le nostre storie: il mio Paese - Tino Di Cicco

Il mio Paese

Tino Di Cicco

Questo non è il mio Paese, se i nostri operai hanno gli stipendi più bassi d'Europa, mentre i politici che li rappresentano si concedono le retribuzioni più alte d'Europa.
Questo non è il mio Paese, se i nostri migliori ragazzi debbono fuggire all'estero per trovare un lavoro, mentre i migliori lavori di casa nostra sono gestiti dalle mafie di ogni colore.
Questo non può essere il mio Paese, se i Governi cadono o resistono non sulla base della capacità di tutelare il bene comune, ma in base alla compravendita degli Onorevoli parlamentari.
Questo non è il mio Paese se i Giudici corrotti con sentenze passate in giudicato vengono fatti passare per persone per bene, mentre quelli che tentano di punire i reati vengono derisi e offesi dalla claque del Minotauro.
Questo non può essere il mio Paese se gli Onorevoli moderati della Libertà occupano i Tribunali, come neanche i manipoli del manganello e dell'olio di ricino hanno saputo fare.
Questo non può essere il mio Paese, se un contadino obbligato a servire in armi la Patria per 10 anni, merita una ricompensa di 50 centesimi al giorno, mentre i Boiardi di Stato che si sono serviti della Patria, vengono compensati con pensioni di 90.000 euro al mese. Pensioni quasi sempre ottenute con contributi figurativi: pagati cioè dal contadino sottratto ai campi per servire la Patria in armi.
Questo non è il mio Paese, se un Sindaco innamorato della legalità e della sua comunità, deve essere ucciso da una storia e una cultura che da millenni conoscono i mandamenti, le clientele, i clan, le tribù, ma ignorano il bene comune.
Questo non può essere il mio Paese, se la donna può sperare nella sua dignità e nella sua libertà solo al prezzo di morire per mano dei “propri cari”.
Questo non può essere il mio Paese, se la corruzione è lo strumento più efficace per realizzare i propri obiettivi; se le fortune dei politici passano quasi sempre per le sagrestie e per la Curia romana (umiliando così gli uomini e ogni idea del divino) ; se le gerarchie che parlano in nome di Gesù, si fanno precedere da ossequi che farebbero impallidire il povero Gesù.
Questo non è il mio Paese se il Minotauro colleziona bambine come se fossero bambole, e poi offende le donne come se fossero al suo servizio (e molte donne, purtroppo, applaudono pure ).
Questo non è il mio Paese se la politica è al servizio dei politici, come se questa fosse la politica.
Questo non può essere il mio Paese, se i furbi vengono creduti intelligenti, e gli intelligenti inutili perché incapaci di servire i potenti.
Questo non è il mio Paese se il doppio petto blu merita più onori della tuta di un lavoratore; se un palleggiatore dei nostri rettangoli di gioco viene premiato più di chi indaga tra le stelle; se una persona onesta deve pagare un prezzo per la sua onestà; se la persona che si fa cliente di un boss ottiene una carriera più prestigiosa di chi studia per generare nuova conoscenza; se gli anziani, con la scusa dei diritti, hanno rubato ogni futuro ai loro figli.
 
Se la giustizia fosse giusta per tutti, ma un po' più giusta per gli ultimi; se un sorriso valesse più dell'arroganza; se la tenerezza più del potere; se l'incertezza di un emarginato più degli inquilini delle auto blu: questo sarebbe il mio Paese. Se il nido di una rondine più della Borsa valori; se quello che non siamo, più di quello che sembriamo, allora avrei trovato il mio Paese.
 

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