Sal & Inf:: Oriente e Occidente - un diverso modo di interpretare il mondo invece che dividerci, può unirci

 
di Luisa Barbieri
10 febbraio '12

Le differenze culturali tra Occidente e Oriente sono note e ben documentate, oggi le ricerche dell'Economic and Social Research Council (ESRC) dimostrano che gli orientali realmente guardano il mondo in modo diverso dagli occidentali, differenze concrete esistono nel modo in cui gli inglesi e i cinesi vivono le persone e il mondo che li circonda.

Secondo il ricercatore David Kelly (Royal Holloway, University of London) la popolazione cinese, rispetto a quella britannica, utilizza diversi parametri di decodifica del mondo nel quale è immersa e questo rappresenta un fatto molto importante, non solo dal punto di vista squisitamente accademico, quanto quale elemento cui fare riferimento a comprendere le differenze culturali, che a volte paiono incomprensibili, tra Oriente ed Occidente. Per esempio mentre gli inglesi tendono a guardare negli occhi l'interlocutore nel corso di una conversazione, i cinesi hanno meno probabilità di stabilire un contatto visivo. Mentre ad un inglese l'atteggiamento schivo può creare disagio, in quanto propone una distanza interpersonale cui non è abituato, per un cinese il contatto visivo, vissuto in maniera forzosa, può risultare irrispettoso e/o maleducato. In realtà non è vera in assoluto nessuna delle due decodifiche, ciò che risulta essere reale è solo la diversa interpretazione del contatto visivo nel corso di una conversazione.

Gli occidentali tendono ad elaborare le informazioni in maniera più analitica focalizzandosi sulla chiave di lettura, mentre gli orientali interpretano in maniera olistica tenendo conto anche del contesto e della situazione cui la decodifica non può prescindere.

Se ritorniamo per un momento al contatto visivo, tanto per comprendere meglio, questa ultima considerazione ci fa capire il perché quando un occidentale elabora il volto di una persona tende a fissare l'attenzione su alcuni particolari del volto, specie gli occhi, mentre un orientale , al contrario, gli occhi li eviterà ed assumerà le informazioni necessarie da una zona più ampia del volto. É interessante sottolineare che lo stesso vale (focus di elaborazione particolareggiato verso focus allargato) quando si sottopongono le due culture a riconoscimenti ed elaborazioni di altri stimoli, il processo strategico non varia.

I ricercatori si sono trovati ad esplorare la situazione nella quale si trovano bambini tra i 5 e i 12 anni di età in corso di processo di apprendimento socio-culturale e si è visto con chiarezza che ciò che emerge nettamente quale differenza negli adulti, nei bambini non esiste, se non in maniera davvero poco significativa, le differenze emergono dopo i 12 anni di età.

In un mondo che tende alla multiculturalità, quale dovrebbe essere il nostro, risulta molto importante comprendere i meccanismi che supportano il differente modo di interpretare ciò che siamo e ciò che facciamo, oltre a ciò che incontriamo giorno dopo giorno.

Una maggior consapevolezza delle diversità non può che aiutare a migliorare la comunicazione tra Oriente ed Occidente.

 

Note di approfondimento:
 

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