieno è cresciuta, esclusivamente mediante il
sacrificio della didattica modulare che per anni ha costituito il
fiore all'occhiello della scuola italiana nel mondo, essa risulta
comunque del tutto inadeguata alla domanda delle famiglie. Ribadiamo
quindi che si fanno riforme solo per risparmiare a scapito della
qualità dell'istruzione.
 
La riforma delle superiori, lungi dall'avere reali finalità
pedagogiche, taglia indiscriminatamente il tempo scuola, addirittura
imponendo, negli istituti tecnici e professionali, la riduzione oraria
anche nelle classi successive alla prima, contravvenendo così alla
sentenza del TAR che giudica, giustamente, illegittimo che degli
studenti si iscrivano a un tipo di scuola per poi trovarsene una
diversa l'anno successivo.
 
Di fatto, la riforma delle superiori ha ampliato i tagli sulle
cattedre così che a perdere posto non sono solo i precari ma anche il
personale di ruolo, che si è trovato ad essere soprannumerario e a
dover cambiare sede o lavorare su due o più scuole. La riduzione del
tempo scuola, insomma, è stato un altro dei sistemi per tagliare
personale e risparmiare.
 
Il Ministro Gelmini non si è degnata di spendere neanche due parole
sulla quasi completa eliminazione del latino dal sistema di istruzione
superiore del nostro Paese. Del resto si permette di mettere in
discussione le potenzialità di sviluppo di capacità critiche delle
materie umanistiche attribuendo tale prerogativa esclusivamente alle
materie scientifiche quando eminenti scienziati italiani del calibro
del genetista Cavalli-Sforza sostengono che l'attività più scientifica
da essi svolta al liceo è stata proprio la traduzione dal latino. Non
ci convincono quindi le sue demagogiche affermazioni di salvaguardia
della qualità della scuola, perché abbiamo motivo di temere che il
latino relegato quasi esclusivamente al liceo classico porti
inevitabilmente a una scuola di elite.
 
Per quanto riguarda le nuove istituzioni (liceo coreutico e musicale),
dopo averne accuratamente esaminato i quadri orari ci chiediamo se il
Ministro si sia reso conto della povertà dell'offerta formativa di
base, visto che qualsiasi liceo deve comunque mettere in condizioni di
frequentare qualsiasi percorso universitario.
 
In molte scuole superiori infatti, non è stato possibile per i
presidi attivare sezioni per venire incontro alle domande delle
famiglie a causa dei tagli agli organici previsti dal Ministero.
Ed è per questo che ci aspettiamo il sostegno delle famiglie e di
tutta la società civile che si sente colpita da questo tipo di
politica scolastica che dà prova di insensibilità rispetto ai principi
democratici.Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno dobbiamo
ricordare alla Gelmini che nonostante l'incremento di 3000 unità in
tutta Italia, le ore necessarie a coprire il fabbisogno degli alunni
diversamente abili non sono coperte come stabilito da una recente 
sentenza della Corte Costituzionale italiana.
 
La battaglia per la scuola pubblica è una battaglia per il futuro del
nostro paese, dei suoi lavoratori presenti e futuri. Riteniamo
offensivo che questa battaglia, che stiamo conducendo per la dignità
del nostro lavoro e la difesa di una Istituzione, la scuola pubblica
statale, nella quale abbiamo creduto al punto di investire in essa il
nostro intero percorso formativo, venga liquidata attraverso accuse di
strumentalizzazioni politiche, con un palese e inaccettabile
atteggiamento discriminatorio nei confronti di lavoratori della scuola
che chiamano il Ministro a rispondere sugli aspetti incomprensibili
dei suoi interventi normativi.ù
 
La Gelmini, invece di parlare per slogan, si presti ad un confronto
pubblico con noi, nel quale discutere di pedagogia e didattica, come chiedono da tempo i colleghi in sciopero della fame.
Domani alle 12 terremo una conferenza stampa presso il presidio permanente a Montecitorio, per rispondere punto per punto e con dati alla mano, alle dichiarazioni rilasciate oggi dalla Gelmini.
 

Precari della scuola alla fame...

Giacomo Russo, il precario palermitano che da venerdì scorso ha portato sotto Montecitorio la sua protesta pur estrema, ha trascorso la mattinata all'ospedale Santo Spirito di Roma. I medici ne hanno consigliato il ricovero perché il suo corpo pur robusto comincia a risentire gli effetti dello sciopero della fame avviato con altri colleghi il 18 di agosto e proseguito davanti a uno dei simboli delle Istituzioni nazionali. L'altra siciliana Caterina Altamore e i precari romani proseguono il sit-in di protesta al quale da Viale Trastevere non vogliono rispondere.Solidaqrietà, conforto e aiuto arruivano da ogni parte, dai movimenti, da sprazzi di opposizione, da mamme che npon tollerano di vedwere ragazzi di trent'anni costretti a questo sacrificio. Da giorni è stato richiesto un incontro col ministro Gelmini che non solo glissa qualsiasi contatto coi precari e le sigle sindacali che ne sostengono la lotta, ma non s'è neppure degnata tramite il proprio staff di seguire gli effetti dello sciopero che ha finora portato in ospedale due manifestanti. La scuola è a pezzi, la ministrra lo sa bene,visto che questa riforma è completamente figlia del ministero dell'economia.... I ragazzi del presidio, che sulla loro pelle lottano ogni girono preferiscono rispondere con un sorriso alle indegne accuse di essere militanti e provocatori. La realtà è cruda, amara e reale: si vuole un popolo meno colto e meno ribelle, meno incline al senso critico e le risposte non possono certo arivare da qualcuno che è stato messo lì solo perchè la sua faccia può ben permettersi una figura del genere...persinio Mussolini mise un uomo competente, di parte, ma competente, alla guida di una scuola, che almeno nella primaria, fu esempio nel mondo!!! aiutiamo la scuola ad essere scuola! per daperne di più: http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o19609:e1
 
 
 
L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo
 Nelson Mandela



 

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