Sal & Inf: attività fisica e potenziamento delle funzioni cognitive - L. Barbieri

a cura di Luisa Barbieri
9 gennaio '13
La ricerca suggerisce che un regolare esercizio fisico aerobico è in grado di potenziare le funzioni cognitive, anche nella popolazione sana.
 
 
Lo studio di Hayley Guiney e di Liana Machado (Department of Psychology and Brain Health Research Centre, University of Otago, New Zealand) “Benefits of regular aerobic exercise for executive functioning in healthy populations” è stato pubblicata on line su Psychonomic Bulletin & Review l'11 dicembre 2012.
Lo scopo dello studio è quello di evidenziare quali aspetti dell'esercizio incidono favorevolmente sul funzionamento dell'organismo nella popolazione sana, considerando separatamente le fasce di età: bambini, giovani adulti, adulti più anziani.
 
I dati scientifici relativi al processo di invecchiamento forniscono l'evidenza dei benefici derivanti dall'esercizio fisico che tenderebbe a rinforzare l'attenzione selettiva, modulare l'aggressività, migliorare le capacità mnemoniche e comunque ad ampliare una vasta gamma di funzioni esecutive.
 
Soprattutto nel caso degli adulti anziani, lo studio, attraverso la somministrazione di specifici tests, ha evidenziato una migliore risposta in ambito cognitivo rispetto a campioni coetanei non praticanti esercizio fisico. Oltre alla testistica anche la risposta strumentale (RNM) conferma il miglioramento delle condizioni del cervello in anziani sottoposti a regolare attività fisica, ad esempio si riscontra una minore atrofia a livello della corteccia prefrontale e temporale, oltre alla conservazione dei tratti neurali che collegano la corteccia prefrontale ad altre regioni del cervello.
Inoltre gli adulti più anziani fisicamente attivi hanno più alti i livelli circolanti delle neurotrofine, senza considerare l'evidente incremento del flusso ematoencefalico.
 
Si sono messi a confronto (RNM effettuata prima e dopo) anziani sedentari e anziani fisicamente attivi e dopo 6 mesi negli individui attivi si è potuto riscontrare un significativo aumento dei volumi di materia grigia e bianca nelle aree frontale e temporale legate agli aspetti del controllo esecutivo, tristemente note in quanto legate in senso degenerativo all'avanzare dell'età.
Gli adulti anziani attivi fisicamente mostrano una migliore capacità di guida dei veicoli, da porsi in relazione con il sovracitato rinforzo cognitivo e la migliore capacità di risposta agli stimoli, essendo più attiva la capacità di porre attenzione e modularsi nelle risposte all'ambiente.
 
Nelle fasce più giovani il dato risulta meno evidente, anche perché sono stati condotti meno studi in questa fascia di età, ma, come sostengono gli autori, nonostante la forma fisica non interessi tutte le aree deputate alle funzioni cognitive, non si può escludere il beneficio.
Certo è che, essendo essi nel fiore degli anni, il beneficio può non risultare in modo tanto evidente quanto nelle persone più anziane, comunque non può essere escluso nei giovani impegnati in regolare attività fisica ed in ogni modo valutazioni a mezzo di risonanza magnetica hanno evidenziato il potenziamento di specifiche zone cerebrali anche nei bambini.
 
Pur tenendo conto del fatto che sicuramente ulteriori indagini in questo senso dovranno fare seguito, questo lavoro compilativo degli scienziati neozelandesi sottolinea il beneficio che l'attività fisica determina anche e soprattutto a livello del funzionamento cerebrale, considerando il fatto che viviamo in una società sempre più sedentaria e che il deperimento delle funzioni cognitive rappresenta un elemento da tenere in alta considerazione per l'individuo e per la società tutta.
 
L'allungamento delle aspettative di vita è una realtà che va considerata ed attentamente monitorata, perché vivere più a lungo è bene, ma ancora meglio è avere la possibilità di conservare integre le proprie capacità funzionali tanto da potere godere dappieno della vitalità.

 

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