Sal & Inf: salute e coppia gay

di Luisa Barbieri 
27 febbraio '13
 
Il Journal of Health and Social Behavior pubblica uno studio condotto da un gruppo di ricercatori facenti capo alla Michigan State University che, a seguire una lunga ricerca, asserisce quanto e come il mancato riconoscimento legale delle convivenze omosessuali possa risultare determinante in termini sfavorevoli sullo stato di salute dei componenti le coppie.
 
Hui Liu, Dipartimento di Sociologia alla Michigan State University, nonché capogruppo della ricerca, ha dimostrato il fatto che le persone sposate, ossia coloro che convivono supportati dal riconoscimento e dal supporto anche legale della Comunità di appartenenza, a parità di condizioni socio-economiche, nonché dei livelli di istruzione, di reddito e di copertura assicurativa, presentano uno stato di salute migliore di coloro che appartengono a coppie omosessuali conviventi, ma non legalmente riconosciute.
 
Lo studio potrebbe avere implicazioni nel dibattito in corso sul matrimonio gay in alcuni Stati degli USA, tra i quali il Michigan, dibattito che sembra sempre più orientato al riconoscimento.
Il dato che emerge dallo studio non è affatto da sottostimare in quanto, come dice la dott.ssa Liu: “la legalizzazione del matrimonio gay potrebbe contribuire a migliorare le condizioni di salute di parecchi individui implicati forzosamente in una convivenza oggi non riconosciuta legalmente” in quanto la legalizzazione del matrimonio omosessuale potrebbe portare i benefici derivanti dal matrimonio eterosessuale, ampiamente documentati da studi scientifici (vedi note di approfondimento).
 
Lo studio, condotto tra il 1997 e il 2009, ha analizzato circa 700.000 National Health Interview Surveys (NHIS), una raccolta dati provenienti da interviste personali che propone una vasta gamma di argomenti legati allo stato di salute, ha compreso 3330 tra uomini e donne identificate come omosessuali conviventi.
La disparità emersa nell'analisi delle coppie rispetto al genere sembrerebbe da collegarsi alla mancanza di risorse sociali, psicologiche ed istituzionali che derivano dal matrimonio civile; a questo stato, già di per sé deficitario, è stato stimato il livello di stress cui questi individui sono sottoposti per via dell'omofobia e della discriminazione cui spesso le coppie gay conviventi sono sottoposte.
 
A completare l'indagine sono state esaminate anche le differenze etniche ed è emerso un dato preoccupante, ossia che le donne lesbiche nere versano in uno stato di salute meno adeguato rispetto a quelle bianche. Ambedue le categorie di donne figurano meno sane di quelle che vivono una coppia eterosessuale, sebbene le bianche omosessuali stiano meglio rispetto alle bianche etero, ma single.
 
I pregiudizi legati e al genere e all'etnia svolgono un ruolo devastante sullo stato di salute di coloro che li devono subire, in quanto tutto ciò che il contesto sociale può offrire alle coppie etero, quindi riconosciute nei loro diritti fondamentali, viene a mancare o a risultare insufficiente.
Questa ricerca dovrebbe farci pensare e in relazione al nostro senso civico e alla nostra consapevolezza, sinanche salvaguardia, dei diritti fondamentali dell'uomo e alle conseguenze, positive per tutta la Comunità, volte a migliorare lo stato di salute sociale. Dovrebbe, inoltre, suggerire alle istituzioni quale comportamento, dal punto di vista legislativo, sarebbe bene tenere a migliorare la qualità di vita della cittadinanza di cui dovrebbero essere responsabili.
 
Note di approfondimento:
Sal & Inf
sommario
 

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