Sal & Inf: comportamento alimentare ed emozioni

di Luisa Barbieri

Un sondaggio condotto tra gli psicologi dell'APA fa riferimento alle emozioni quali ostacolo prioritario al perseguimento dell'obiettivo “perdita di peso corporeo”.
Sembra convalidato anche dall'esperienza degli psicologi il fatto che il riequilibrio del peso corporeo, in particolare la perdita di peso, non si possa relativizzare solamente alla riduzione dell'introito di alimenti e all'incremento dell'attività fisica, ma la si debba porre in relazione col campo emotivo del soggetto in questione.
L'indagine è stata condotta dal Consumer Reports National Research Center su di un campione di 1.300 psicologi, esperti nell'ambito dei Disturbi del Comportamento Alimentare, selezionati in modo casuale da un file dei membri della American Psychological Association (APA).
Alla domanda in riferimento alle strategie più appropriate in base alla loro esperienza, le risposte degli psicologi confluivano nel:"capire e gestire i comportamenti e le emozioni legate alla gestione del peso".
 
La fame psichica rappresenta un ostacolo alla perdita del peso eccedente, così come il mantenimento di un programma alimentare equilibrato ed adeguato all'obiettivo. In generale le strategie migliori sono state individuate nell'associazione tra l'acquisizione di un comportamento più modulato e l'individuazione nonché la decodifica delle emozioni legate all'alimentazione.
 
Un 90% degli intervistati ha sottolineato l'importanza di prestare attenzione al campo emotivo del paziente per aiutarlo nel perseguimento dell'obiettivo, in quanto si è compreso che sinché non si risolvono le problematiche psichiche che vengono sublimate sul cibo, anche una possibile perdita di peso non potrà considerarsi stabile.
Più di un 70% dei terapeuti interpellati annovera, tra i vari approcci vincenti, la terapia cognitiva, il problem solving e l'empowerment. Un ottimo sostegno alla terapia è rappresentato dalla creazione di una forte motivazione e dall'acquisizione della capacità di valutare i propri comportamenti. Il cognitivismo aiuta ad identificare e ad affrontare quei pensieri negativi e quelle emozioni che stanno alla base dei comportamenti non salutari; la consapevolizzazione permette di accogliere pensieri ed emozioni senza sottoporli a giudizi, ma, in virtù dell'accettazione, a decodificarli e a viverli relativamente al momento, imparando così a vivere il presente, pre-requisito indispensabile per migliorare la qualità di vita.
 
Secondo Norman B. Anderson, Amministratore delegato dell'APA : "Anche se è generalmente accettato che i problemi di peso sono per lo più causati dalla combinazione di fattori biologici, emotivi, da problemi comportamentali e ambientali, questi nuovi risultati mostrano il ruolo chiave dello stress e della regolazione emotiva a perdere peso. Pertanto, le migliori tattiche di perdita di peso dovrebbero integrare le strategie per affrontare le emozioni e il comportamento, nonché l'insegnamento destinato all'acquisizione di stili di vita che contemplino lo svolgimento di attività fisica e l'abitudine a fare scelte alimentari sane”
 
I risultati del sondaggio saranno riportati nel numero di Febbraio 2013 della rivista Consumer Reports Magazine® (on line ConsumerReports.org.).
 
La nostra esperienza di medici, psicologi ed educatori, che prese avvio nel 1987 presso un ospedale pubblico per poi proseguire in un'organizzazione di volontariato dal 2001, presta conforto all'indagine eseguita dal Consumer Report, tanto da arrivare ad inquadrare i Disturbi del Comportamento Alimentare nell'ambito dei Disturbi di Relazione.
Facile è comprendere come la conseguenza dal punto di vista e diagnostico e terapeutico non possa prescindere dal fattore emotivo-comportamentale, nonché cognitivo, dell'individuo che presenta il disagio espresso, nello specifico, attraverso un disequilibrio del peso corporeo e/o del comportamento alimentare.
 
Un setting poco medicalizzato, ma molto partecipativo, così come una sana relazione coi terapeuti, in prima istanza, quindi con altre persone esprimenti disagio, aiutano il riconoscimento e la regolamentazione delle emozioni e delle risposte all'ambiente interno ed esterno intervenendo nell'azione di riequilibrio del rapporto col cibo, col proprio corpo e coi propri vissuti, nonché con il comportamento in ambito alimentare.
 
Note di approfondimento:
 
 

 

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