Presentazione libri: "Muri e Mari" di Marco Cinque

il naufragar non m'è piu' dolce
Muri e Mari (il naufragar non m'è piu' dolce) è una raccolta di testi poetici ispirati alla tragedia dei naufragi che si consumano quotidianamente nel canale di Sicilia. In particolare emerge l'ultima strage, con centinaia di profughi morti (uomini donne e bambini) nei pressi di Lampedusa...
Poesie di Marco Cinque
 
2a edizione 10/2013
Formato 12x18 - Copertina Morbida - bianco e nero
48 pagine
dalla prefazione:
"Da quando il muro di Berlino è caduto, i Paese dell'Europa si sono uniti sotto il tetto della stessa moneta e le frontiere si sono aperte alla libera circolazione delle merci. Da allora anche noi cittadini europei ci siamo illusi di essere finalmente più liberi, ma la verità è che questa libertà è condizionata dal fatto di venire a nostra volta considerati e gestiti alla stregua di qualsiasi altra merce.
...
Fermiamoci finché siamo in tempo, altrimenti dopo aver decimato il nemico di turno troveremo nuovi nemici ...
Fermiamoci e impugniamo il martello del vero progresso...
Siamo o non siamo tutti esseri umani ? Perciò impugniamo i martelli e colpiamo con tutte le nostre forze il nucleo indurito della nostra disumanità, ..."
 
"Dedico questi scritti ai  bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze, alle donne e agli uomini morti nel mare di Lampedusa"
 
 
Il 3 ottobre 2013 a Lampedusa centinaia di persone, uomini, donne, ragazzine/i, bambini/e, sono morte annegate a poche centinaia di metri dalle coste dell’isola. A partire da quel momento tutte e tutti, in varie parti del mondo, abbiamo visto quale sia l’effetto delle attuali politiche migratorie: un mare di morti. Poi, dopo il mare, i morti che si confondevano con i vivi, non solo con i sopravvissuti ma con gli stessi abitanti dell’isola: dove mettere tutti quei corpi, tutti quei sacchi, tutte quelle bare? Dove metterle a Lampedusa? >>>
 
Questo articolo è uscito su “Nigrizia”.
A un mese dal naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013, rinvenuti 365 corpi senza vita a cui bisogna sommare una quantità imprecisata di dispersi, rapidamente trascorso il tempo delle lacrime, mi chiedo se qualcosa sia cambiato nella sensibilità popolare e nella coscienza dei governanti.
Difficile trovare una risposta univoca >>>
 
 
Sono stati recuperati 127 cadaveri ma i soccorritori dicono che ce ne sono molti altri nei pressi del relitto, e ci sono ancora decine di disperside
3 ottobre 2013 >>>
tratto da il Post