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Carissime/i Ho ricevuto e vi giro questi documenti che prendono posizione contro il DL 112/08 in via di approvazione da parte del Governo. In esso vi sono due articoli che ledono i diritti delle persone disabili e delle loro famiglie: - viene cancellata la possibilità, prevista dalla L.104, per i familiari dei disabili gravi di usufruire dei giorni di permesso retribuiti. - Viene abolita per le aziende la necessità di produrre la dichiarazione di aver ottemperato agli obblighi previsti dalla L:68/99 (quella dell'inserimento lavorativo dei disabili). Quando il Decreto legge diverrà attuativo, ai datori di lavoro basterà presentare un'autocertificazione. La lotta per il diritto dei disabili ad un lavoro dignitoso sarà ancor più difficile. Mobilitiamoci e facciamo sentire la nostra ferma opposizione a provvedimenti che mettono in discussione i diritti, faticosamente acquisiti, dalle persone disabili. Un caro saluto Fiammetta
Decreto Legge 112/08 - Penalizza i familiari dei disabili
23/07/2008
La CoorDown Onlus (Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle Persone con la Sindrome di Down) ha inviato un documento alla Presidenza del Consiglio, in cui si chiede un intervento di modifica al Decreto Legge 112/08 , "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria".
Nello specifico, l'oggetto incriminato è l'articolo 71, comma 5 del Decreto. In tale articolo si elencano le assenze che i dipendenti delle pubbliche amministrazioni possono fare, per ragioni di malattia o per permesso, e che vengono comunque retribuite.
Tra le tipologie di permessi e congedi previste ne mancano alcune fondamentali e la CoorDown è proprio su di esse che richiama l'attenzione. Si legge nel documento: “vengono esclusi i permessi fruiti dai genitori e dai familiari di persone con handicap riconosciuto ai sensi dell'articolo 3, comma 3 della Legge 104/92, i quali sarebbero perciò duramente e inspiegabilmente penalizzati dalla norma in oggetto. Per questo ne chiediamo fortemente la modifica in sede di conversione in legge.
Constatiamo anche che non vengono citate le agevolazioni previste a tutela della maternità e paternità (a parte il congedo di maternità e paternità, infatti, non sono indicati i periodi per congedo parentale e per le malattie per i figli)”.
In sostanza, la norma va ad inficiare provvedimenti contenuti in altre leggi e in definitiva ad ostacolare conquiste sociali ormai acquisite.
Per esempio la citata Legge 104/92, per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, all'articolo 33, riconosce alle famiglie con una persona disabile differenti casi per cui chiedere permessi, astensioni dal lavoro e congedi.
L'articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 151/01, in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, ha poi introdotto per i genitori (o uno dei fratelli in caso di impossibilità di assicurare l'assistenza da parte dei genitori) e successivamente anche per il coniuge di persona con handicap grave, il congedo retribuito di due anni, utilizzabile nel corso della vita lavorativa.
L'associazione chiede che vengano inseriti nel decreto 112/08 i riposi e i permessi già previsti in queste leggi.
L. R.
Fonte : Superando.it
Informazioni :
Segreteria CoorDown ONLUS
tel. 010 5705461, associazioni@coordinamentodown.it .
Anche questa mattina, come ho fatto ieri, e come seguiterò a fare domani svolgerò la mia attività di volontaria e lotterò per i diritti delle persone disabili. L'Associazione TUTTINSIEME, di cui faccio parte, si sta occupando da anni del "Mentre e Dopo di Noi". Questa mattina mi domandavo insieme alla volontaria, nonché presidente, di un'altra associazione " Ma chi ce lo fa fare, se poi, dobbiamo lottare anche contro chi ci ostacola per puri giochi di potere?!!" La risposta è in questo articolo!!
Fiammetta Colapoli
P.s. A Lillo, Bruna e Francesco tutta la mia solidarietà. Che fare di più!
Coppia di 80enni con figlio disabile: un appello disperato
Lui ha 80 anni, lei 73, il figlio ormai 54: a 4 anni si ammalò di una gravissima encefalite contratta a causa di un vaccino e da allora è del tutto non autosufficiente. “Non ce la facciamo più. Aiuto, o moriremo tutti insieme”
Tratto da Quotidiano.net
BARI - Lui ha ottant'anni, lei 73. E il loro unico figlio Francesco, gravemente disabile, ormai è quasi vecchio anche lui, visto che di anni ne ha 54. Il pensiero del suo futuro ha accompagnato l'esistenza di questi due anziani coniugi da mezzo secolo, da quando il piccolo, a 4 anni, contrasse una gravissima encefalite causata dal vaccino antivaioloso e antidifterico.
Ma poi la vita va avanti, tra alti e bassi, e Lillo Barberino e sua moglie Bruna hanno tenuto duro finché hanno potuto. ma ora hanno deciso di dire basta, a costo di minacciare un'azione eclatante. Questa: "Moriremo tutti insieme". Lillo e Bruna chiedono allo Stato di garantire un'assistenza 24 ore su 24 al loro ragazzone più che adulto ma con un'età mentale rimasta congelata ai tempi di quel maledetto vaccino che ha travolto la loro vita. Il figlio soffre di crisi epilettiche, incontinenza, non può camminare né rimanere in piedi.
Alla loro bella età i due anziani coniugi - che negli anni hanno dilapitato tutte le loro sostanze, compresa l'indennita' per le persone danneggiate da vaccinazioni - non ce la fanno più. Hanno un assistente per 12 ore al giorno, ma chiedono che le istituzioni consentano loro di avere un aiuto anche di notte.
"Francesco - dice l'anziano - è un uomo e noi non ce la facciamo a sollevarlo, a cambiarlo, ad aiutarlo". Portarlo in un istituto? "Non se ne parla neanche. Il nostro figliolo - rispondono - vive con baci e carezze. Se nessuno ci aiuterà - dicono - moriremo insieme, poi nessuno si meravigli se queste tragedie accadono".
(21 luglio 2008)
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