Diritti Umani: Marco Cinque propone due poesie di Fernando Eros Caro

DUE POESIE DAL BRACCIO DELLA MORTE scritte dal mio fratello adottivo Fernando Eros Caro, nativo americano di ascendenza yaqui rinchiuso da quasi 30 anni nel penitenziario di San Quentin. Nella foto, scattata a San Quentin nel 2007, siamo io, Fernando e sua sorella Cha-Cha...
 
GLI ANTENATI
Generazioni scivolate nel silenzio del tempo
nomi trascorsi e mai dimenticati
reali come il seme dell’oggi
nello spirito di un passato che sfuma

Quanta saggezza lasciata prima di morire
l’impronta di pollici battuti sulle nostre storie
offerta sul piatto rituale di una vita
per festeggiare sino al tocco del crepuscolo

Essi ci spingono a ricordare
le loro immagini scorrono nell’aria
piena di ombre, un mondo di ombre
che vive nelle cerimonie terrene

Essi ancora esistono ai nostri occhi di fede
in altri mondi e modi di essere
per ritrovarci nel ritorno, dopo la fine
e parlarci in sogni e respiri

Voci di immagini scolpite sulle pietre
nascono dalla nebbia del tramonto
e cercano noi per donarci ciò che non troviamo
qui, nella natura smarrita dei nostri giorni

Un vecchio muore, un libro si chiude
come, come li ricorderemo
attimi perduti nei nomi, nelle memorie
cercano di rinascere in noi stessi

E restano sussurri di un tempo andato
andato, ma che torna di nuovo
per parlarci di ciò che stiamo imparando
incoraggiandoci ad affrontare le nostre paure

Questo canto è per voi, antenati
per innalzare la gratitudine al cielo
per tramandare retaggi e radici
perché la musica dei nostri figli viva in eterno

Creatore, dovunque siano andati gli anziani
il loro passato esiste e ci aspetta
come in un cielo immaginato
per danzare una volta ancora
su questa terra.

IL MONDO DEI FIORI

Il deserto non ha strade
che allevino il mio cammino
e il grande saguaro troneggia alto
sui suoi decenni di saggezza

M’inoltro nella prima luce mattutina
in un giorno di quiete primaverile
cercando suoni incantati
ed angoli sacri

Da dove arriva la forza
che fluisce attraverso ogni cosa
nasce la stessa energia soffiata
nel primo fiore

E i fiori si aprono
coi loro petali offerti al cielo
e ondeggiano al sole che passa
accennandomi un saluto.
Centinaia di piccoli fiori
con gli occhi che vagano in cerca
ascoltano i miei passi in arrivo

Riscaldati dalla brezza del deserto
sfidano una terra aspra, riarsa
sono simboli di pure, legittime armi
per difendere il bene dal male
approvazione divina e ricompensa

Danzano i fiori, come
su un refolo di suoni
e ondeggiano e vibrano
e gioiscono al richiamo del sole

Da dove la vostra musica, fiori
che non mi stanco mai di ascoltare
da dove questa felicità, questa delizia
questi sussurri e sorrisi e respiri

Voci e immagini all’unisono
vivono nel bisbiglio di anime antiche
e spalancano una finestra sul mio sentire
diffondendo il profumo della vita

 
Fiori, seminati in terra, sbocciati al cielo
dove la pace regna, come dovrebbe tra noi
ma questa bellezza confonde, mi spezza il cuore
perché è qui, in loro, che trovo il mio El Dorado

Quando me ne andrò, sarò fiori di cielo
e fiori sulla terra e verità e vita eterna

Guardo la Terra dei Fiori
e tutto, tutto di lei, ogni cosa
è me.

 
 

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