Eventi : 1° Raduno Internazionale - Don Lorenzo Milani OGGI

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NADiRinforma propone la registrazione degli interventi al 1° Raduno Internazionale a cura del "Centro F. & R. don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana", l'evento di è svolto nelle giornate dell' 8 e del 9 giugno 2012 presso BiblioteCanova et Limonaia di Villa Strozzi a Firenze.
Conduce la due giorni di Convegno
Manrico Casini - Velcha
VENERDI ' MATTINA -1 -
saluti di apertura Manrico Casini-Velcha
sono intervenuti:
 
Giuseppe D'Eugenio – Presidente q.re 4 Firenze (conosciuto come il q.re dell'isolotto) un quartiere popolare, di lavoratori, di precari che presenta molti problemi di tipo sociale, non quelli di marginalità grazie ad un tessuto di soggettività sociali molto diffuso che hanno saputo mantenere la coesione del territorio. Una capacità di aggregazione che nasce da un fertile terreno solidale teso verso la conquista del nuovo attraverso l'inclusione sociale che aiuta al consolidarsi della percezione di appartenenza.
Lo spirito di don Lorenzo si rispetta nella misura in cui si riescono a mettere in campo comportamenti tesi all'aggregazione, alla costruzione malgrado il diffuso smarrimento che pone le sue radici nel condizionamento vacuo e sterile di un sociale poco umano.
Cardinale Giuseppe Betori .- Arcivescovo di Firenze – Pur non avendo conosciuto personalmente don Milani riferisce che, malgrado le tensioni che ebbe ai tempi con la gerarchia ecclesiale, il convegno vuole sottolineare più decisivo nel ricordare la sua persona il suo essere un uomo di Chiesa che ha creduto fino in fondo alla sua vocazione e che ha continuato amare la Chiesa anche quando non si sentiva capito. La conversione di don Lorenzo e il suo “incontrare Cristo, incaponirsi, derubarlo, mangiarlo, fu tutt'uno sino a pigliarsi un'indigestione di Gesù Cristo; partì subito per l'assoluto senza vie di mezzo, voleva salvarsi e salvare ad ogni costo, trasparente e duro come il diamante doveva subito ferirsi e ferire. E così fu. Sia chiaro che lui della Chiesa era innamorato... e non tornò mai indietro, una fedeltà pagata anche a caro prezzo che si può comprendere solo sulla base della sua conversione” come dice don Benzi. Da qui nasce don Lorenzo educatore e maestro, la sua passione civile, l'obiezione di coscienza, anche la sua radicalità nel contestare con forza tutte le ingiustizie e le ipocrisie, i falsi valori del mondo, la sua passione per una Chiesa più vicina ai poveri, più vicina alla gente. Nonostante siano passati tanti anni, la figura di don Lorenzo è più che mai viva: “un maestro che sa i segni dei tempi e indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che si vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso”. Attualizzare il messaggio don Milani significa allargare lo sguardo, sentirci responsabili, cooperare
Stella Targetti - Vicepresidente Regione Toscana – ci propone le sue riflessioni circa il ruolo di educatore di don Milani – l'affermazione di un ex allievo chiarisce il “segreto” del successo in ambito educativo del priore: “Bisogna capire che a noi don Milani ci voleva bene”, quel “ci voleva bene” racconta una storia che ancora oggi è innovativa ed efficace nel processo educativo. La relazione fra l'educatore e l'alunno è quanto mai attuale in quanto di scuola si parla troppo in termini competitivi, mentre a conferma del valore dell'insegnamento di don Milani, anche la scienza, l'esperienza pedagogica vanno a confermare il valore assoluto della relazione. Pur assegnando l'adeguata importanza all'impegno dovuto, la competitività nulla ha a che fare con l'obiettivo principale. L'esperienza di don Milani può aiutarci a comprendere come rendere migliore la nostra scuola, quale luogo privilegiato dove i nostri ragazzi possano prepararsi per il futuro, sviluppando quelle competenze sociali che sono importanti e per la loro crescita e per la comunità tutta.
Lorenza Muti – Presidente Centro Documentazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana – il cambiamento della prospettiva nella comprensione della figura di don Milani a seguire le esperienze di vita e la maturità. La Presidente spiega come e perché si lavora nel centro di documentazione, tra le diverse attività tese a mantenere vivo il messaggio milaniano, ricorda il concorso nazionale per le scuole che ha cercato di divulgare un messaggio milaniano nelle scuole, Diverse scuole hanno partecipato e quelle più meritevoli vengono sostenute per la partecipazione alla marcia di Barbiana. Come ex insegnante la Presidente ha cercato nel corso del suo mandato di allargare il pensiero milaniano con quello che è una progressione, quindi non un concorso per studiare la figura del priore, ma sui temi milaniano, come potrebbe essere l'accoglienza, l'intercultura, l'integrazione, la diversità. Chiedendosi se oggi don Milano fosse tra noi a che cosa si dedicherebbe ?
Giovanni Banchi – presidente del Centro Formazione e Ricerca don L.Milani e Scuola di Barbiana - uno degli obiettivi del Convegno è certamente quello di riuscire a capire il perché moltissimi giovani vengono abbandonati dalla scuola caricandoci di quella responsabilità che può permetterci di guardare “oltre” a comprendere le dinamiche che deviano e svuotano la nostra comunità. Si ribadisce il valore e il potere della cultura “un popolo con più cultura ha e più sta meglio, meno cultura ha e più sta peggio... non c'è niente da fare”. Creare un mondo meno competitivo, dove chi sa di più convive con chi sa meno senza chiedere niente. La chiave di tutti i problemi sta nella scuola, nella coscienza di ognuno di noi. Gli esempi di “Barbiana” nel mondo rappresentano il modo migliore per onorare la figura del priore.
Roberto Izzo – Sindaco di Vicchio (Fi) – da sempre interessato al lavoro di don Milani sino ad essere parte del gruppo costituente del Centro documentazione don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana. Dalle “case minime” di Pontassieve, dove trascorse l'infanzia, alla lettura di “Lettere ad una professoressa” il passo fu breve, il riconoscersi in quegli scritti, nelle esperienze dei ragazzi di don Milani, agì da propulsore nel cammino che l'ha portato ad essere oggi Sindaco del Comune di Vicchio. “Io nei confronti di don Milani mi sono sempre impegnato ed ho sempre nutrito un grandissimo rispetto, anche perché il servizio che lui mise a disposizione dei bisognosi ha rappresentato uno dei fari della mia vita” “al di là della Fede che mi ha sempre sostenuto, io comunque voglio stare dalla parte di chi ha bisogno, dimostrazione ne è tutt'oggi il bilancio (approvato tra mille difficoltà il 14 maggio) del comune che amministro, al primo posto vi sono il sociale e la scuola verso le quali ci impegniamo quotidianamente essendo aspetti fondamentali della nostra Comunità.” Che ne è stato dell'esempio di servizio, della lezione di vita, dello spirito di libertà, di fratellanza, di vero amore di don Lorenzo Milani ? Oggi di questi aspetti ci si dimentica, invece le persone che si mettono al servizio della propria Comunità sono persone libere, tanto più libera, tanto più capace di volere bene alle persone con le quali e per le quali lavora. Mentre don Milani agiva per la Comunità, oggi, invece si parla solo di ciò che non funziona cadendo preda della semplice demagogia e del qualunquismo … tra l'agire e il parlare davvero ci sta il mare in quanto nessuno si sofferma sulle possibili soluzioni del problema nell'interesse della Comunità. “come sindaco sto vivendo una situazione un po' di diaspora rispetto alla figura di don Milani, occorre ricomporre la situazione e chiedo, approfittando di questo Convegno, uno sforzo da parte di tutti per ricomporre tra tutte le situazioni milaniane al fine di fare prevalere il messaggio di fratellanza e di amore che don Milani ci ha lasciato
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sono intervenuti:
don Antonio Ruccia – Direttore Caritas Diocesana Bari-Bitonto – propone una riflessione su quello che oggi è don Lorenzo Milani, perché, al di là dei ricordi che sono fondamentali per potere capire che cosa don Milani ancora ci propone sotto questa variegata proposta di vita, dalla scuola alla cittadinanza responsabile, al senso della pace e della solidarietà, il suo messaggio, come il suo esempio, sono di un'attualità spaventosa.
Da don Milani ho imparato a scoprire come bisogna inventarsi sempre qualcosa di importante per stare dalla parte degli esclusi e dalla parte degli ultimi... don Milani non era il sacerdote dei sentimenti, ma del Vangelo messo in pratica e se provo a pensare quanto e cosa oggi siamo chiamati a fare sotto il profilo educativo-scolastico, nonché legislativo, comprendiamo che don Milani ci avrebbe rimesso intorno a qualche scanno di Barbiana per chiederci cosa noi siamo chiamati a fare”. Qual'è il grande problema dell'oggi ? oggi noi viviamo la crisi di identità della persona umana, i nostri ragazzi hanno difficoltà a comprendere il senso della cultura, dello stare, del condividere, del crescere, ma nello stesso tempo noi siamo figli di una società che non solo ci ha globalizzato, ma che ci ha resi ancora più poveri sotto il profilo culturale. Oggi noi stiamo pagando i debiti di qualcuno che ha venduto debiti. La grande crisi di oggi si chiama lavoro e senza lavoro non avremo più famiglie, non avremo più bambini con tutto ciò che ne consegue. Se oggi nel corso di questo convegno potessimo chiedere che i nostri signori parlamentari, che i nostri dirigenti delle regioni, delle province creassero un fondo del 10% del loro stipendio mensile per il lavoro noi avremmo dato un senso al nostro essere qui, perché noi dobbiamo pensare al futuro, questa è la sintesi dell'essere cittadini-sovrani. La voce di tutti può certamente cambiare in meglio oggi per un futuro migliore
p. Emilio Ceccarini – Superiore dei Piccoli Seminari Comboniani – riferisce ad una sorta di gemellaggio ideologico tra don Milani e don Comboni. Don Comboni visse nel 19° secolo e fu il primo vescovo del Centro Africa in un momento tragico, scelse quel continente in quanto il più abbandonato del pianeta, tentò di donare all'Africa una speranza quando ancora il concilio vaticano stava decidendo se gli africani avessero o meno un'anima. Ebbe il coraggio di ordinare il primo sacerdote africano, mentre ancora il Vaticano decideva se considerare gli africani esseri umani oppure no. Il grido di Comboni era “salvare l'Africa con l'Africa” in contrapposizione all'atteggiamento coloniale che sembrava avere il sopravvento. P. Emilio dopo 13 anni di missioni in Uganda, 11 in Messico, di proiettarsi in un progetto di formazione in Kenia di fratelli comboniani, la problematica che si era evidenziata ai tempi di Comboni si è ripresentata ai tempi del primo sinodo africano. In questa occasione si voleva fare il punto dell'evangelizzazione del continente africano ed analizzare la situazione umana, politica, religiosa del continente, è emerso e i padri sinodali hanno sottolineato un punto cruciale: la promozione umana fa parte integrante della evangelizzazione.
p. Francesco Pierli, superiore generale dei comboniani, presente al Sinodo a Roma, parlando con diversi religiosi, si domandava: come mai ancora nel mondo dove la Chiesa cattolica o i cristiani sono presenti molte volte sono i paesi più poveri ? Il Vangelo come ha influito, come ha trasformato quelle popolazioni ? Come ha sviluppato quei paesi in modo che arrivino veramente a portare la dignità umana ad un livello più alto ? Negli ultimi secoli la chiesa si è basata fondamentalmente sul sacramentalismo, il battezzare per salvare l'anima dimenticando che l'anima vive in un corpo e che deve avere una dignità questo corpo e la dignità di questo corpo dà dignità anche all'anima e viceversa. Perché noi evangelizzatori non riusciamo a dare dignità ? Ci troviamo dinanzi ad un'umanità che vive ancora nel venerdì santo, viviamo un cristianesimo che si è fermato al venerdì santo, la nostra evangelizzazione disgraziatamente si è fermata lì, manca la resurrezione. Il messaggio di don Milani ha voluto portare a quei ragazzi di quel paesetto sperduto quel Cristo povero e abbandonato da tutti, ha voluto metterlo al centro dello sviluppo della coscienza umana e ne abbiamo visto i frutti. Dopo il Sinodo ci si è resi conto che è indispensabile cambiare profondamente quella società e che per ottenere tale trasformazione dobbiamo credere negli africani, dobbiamo prepararli affinché loro stessi diventino gli agenti della trasformazione.
Edoardo Martinelli – allievo di don Milani - introduce il suo intervento spiegando lo spirito di aggregazione che ha da sempre rappresentato il substrato della scuola di Barbiana e che rende inspiegabile le conflittualità che si sono aperte all'interno del gruppo, sprecando in questo modo quelle energie che invece avrebbero potuto essere convogliate nello sviluppo del progetto di don Milani. Martinelli prosegue parlando della sua esperienza quale allievo di don Milani: l'incontro col priore, i suoi insegnamenti, il concetto educativo spazio-temporale che imperava e che ha contribuito ad educare alla diversità e alla criticità.
Mariotto Mariano – Movimento Educatori Milaniani - ci rende partecipi dell'amarezza provata a causa della dolorosa diatriba interna al gruppo della scuola di Barbiana. La sinergia d'azione dei diversi gruppi milaniani ha portato alla realizzazione di meravigliose iniziative che la conflittualità in corso certamente non contribuisce a perpetuare. L'esperienza della rivista di educazione milaniana “I care” (edizioni Saggiorato) che si vorrebbe riproporre.
 
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sono intervenuti:
Paolo Landi – allievo di don Milani. Presidente Nazionale ADICONSUM – il suo intervento prende spunto dalle domande aperte che il 1° Raduno Internazionale “Centro F. & R. don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana” ha voluto proporre: che ne è stato dei ragazzi di don Milani ? Che ne è stato del servizio reso ? L'esperienza personale a Barbiana, quale allievo della seconda esperienza milaniana, ha certamente indotto una scelta sociale che ha caratterizzato la sua vita professionale, un vissuto del sociale come servizio a differenza di chi si impegna nel sociale per fare affari, cosa ben diversa.
Un altro elemento portante dell'insegnamento di don Milani è la sicurezza, quella sicurezza che parte da una considerazione: “quando inizi a fare qualcosa non puoi avere la sicurezza di riuscire, perché se aspetti di avere la certezza non farai mai nulla, devi avere la speranza di riuscire, non l'illusione, ma la speranza”.
Le esperienze di condivisione del pensiero milaniano in tutto il mondo si intrecciano con una ricca esperienza di crescita personale sull'onda dell'insegnamento del priore.
I vent'anni di militanza nel Sindacato, quando, secondo Landi, era ancora lo strumento dei lavoratori atto a fare valere i loro diritti, furono supportati da un consiglio di don Lorenzo che lo ha caratterizzato e definito: “vai a Milano, sarà un ambiente nuovo, qui hai imparato molte cose, ma per un anno morditi la lingua prima di dire la tua opinione... per un anno ascolta, impara, cerca di capire e poi comincerai a dire la tua”. Grazie alla conoscenza delle lingue straniere, cardine del progetto pedagogico milaniano, Landi ci racconta di avere potuto partecipare attivamente a progetti di cooperazione internazionale sino all'attuale impegno all'interno della Fondazione “Consumo sostenibile” legato alla convinzione che il tema della sostenibilità finisce per essere un riferimento per tutto il futuro, rispetto ad un passato caratterizzato dal consumo ad oltranza, la sostenibilità rappresenta un nuovo riferimento che si rifà alla responsabilità del consumatore e a quella sociale dell'impresa.
La capacità di leggere ed interpretare il Vangelo, rendendolo attuale, quindi condivisibile, che aveva don Milani, oltre ad avere caratterizzato le sue scelte di vita, rimane un ricordo indelebile. I racconti di Landi mostrano un don Lorenzo che seppur rigoroso, sapeva relazionarsi ai suoi allievi con gioia e con grande empatia, tanto da divenirne il confidente privilegiato. Invece che domandarsi quale metodo possa rivelarsi valido per insegnare, don Lorenzo era solito dire che la domanda giusta da porsi era: come si deve essere per insegnare ? Perché era e rimane l'essenza dell'insegnante a fare la differenza nella faticosa conquista della criticità di pensiero dell'allievo. Oggi gli insegnamenti di Barbiana sono più che mai attuali, quel rimboccarsi le maniche per cambiare di don Lorenzo, quella suo spingere ad arrischiare nella speranza di potere cambiare, potrebbero andare a colmare quel vuoto di ideali e di speranze che sta paralizzando il mondo globalizzato. Schierarsi, rischiare, partecipare attivamente al cambiamento sono gli ingredienti per affrontare questo nostro momento di decadentismo.
Miguel Martì – Docente Università di Barcellona – studioso di don Milani - ci racconta il suo incontro con don Milani avvenuto nell'estate del 1963, quando giovane studente spagnolo, si trovò in vacanza a Firenze e colse l'invito di entrare in contatto con quella realtà che veniva dichiarata estremamente interessante, tanto interessante da divenire meta di altre spedizioni: spendere quelle ore accanto al suo letto per me è stata la lezione fondamentale della mia vita, è stato come un testamento... mi sono sentito erede di una grande cosa”, fu così che al rientro in Patria, a Barcellona, Martì tradusse “Lettere ad una professoressa” in catalano.
Mario Cardona – Università di Malta – la sua storia personale si intreccia con i libri di don Lorenzo Milani ed è immediata folgorazione, facile è ritrovare nel pensiero milaniano l'identificazione, in quanto, essendo pensiero critico, è in costante evoluzione, capace di essere decodificato ed applicato al territorio ieri come oggi. Segue la traduzione in lingua inglese di “Lettere ad una professoressa”. “Nello scenario sociale di Malta il discorso alternativo di Milani ritrova la sua piena validità, si sente il bisogno di dare la parola agli oppressi, alla gente comune, aiutando ad immaginare un mondo alternativo che sia diverso da quello attuale. L'attuale ordinamento storico è costruito dagli uomini, giova ad alcuni a discapito di molti altri, è un sistema egemonicamente molto solido, ma allo stesso tempo volatile, come mostra l'attuale crisi finanziaria. In questo contesto il discorso della cittadinanza critica acquisisce nuova valenza e il messaggio di don Milani diventa un ottimo strumento, soprattutto nell'ambito della possibilità di ridare alla base il potere di determinare il cambiamento vero”.
Carmel Borg – Università di Malta - ci racconta come dopo la lettura, 6 anni fa, di “Lettere ad una professoressa”, propostagli da un amico e collega (Scienza della educazione Univ. di Malta), sia iniziato il rapporto con il pensiero milaniano. Borg ci dice che il suo rapportarsi con questo ideale pedagogico non è statico o nostalgico, ma molto vivo, concreto e dinamico tanto che insieme al gruppo di studio cui appartiene sono riusciti, seppur lontani dal Mugello, ad “inventare” Milani nel contesto sociale maltese, “un Milani diverso da quello del Mugello di 50-60 anni fa, un Milani nuovo, un Milani maltese... per noi Milani significa trasformazione“. La pubblicazione in lingua maltese del libro su don Milani ha assunto la connotazione di una dichiarazione politica, visto il vissuto di inferiorità che opprime questa lingua. Segue la traduzione con note in lingua inglese di “Lettere ad una professoressa” che, pur essendo più accademico, rimane e rimarca l'atteggiamento contro egemonico del movimento internazionale cui lo stesso Borg appartiene “Critical pedagogy”. Accanto alla fiorente produzione letteraria multilingue la divulgazione del pensiero milaniano entra di diritto nelle aule universitarie nel contesto della formazione di futuri insegnanti. Divulgazione che occupa spazio anche sulla televisione nazionale maltese ove il prof. Borg condurrà una trasmissione in 17 puntate specifica su don Lorenzo Milani.
VENERDI' POMERIGGIO – 2
sono intervenuti:
Federico Ruozzi – membro dell’Istituto per le scienze religiose, Fondazione Papa Giovanni XXIII, Bologna - illustra i progetti della Fondazione Giovanni XXIII a favore della prosecuzione dell'opera milaniana, progetti destinati a sviluppare una proficua collaborazione, in quanto, come dice Ruozzi, risulta necessario continuare l'opera milaniana attraverso le più disparate iniziative unendo le forze per non disperdere e non disperdersi. Altrettanto importante, al fine di mantenere vivo il messaggio, è lo studio del pensiero pedagogico di don Milani e da qui è nata l'idea del Consorzio della Fondazione per le scienze religiose, aperto a tutti, e nel quale convivono le diverse e più sfaccettate realtà, ognuna con le sue peculiarità, ognuna col suo proprio impegno, ma che si muovono tutte con un unico obiettivo che è quello di non disperdere l'opera milaniana. Nella rivista “Cristianesimo nella storia” appare la cronotassi, curata dallo stesso Rozzi in collaborazione con Josè Luis Corzo, degli scritti di don Lorenzo a tutt'oggi se ne contano circa 1200 tra libri e lettere. Presso la Fondazione delle scienze religiose di Bologna, per volontà della madre di don Lorenzo Milani, Alice Weiss Milani Comparetti, venne istituito un fondo già dal 1974, mediante un accordo con l'allora segretario, Giuseppe Alberigo. L'istituzione del fondo era destinato alla raccolta in un solo luogo di tutti i documenti del figlio Lorenzo, l'elenco delle opere, a più di 40 anni dalla morte, ancora non esisteva.
Mauro Matteucci – Centro don Milani, Pistoia – in rappresentanza del Centro Documentazione e Progetto don Lorenzo Milani di Pistoia la cui fondazione fece seguito all'incontro con don Lorenzo nel 1967. “era una giornata nebbiosa e trovammo questo prete sotto un pergolato, era su una sedia a sdraio a righe … quell'incontro avrebbe segnato poi tutta la mia esistenza... ho voluto lavorare nelle scuole, soprattutto in quelle di frontiera... oggi parlare di scuola, sembra di parlare di archeologia, tutto nella scuola sembra crollato, eppure io nella scuola ci credo”. Matteucci dall'incontro con don Lorenzo oltre ad avere tratto una nuova visione del suo mondo, del suo futuro, dice di avere imparato alcuni capisaldi dell'insegnamento propri al priore: l'estrema coerenza con il Vangelo, la responsabilità individuale nelle scelte collettive, l'attenzione per i suoi ragazzi.
Rocco Pompeo – Presidente Fondazione Nesi, Livorno - invita la platea alla consultazione dell'archivio della Fondazione Nesi pubblicato nel sito web corrispondente www.fondazionenesi.org , oltre che alla collaborazioni con le altre organizzazioni impegnate nella raccolta di documenti relativi al progetto di don Milani. Secondo Pompeo l'errore nel quale si può incorrere “è che don Milani rimanesse un patrimonio dei testimoni e degli allievi ...e da un'altra parte un patrimonio degli studi e delle ricerche... Io credo che bisogna uscire, distinguendo tra quelli che sono i milaniani, da quelli che sono i milanini... per mettere in evidenza coloro che si fanno carico di una memoria, di una testimonianza, di un processo e coloro che si fanno portatori di una bandiera o di una maschera con la quale uscire sul teatro” “io mi sento milaniano di seconda generazione” per via Il legame tra don Nesi e don Milani, legame di cui ci parla nel corso del suo intervento. La scelta di fare dell'attività educativa finalizzata all'emancipazione delle persone e delle comunità rappresenta il legame tra l'operato di don Nesi, don Milani e Paulo Freire. Quando don Nesi e don Milani dicono che la scuola è l'8° sacramento derivano questo concetto, al di là dell'espressione, da don Giulio Facibeni a cui don Milano faceva riferimento tanto che quando da Calenzano andava a Firenze “non smette mai di andare a visitare per imparare quella santa figura di don Giulio Facibeni, il quale muore nel '58 con “Esperienze pastorali “ (di don Lorenzo Milani) sul comodino”.
Paolo Ceri – Università di Firenze – porta la sua esperienza di incontro di don Milani attraverso alcune immagini: una camminata su di un prato in discesa in compagnia di don Milani e don Giacomo, con il quale si recò a Barbiana nel '65, il malumore percepito in riferimento alle pubblicazioni del giornale Rinascita che, a parere, scriveva testi lontani dalla comprensione del popolo e che quindi arrivava a creare una distanza dottrinaria e di altro tipo; la presentazione a don Lorenzo di quel giovane, per l'appunto quello che a seguire divento il prof Paolo Ceri, che si era appena iscritto alla Facoltà di sociologia di Trento ed ebbe a ridire circa l'operato di alcuni docenti “don Milani mi guardò e mi disse: lascia perdere, vai in fabbrica; io replicai e lui insistesse: va bene, fai il primo anno, poi vai in fabbrica”; l'immagine di ragazzi che studiavano insieme; lo scatto di insofferenza che don Lorenzo espose dinanzi all'inerzia e l'indolenza espresse di un ragazzo che sedeva con il gruppo a colloquiare. L'amore esigente e verso gli altri e verso se stessi, la solidarietà in vista dell'autonomia
Giovanni Spinoso – giornalista – racconta la sua esperienza di incontro con don Milani facendo riferimento alle tanto famose, quanto celate, lettere del priore a don Bensi, confessore del priore; l'idea che fossero state bruciate dallo stesso Bensi, per via della salvaguardia del segreto confessionale, parrebbe essere non esatta del tutto, in quanto in realtà parrebbe che qualcosa fosse rimasto. La ricerca di ogni riga scritta dal priore trova le sue radici nel desiderio di conoscere sempre più a fondo quell'uomo e quel prete che ha toccato il percorso esistenziale di tante persone
Aldo Piersanti – Operatore Coop Il Fiore, Ladispoli – la gestione della bottega del commercio equo-solidale fa riferimento a Francuccio Gesualdi che esprime chiaramente cos'è il consumo critico in una società consumistica, approfondendo Gesualdi ha sicuramente interpretato il messaggio di don Milani in questa società. Il commercio equo secondo l'operatore Piersanti non si ferma all'aspetto commerciale, in effetti prevale l'aspetto educativo nelle scuole, aspetto che non può prescindere dal pensiero milaniano
SABATO MATTINA 1
sono intervenuti:
p. Ottavio Raimondo, missionario comboniano - introduce alla figura di don Milani esaltandone la cristianità. Il nessaggio di don Milani, lungi dall'essersi cristallizzato pur nelal sua grandiosità, ha assuntop il significato della strada da percorrere per chi, come lui, è animato dai valori umani e umanizzanti tanto semplici e immediati nella loro essenza, quanto difficili e complicati nella loro applicazione in un sociale coem quello che stiamo vivendo. L'attualizzazione della figura di don Lorenzo, tra le tante, si esprime nella campagna solidale lanciata e sostenuta dal Centro formazione e ricerca don L.Milani e scuola di Barbiana "pane a prezzo concordato"
Un viaggio tra l'ironia e la fantasia ha fatto seguito alla lettura di “Lettera ad una professoressa” per Monica Fabbri che ne ha realizzato una versione a fumetti, un modo per arrivare al cuore direttamente, rendendo fruibile a tutti il messaggio di don Milani, Con i suoi disegni, che sono scaturiti dalle parole del libro, Monica dice di avere cercato di evidenziare l'ironia che, a suo avviso, emerge dagli scritti dei ragazzi.
 
Edoardo Martinelli – ex allievo di don Milani – la didattica attiva della scuola di Barbiana “un modo di amare attraverso uno strumento che è la scuola; quando rendiamo capace un bambino di sviluppare il pensiero critico abbiamo creato il miracolo dell'apprendimento, non gli abbiamo trasferito la conoscenza attraverso il nozionismo, ma abbiamo creato il laboratorio”. Edoardo ci racconta un don Milani che rifiuta la lezione frontale, che rifiuta il ruolo trasmissivo, un padre della teologia della liberazione. L'atteggiamento umile che esalta la cultura dei poveri, la cultura contadina, il suo sogno vero non era farci passare dalla montagna alla città, ma era quello di creare un contadino intelligente. Don Milani e Pasolini, precursori del tempo, avevano capito 50 aa prima dove ci avrebbe portato il consumismo, “ha omologato più la società contemporanea che il ventennio fascista”. Oggi la pedagogia milaniania è più che mai attuale, in quanto viviamo l'allontanamento dalla realtà che ci porta ad utilizzare il virtuale in modo astratto. Non esiste separazione tra la scuola e la vita, nessuna dicotomia tra lavoro manuale e lavoro intellettuale. Il concetto di localizzazione di don Milani basato sulle economie vere, un concetto, allora rivoluzionario, sovrapponibile a ciò che si dice oggi: “pensare globale, agire locale” a rivalorizzazione delle diversità. Nelle strategie di don Lorenzo la stessa pluriclasse diventa una risorsa, un modo di stare insieme tra diversi; all'interno di questa diversità ci sono strategie pedagogico-didattiche che agiscono attraverso il metodo attivo, laboratoriale.
Franco BuccaMedico, formazione in Neurologia clinica, Medicina d'Emergenza e Pronto Soccorso, Specialista in Psicologia Clinica, Specialista in Medicina Psicosomatica, Neuropsicologo e Psicoterapeuta del Profondo, dal 1978 si occupa di Neuropsicofisiologia della Mente. Docente all'Università degli Studi di Siena dal 1996, insegna Didattica e Pedagogia Speciale alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Membro della European Association for Counselling. Dall'esempio di don Milani il prof. Bucca confessa di avere appreso dall'esempio di don Milani la propensione ad occuparsi di chi soffre interessandosi alle persone come tali, con una visione globale dell'individuo. Dal 1985 ad oggi, si occupa attivamente di musicoterapia per persone disabili e sogno lucido e delle notevoli potenzialità psicoterapeutiche e riabilitative di queste tecniche. La prima rivolta a soggetti affetti da handicap psichici e/o motori (autismo, sindrome di Down, cerebropatie), o disturbi della comunicazione come nevrosi e psicosi infanitli, disturbi dell'apprendimento. La seconda utilizzata nella psicoterapia del profondo e nella regressione ipnotica per affrontare e risolvere gli eventi altamente traumatici nella vita (life events)
Muna Alrifai, studiosa, ricercatrice siriana ha tradotto in arabo “Lettere ad una professoressa”, frutto della scrittura collettiva della Scuola di Barbiana. Un libro che sa parlare al mondo perché esprime una già consolidata mentalità volta alla conquista della Comunità competente che a tutt'oggi andiamo cercando.
 
 
Fabrizio Borghini - giornalista – autore di “Lorenzo Milani. Gli anni del privilegio”, nel quale racconta i primi vent'anni di vita di don Lorenzo Milani, anni dei quali forse Lorenzo si vergognava, essendo le sue origini collocate nell'alta borghesia fiorentina, mondo dal quale si era astratto. Il lavoro di Borghini nasce da una minuziosa ricerca che viene proposta in una chiave adeguata ad una fluida lettura, è una testimonianza che, comprendendo la gioventù di Lorenzo, così distante dalla maturità, va a completare la conoscenza del grande maestro di vita che fu ed è ancora don Lorenzo Milani.
SABATO MATTINA 2
sono intervenuti:
Davide Rossi - sindacato insegnanti, SISA Italia-Svizzera - centro formazione e ricerca don Lorenzo Milani Lombardia - partendo dal presupposto che la vera scommessa di don Milani sia stata quella del perseguimento dell'uguaglianza, Rossi, pur essendo perfettamente allineato, si rende conto di quanto l'uguaglianza sia difficile da realizzare, di quanto sia espressione di una radicalità evangelica e umana e rappresenti un modo di essere e di agire fortemente politico, quanto gli scritti del priore oggi sarebbero considerati sovversivi in relazione alla virata sociale che gli ultimi 50 anni hanno determinato nella nostra Comunità. Si considera un milaniano molto radicale e disquisisce circa l'attuale proposizione di una scuola che non è possibile non considerasi malata, piegata dalle incompetenze di governi che negli ultimi vent'anni si sono succeduti, ma che in sostanza non sono stati in grado di agire in termini migliorativi, facendo riferimento non tanto alla nostra sana tradizione pedagogica, quanto a male interpretazioni della scuola anglosassone. Il compito della scuola sarebbe quello di costruire i saperi, mentre oggi è un luogo di trasmissione sociale, di trasmissione di nozioni. Don Milani ra quel grande uomo che aveva capito come l'umanità e l'uguaglianza dovessero essere sentimenti più grandi delle identità personali
don Alessandro Santoro - fondatore della comunità cristiana di base Le Piagge di Firenze, studioso ed esperto di Don Milani – rimosso dall'incarico diocesano qualche anno fa don Santoro prosegue entro il suo piccolo-grande mondo fatto di gente cui è profondamente legato a lavorare tenendo fede ai suoi principi così in sintonia con l'esempio che fu di don Lorenzo. Ha scelto di vivere, lavorando come operaio, con il reddito medio delle famiglie che vivono alle Piagge ove lui risiede da 17 anni, ossia 620,00 € al mese. Alle Piagge si sta cercando di vivere una sorta di esperienza di scuola autogestita nel contesto della quale Santoro vorrebbe applicare il principio milaniano che dice che non si può fare parti uguali tra diseguali, in quanto la drammaticità della nostra scuola continua a creare diseguaglianza, incapacità ai ragazzi di potersi proiettare nel futuro e di ridare la parola, quindi sovranità attraverso la parola. Ad oggi è richiesta almeno l'indignazione nei confronti di una scuola che continua a discriminare, a non offrire le medesime opportunità a tutti, se non arrivare a costruire qualcosa di veramente alternativo. Nel progetto scolastico delle Piagge il tentativo è orientato ad entrare dentro la scuola e cambiare qualcosa dimostrando che c'è un modo diverso di poter far scuola, una scuola che non escluda, ma che sappia trattenere amplificando l'umanità dei ragazzi. Nelle periferie popolari urbane si legge in maniera ancora più drammatica l'attualità dell'esperienza di scuola che don Lorenzo Milani ha vissuto e la necessità di poter ripartire da quei presupposti fondamentali, fermo restando l'adesione a quel pezzo di mondo, a quella realtà ove si è chiamati a vivere. Solo attraverso l'adesione è possibile riuscire a capire di cosa c'è bisogno in quella realtà, comprendendo tra l'altro quanto sia necessario stare da una parte a prescindere dalle parole che vengono buttate addosso. L'adesione al mondo nel quale si è chiamati ad operare permette di leggere così bene quel mondo scorgendone le storture, le evidenti contraddizioni ed invece che cercare di accomodare il sistema, sarebbe bene adoperarsi per costruire un immaginario diverso decolonizzandolo riuscendo così a costruire esperienze realmente altre. L'intervento di Santoro vuole terminare con una provocazione stimolando la costruzione di scuole autogestite pubbliche dotate di un presupposto fondamentale: la militanza.
Sergio Pietracito - Presidente dell'associazione 'Vittime del Forteto' – nel corso del suo intervento racconta la storia terribile da lui vissuta all'interno della Comunità Il Forteto, un'esperienza dalla quale è riuscito a fuggire dopo lunghi anni di sofferenze, ragion per cui ha costituito un'associazione che rappresenti le vittime che, come lui, hanno sopportato ciò che quella comunità imponeva.
SABATO POMERIGGIO 1
sono intervenuti:
Mariella Montezemolo – Neuropsichiatra infantile, Psicoterapeuta – ci racconta un aneddoto riferibile a don Lorenzo Milani
Adriano Fontani - lega antimobbing nella scuola – un maestro di scuola elementare da 30 anni a questa parte, un maestro innamorato del suo mestiere in funzione dell'importante funzione che l'essere maestri comporta. Entrò in un contrasto con la scuola nel settembre 2004 e da allora ha preso avvio un'odissea che lo vede protagonista, suo malgrado: “ho scoperto che la scuola tenta sempre più di impedire di pensare in maniera critica ed autonoma”. L'importante ruolo della scuola nel processo di preparazione degli individui a divenire cittadini attivi, il suo compito primario quindi è quello di insegnare a pensare in modo critico. Dal 1999 è scattata l'autonomia della scuola, per cui colui/lei che un tempo era il Preside o Direttore didattico, non è più un funzionario dello Stato, ma è un datore di lavoro, un manager e questo ha comportato una feudalizzazione del sistema scolastico con tutto ciò che questo comporta. I cittadini che si formano all'interno di una scuola di questo tipo non possono essere che individui preda di paure e di conformismo, annullando quella anche dovrebbe essere la finalità stessa della scuola. Oggi come oggi nelle scuole abbiamo un 50% di dirigenti scolastici che non hanno vinto alcun concorso, lo sono diventati con automatismi che si chiamano “corso-concorso” una strana forma di selezione, che selezione non è in quanto superato dal 100% dei partecipanti, che consiste in una sorta di aggiornamento programmato, l'unico requisito è quello di avere fatto il vicario del dirigente scolastico per “x” anni. Questo comporta un abbassamento del livello dei docenti con conseguenti fughe di chi non se la sente di aderire alle richieste di una classe dirigente il più delle volte inadeguata. Una scuola ridotta all'omertà, al silenzio … al mobbing rivolto a quei maestri che “non ci stanno” a proporre un insegnamento di scarsa qualità.
Aldo Bozzolini – allievo di don L. Milani, dai suoi racconti si evince il fatto che nella scuola di Barbiana di diverso c’era anche la partecipazione dei genitori. Passato il periodo di “prova” e capito che quel prete non era stato mandato a Barbiana perché aveva dato noia a qualche sposa oppure perché era un pedofilo, i nostri genitori dichiararono l’affidabilità del Priore. “Se torni a casa e dici che ti ha dato un nocchino, io te ne dò due. Capito?”, mi disse una sera mio padre. Le famiglie erano partecipi in prima persona del modo di fare scuola di don Lorenzo. Non c’era la delega ai professori che si può vedere oggi. Il Bozzolini ripercorre la sua esperienza e con don Milani e con il gruppo che a lui faceva capo raccontandoci un pezzo della storia del Mugello
SABATO POMERIGGIO 2
sono intervenuti:
prof. Gianni Boscolo docente di Filosofia e scienza dell'educazione all'Università dello Stato di Bahia (Brasile) – Ha tradotto “Lettere ad una professoressa” in portoghese non tanto in funzione di una lettura che aveva caratterizzato i suoi studi giovanili, quanto l'avere ritrovato nel messaggio di don Milani elementi che lui stesso nella sua esperienza di insegnante, stava studiando, proponendo. Lui stesso, soprattutto dopo gli anni della dittatura, si è posto la questione del come fare a dare la possibilità ai giovani di divenire protagonisti, di partecipare al cambiamento della storia. La disillusione dinanzi al Governo che attualmente vige in Brasile, un Governo che, nato dalla caduta della dittatura, è di matrice socialista e che, malgrado le ideologie condivise, una volta raggiunto il potere, tende a non determinare i cambiamenti auspicati. Ecco che, allora, il professore animato da forte spirito civico, rilegge e ripropone quel don Milani foriero di cambiamenti sociali, partendo dagli insegnamenti di Paulo Freire, pedagogista brasiliano, importante teorico dell'educazione, così sintonico al pensiero milaniano.
Nevio Santini – allievo di don L. Milani – Centro Formazione e Ricerca don L.Milani – Vicchio - racconta la sua storia di allievo della scuola di Barbiana dal 1961 al 1965, anni nei quali, oltre a licenziarsi in 3° media, ha capito che ben più utile era la scuola di vita che don Lorenzo proponeva in virtù della forza della Parola e dell'Amore. L'affetto che don Milani nutriva nei confronti e dei suoi allievi e delle di loro famiglie era il messaggio più rinforzante ed educativo. “la mia vita è cambiata da quel giorno, lassù, col mio babbo e lui” “quando mi sveglio la mattina e mi faccio il segno della croce, il priore è lì con me per affrontare la giornata insieme, mi spinge e mi da la carica per affrontare i vari problemi della vita quotidiana. A Barbiana è rimasto solo il corpo, il resto è dentro di me”.
Vanna Innocenzi – Zoomedia.it – la fatica di affrontare questo nostro contesto sociale, la fatica di separare ciò che intralcia e qui esce il messaggio di don Milani, il Vangelo, la Costituzione. Noi siamo responsabili e ad un certo punto dobbiamo rifiutarci di fare ciò che la coscienza non può permettere, come sfruttare chi è disposto a lavorare anche e solo per 4 € all'ora. L'unica possibilità che abbiamo è il rendersi consapevoli ed agire di conseguenza.
 
Manrico Velcha: riepilogo delle giornate
 

 

Firenze - 8 & 9 Giugno 2012, a.D. Limonaia e Anfiteatro di Villa Strozzi

“Ecco Noi per esempio…”

Ecco come l’Azione e le Parole di don Lorenzo
hanno segnato la vita e la storia dognuno di noi

SERVIZIO INFOS

Mostra Fotografica

a cura del “Centro F. & R. don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana”

dal 1 al 7 Giugno presso la BiblioteCanova, Via Chiusi, 4/3A - 50142 Firenze Tel. 055-710834

nei giorni 8 & 9 Giugno presso la Limonaia di Villa Strozzi, Via Pisana 77 (Oltrarno) Firenze

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Programma

“DON LORENZO MILANI…OGGI”

Venerdì 8 Giugno

Ore 08:45 Registrazione Partecipanti attivi e Relatori al Raduno

Ore 09:15 - Inaugurazione Raduno Internazionale con la partecipazione di:

Stella Targetti (Vice-Presidente Regione Toscana),

Giuseppe Di Fede (Assessore all’Istruzione - Provincia di Firenze)

Giuseppe d’Eugenio (Presidente Quartiere 4 Firenze),

Roberto Izzo (Sindaco di Vicchio),

Cardinale Giuseppe Betori (Arcivescovo di Firenze),

Lorenza Muti, Presidente del Centro Documentazione Don L. Milani & Scuola di Barbiana

Giovanni Banchi Presidente del Centro F. & R. don L. Milani & Scuola di Barbiana

Ecco Noi per Esempio” – L’Esperienza di don Milani vista attraverso gli occhi e il vissuto dei ragazzi a Barbiana e Calenzano

Ore 09:45 Interventi di Allievi delle Scuole di don Lorenzo Milani a Calenzano e Barbana, inframmezzate da Video, domande del pubblico, incursioni letterarie e musicali.

Ore 13:15 Interruzione lavori, che riprenderanno alle 15:15

Nell’intervallo, saranno visionabili testi e registrazioni di don Lorenzo o relativi a studi e ricerche su di lui.

Ore 15:15 – Prosecuzione degli Interventi degli allievi e di vari Gruppi e Centri Milaniani, ancora inframmezzate da Video, domande del pubblico, incursioni letterarie e musicali.

Sabato 9 Giugno

Ore 08:45 – Proiezione “Lettera a una Professoressa” a fumetti, a cura di Monica Fabbri

Testimonianze ed Esperienze di due degli ‘otto ragazzi’ che hanno partecipato allaScrittura collettiva” del testo. - “Il Silenzio del Potere”.

Ore 10:15 Coffee time e passaggi musicali.

Ore 10:30 - L’Esperienza di don Milani vista attraverso gli occhi e il vissuto delle Personalità che pur non conoscendolo, lo hanno preso ad esempio. Loro interpretazioni e realizzazioni.

Ore 13:15 - Pausa pranzo.

Nell’intervallo, saranno visionabili testi e registrazioni di don Lorenzo o relativi a studi e ricerche su di lui.

Ore 14:45– Prosecuzione degli interventi iniziati alle ore 10:30

(Prevista breve  interruzione caffè alle ore 17:15 )

Ore 19:25  Chiusura  da parte del Moderatore.

Ore 21:30 – “Lettera a una Professoressa” Spettacolo teatrale della Compagnia “Chille de la balanza”, dall’omonimo libro di ‘Scrittura Collettiva’ della Scuola di Barbiana. Di e con Claudio Ascoli.

Coordinatori Organizzazione et Lavori : Manrico Casini-Velcha & Giuseppe Oliverio

Organizzatori et Sostenitori Evento :

Centro F.& R. Don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana

Centro Documentazione Don Lorenzo Milani & Scuola di Barbiana

Associazione Culturale “Contemporary”

Comune di Vicchio

Comune di Firenze. Quartiere 4

Aderiscono al Raduno:

Molti dei “Ragazzi” di don Lorenzo Milani alla Scuola di Calenzano e Barbiana, eppoi, Valeria Milani Comparetti (Nipote di don Lorenzo Milani), Muna Alrifai (Studiosa, Ricercatrice - Siria), Prof. Bruno Becchi (docente e ricercatore), Dr. Riccardo Bigi (giornalista e saggista), Prof. Carmel Borg (Univ. di Malta), Dr. Fabrizio Borghini (scrittore e giornalista), Prof.Gianni Bozzolo (Università - Brasile), Arch. Giuseppe Brugellis (Firenze), Dr. Franco Bucca (Psicologo), Carmelo Campana (Pax Christi), Dr.ssa Elizabeth Campbell (Nuova Zelanda), Dr. Piero Cappelli (Giornalista), Prof. Paolo Cardona (Univ. Di Malta), Prof. Paolo Ceri (Doc.Sociologia,Univ. Firenze), Don Giuseppe Colavero (Agimi. Italia-Albania), Prof.ssa Adele Corradi, (collaboratrice di don Lorenzo Milani), Prof. José Luis Corzo Toral (religioso, Rettore Facoltà Teologia, Univ. Salamanca-Madrid), Giovanni Cresci (AGESCI), Gianni Criveller (Missionario del PIME Cina, Mongolia, A.S-E e Filippine), Prof. Dr. Tullio De Mauro (Filologo, saggista, docente univ.), Dr. Claudio Dondi (SCIENTER: Bruxelles, Granada e Bologna), Dr. Othmar Eiterer (scrittore), Dr.ssa Maria Grazia Fida (scrittrice e docente), Dr.ssa Liana Fiorani (saggista e ricercatrice, Parma), Prof. Adriano Fontani (Lega Antimobbing nella Scuola), Don Giuliano (priore di Vicchio e di Barbiana), Dr. Christiane Hechler (Frankfurt, Germania), Dr. Pietro Ichino (giuslavorista, docente, senatore), Dr.ssa Vanna Innocenti (Zoomedia – Firenze), Prof. Louis Jacobelli (Catholic Board of Education – Toronto, Canada), Prof. Helena Langenbach(Docente - Berlino & San Pietroburgo), Mario Lancisi (scrittore & giornalista), Johnny Marruca (Steelworkers Union –Pittsburgh, USA), Dr. Miquel Marti (Spagna), Dr. Mauro Matteucci (Centro don L.Milani – Pistoia), Franco Mella(Missionario del PIME Cina, Mongolia, A.S-E e Filippine), Prof. Mariano Mariotto (Movimento Educatori Milaniani), Dr.Alessandro Mazzerelli, (terziario francescano), Prof. Giancarlo Monticelli (Docente e Commediografo), Dr. GiorgioPecorini (giornalista e scrittore – amico di don Lorenzo), Padre Ottavio Raimondo e i Missionari Comboniani, Dr.Gianfranco Riccioni (Amico, Saggista e Ricercatore), Dr. Renzo Rossetti (Servizi d’arte e informatici, EDRO-Borgo a Buggiano-PT), Prof. Davide Rossi (Sindacato Insegnanti SISA – Italia-Svizzera), Don Renzo Rossi (Seminarista con don Lorenzo), Don Antonio Ruccia (Charitas), Dr. Federico Ruozzi, (Fondazione Giovanni XXIII-Istituto Scienze Religiose di Bologna), Don Alessandro Santoro (Comunità de Le Piagge), Dr. Olga Vasilieva Scanta (Accademia delle Belle Arti di Mosca e San Pietroburgo), Prof. Gegé Scardaccione (Bari), Prof. Andrea Segré, (Università di Bologna,‘Last minute market’), Prof. Simeone Domenico (docente Univ.), Dr. Antonio Socci (scrittore & giornalista), Dr. Giovanni Spinoso (giornalista, saggista e ricercatore), Dr. Massimo Toschi (Operatore di Pace & Studioso), Dr. Alberto Trevisan (Storico Obiettore di Coscienza), Dr.ssa Renate Wendt (Console Germanico di Firenze),

Letture a cura dei “lettori volontari” del Quartiere 4.

Brani musicali eseguiti da “Acquaraggia”

Filmati & Foto concessi dalla “Fondazione Giovanni XXIII-Bologna”, dalla “Emi” di Bologna e dalla Famiglia Milani.

Comunicato Stampa e Pubblicazione su Firenze Spettacolo a cura di “Contemporary”.

Luoghi di svolgimento: BiblioteCanova et Limonaia di Villa Strozzi

Allestimento Mostra e trasporto materiali: a cura di “Contemporary”

Impianto Voci e Luci a cura di: “Officine creative”

Proiezione Filmati: a cura di “Contemporary”.

 

P.S.: * Dell’Evento saranno realizzati una serie di DVD e la stampa degli Atti.
* Per tale ragione, chiediamo a tutti gli Iscritti a parlare di lasciare un testo scritto (anche solo sunteggiato) di quanto andranno ad esporre. Grazie.
 
 

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