SALUTE & INFORMAZIONE - diapo

NADiRinforma : in occasione del decennale il periodico locale "L'Idea" (www.ideapianoro.org) con il patrocinio del Comune di Pianoro ha organizzato un incontro pubblico con Milena Gabanelli, giornalista e conduttrice della trasmissione Report-Rai 3
 


 
NADiRinforma: il gruppo di lavoro Redazione di N.A.Di.R. ha incontrato Bernardo Iovene e gli ha esposto una serie di dubbi che verisimilmente rispecchiano l'incontro-scontro tra gli utenti televisivi e l'informazione. Bernardo Iovene (Premio giornalistico Ilaria Alpi - IV edizione) sino dalla prima puntata di "Professione Reporter" ha partecipato a tutte le edizioni del programma, continua a tutt'oggi a collaborare alla realizzazione di "Report". Nel corso della chiacchierata ci racconta come il metodo organizzativo che sostiene la trasmissione televisiva "Report" non rispecchi alcun modello di riferimento nei network internazionali, di come riesca a scavalcare le forme di appalto in virtù della metodologia di lavoro adottata: una razionalizzazione del lavoro che rende l'intero programma economicamente competitivo e allo stesso tempo libero di proporre servizi informativi di inchiesta. Gli autori dei servizi sono freelance e si autoproducono i loro lavori sottoponendosi in seguito alla supervisione dell'autore senza intermediazione alcuna. Una formula intelligente ed efficace che riesce a portare agli usufruitori del servizio una ventata di sana informazione.
N.A.Di.R. ringrazia Bernardo Iovene per la disponibilità e la chiarezza.

Visita il sito: www.report.rai.it
 


Censura legale
NADiRinforma incontra Paolo Barnard , giornalista free lance da sempre impegnato nella produzione di servizi d'inchiesta di elevata valenza sociale, oggi inquisito a seguito di un contenzioso legale facente seguito al reportage trasmesso da Report (RAI 3) nell'ottobre 2001 e in replica, visto l'elevato interesse suscitato, nel febbraio 2003. Barnard, inondato dagli avvenimenti in corso, ha divulgato una lettera via internet che ha suscitato parecchio interesse e che punta l'indice nei confronti della cosiddetta "clausola di Manleva" che gli editori impongono in sede contrattuale declinando così ogni responsabilità dinanzi a qualsivoglia questione giuridica sollevata dai servizi giornalistici.
Il grido di Paolo Barnard non vuole riferirsi al suo caso personale, ma da lì prende la spinta per denunciare le difficoltà incontrate da tanti bravi e volenterosi professionisti dell'informazione che a causa di cavilli contrattuali rischiano di trovarsi "legalmente censurati".
" Così la mia voce d'inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo. Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete ... i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi, comportamenti tecnicamente ineccepibili, moralmente assai meno ".
Intervista a cura di Luisa Barbieri
Produzione: Arcoiris Bologna >>>>
 


 
 
 
 
NADiRinforma: si riprende la chiacchierata con Paolo Barnard a seguire l'argomentazione trattata nella video-intervista " Censura legale ", in quanto l'evoluzione che ne ha fatto seguito ha destato parecchie polemiche tra gli utenti di diversi forum.
Essendo il nostro ruolo quello di dare voce a chi voce non ha, qualsivoglia sia il motivo, cercando di osservare l'imparzialità e l'astensione di giudizio e nutrendo grande interesse per l'informazione quale fondamento della democrazia e al contempo strumento di crescita individuale e collettiva, non potevamo non dare seguito, cercando di chiarire e sottolineare alcuni punti valutabili quali focali nell'ambito della vicenda in corso.
Si ribadisce che ogni polemica tra Paolo Barnard e Milena Gabanelli , pur nell'ambito del massimo rispetto e della massima considerazione umana, non rientra nella situazione che, invece, assume una forte valenza se osservata e valutata nell'ambito della possibilità per la libera informazione di esistere. La preoccupazione e la solidarietà per quei giornalisti che, malgrado le oggettive difficoltà, persistono nel tentativo di raccontare le verità più scomode affinché tutti noi possiamo almeno provare a comprendere le dinamiche del contesto sociale del quale facciamo parte, sono sicuramente i sentimenti che ci animano e che ci spingono a perseverare nella divulgazione. Non possiamo tacere nei confronti della censura espressa da un sistema organizzato ed oligarchico che, temendo ripercussioni quasi sempre di tipo economico, cancella l'etica trasformando i professionisti dell'informazione in " kamikaze " o li imbavaglia sottoponendoli ad un regime di paura.
La solidarietà nei confronti di questi professionisti è totale e la speranza di potere, anche in minima parte, contribuire a creare loro una rete salvagente è accesa oltre ogni limite.
Produzione: Arcoiris Bologna >>>> segue