le nostre storie: "Istruzione MTB"

 
 
 

 

 

Istruzione MTB

di Pier Paolo Olivieri

3 gennaio '13

 
Andare in bicicletta ? Ovviamente si impara da soli o comunque non c'è bisogno di un istruttore” questo il presupposto di fondo che è stato soppiantato dalla necessità di un uso più consapevole ed appropriato del mezzo, quale enorme risorsa atta ad avvicinare chiunque alla Natura. Ora come ora si è evidenziata la necessità di acquisire gli strumenti idonei per una più sicura ed efficace guida. Non si tratta di allevare potenziali agonisti, ma di dare l’opportunità a tutti di allenare e far crescere la propria preparazione fisico/tecnica.
 
Ne deriva una conoscenza del nostro corpo e dei nostri limiti che potremmo di volta in volta cercare di spostare sempre più avanti con un ritorno di soddisfazione e autostima che non si esaurisce nella sola fase sportiva, ma abbraccia l’intero arco del nostro vissuto quotidiano.
In particolare sono i bambini/bambine che hanno bisogno di maggior attenzione e necessitano di essere direzionati allo sviluppo di una disciplina che rispetta il loro corpo, perché la diversa età comporta un apprendimento ed uno sviluppo motorio estremamente differente e il formare gruppi di età eterogenea diventa fondamentale per un sano confronto/crescita relazionale e sportiva.
Si evidenziano infatti, carenze formative proprio nella fascia della prima età evolutiva, cioè quella dell’infanzia e della pre-adolescenza. In questa fase sono poche le opportunità di svolgere sport, soprattutto all’aria aperta, che non sia finalizzato a qualche attività agonistica, di squadra o singole. C’è bisogno di tirare fuori i nostri figli dai loro nidi protetti e farli relazionare con gli altri coetanei senza la supervisione degli adulti.
A me piace dire che occorre ripristinare quelle sane abitudini che hanno caratterizzato i bambini della mia età, che non vedevano l’ora di uscire di casa per andare in cortile a giocare con gli amici. Il cortile rappresentava lo spazio libero dove sperimentare il nostro corpo e la nostra fantasia lontani dagli occhi “indiscreti” degli adulti e in auto-regolamentazione.
Da queste considerazioni, sfruttando la mia passione e competenza acquisita in quindici anni di pratica e formazione, è partito il progetto che sto portando avanti nel tempo libero attraverso la collaborazione con il centro sportivo italiano (CSI).
 
Il centro sportivo italiano, CSI divisione provinciale di Bologna da anni si sta impegnando attraverso le società affiliate come la Gemini ASD, di cui sono consigliere e dirigente tecnico, per diffondere la mountain bike come attività motoria in ambito scolastico ed extrascolastico.
L’esperienza accumulata nei campi estivi del CSI presso il centro Villa Pallavicini di Bologna e l’evento “Città dello Zecchino” svolto nel Parco della Montagnola, sempre a Bologna, indicano una crescente richiesta di attività con la bici da fuori strada.
 
Il CSI Bologna alla Città dello Zecchino 2012
Conscio della criticità dei tempi odierni e di una nuova responsabilità che investe lo sport in ambito sociale, mi sto attivando col mio gruppo ciclistico per creare un centro di aggregazione giovanile all’aperto dove svolgere attività di formazione e libera frequenza per mountain bike.
Per fare questo è necessario un forte impegno come volontari supportati da un'altrettanta forte impronta tecnica di tutte le figure coinvolte nella difficile gestione del grande capitale umano che ci viene affidato in ambito sportivo. Si tratta quindi di svolgere un attento e scrupoloso lavoro di selezione degli operatori, in quanto, oltre all'aspetto tecnico, devono essere investiti del delicato ruolo di stimolare l'interesse della collettività verso i giovani, mettendo in moto strategie virtuose che siano in grado di riposizionarli al centro.
La scommessa più grande è far comprendere ai genitori la sinergia che sarebbe bene si sviluppasse tra loro e l’istruttore/allenatore nel concorrere alla formazione sportiva e socio-educativa degli atleti o semplici praticanti, che non devono essere percepiti come pacchetti da depositare qua e là nella difficile gestione del quotidiano familiare.
Al contempo però non si deve nemmeno esagerare imponendo un’agenda di impegni da far impallidire anche l’adulto e atleta più strutturato.
Ricordiamoci che stiamo coltivando la futura classe imprenditoriale e manageriale, trasmettendo rispetto e libertà, spogliate delle nostre ansie e frustrazioni.
 
Questa è la filosofia che mi anima e l’intento è redistribuire la mia fortuna nata dalla scoperta di questo sport e del grande patrimonio che è insito in esso, dove la bici non è altro che un mezzo per condividere valori.
Il contesto è la natura in tutte le sue forme libere o organizzate come il bike park di Sestola (MO), dove è attivo da anni un luogo dedicato ai bikers principianti, escursionisti ed agonisti.
 
Ora anche i bambini hanno la possibilità di provare la disciplina veloce DH e Free-ride in sicurezza attraverso la guida di accompagnatori specializzati nel ruolo di avviamento. Un modo sano di trascorrere una giornata per bambini non allenati, che possono avvicinarsi a questo mondo evitando la dura fatica della risalita essendo essa supportata dall'ausilio degli impianti di risalita della stazione sciistica presente nel parco.
É ovvio che l'utilizzo estivo degli impianti, oltre a facilitare gli allenamenti, viene a rappresentare un importante vantaggio per la comunità locale che vede così incrementare nuove forme di sostentamento e ripopolamento dell’appennino, svuotatosi nel dopoguerra seguendo la migrazione della civiltà industriale.
 
 
 
 
 

Condividi