Sal & Inf: Ultracinquantenni in difficoltà economiche a rischio malattia mentale

a cura di Luisa Barbieri
28 gennaio '14
 
In una fase storica ove purtroppo nel vecchio Continente i disagi economici sono divenuti la regola, la ricerca scientifica testimonia la maggiore difficoltà degli ultra cinquantenni di affrontare i disagi economici, sino a debordare nella franca malattia mentale.
L'autore della ricerca, David Hayes, ricercatore associato presso il Personal Finance Research Centre (PFRC) facente capo all'Università di Bristol, avvalendosi dei dati raccolti e dal Centro cui fa riferimento e dall'International Longevity Centre UK (ILC-UK) su un campione di quasi 20.000 persone di età superiore ai 50 anni, ha rilevato che le persone di questa fascia di età che incontrano difficoltà economiche hanno la probabilità di cadere preda di una malattia mentale 8 volte di più dei loro coetanei benestanti.
La fascia di età, definita “baby boomer”, che presenta i più elevati livelli di benessere mentale è quella che va dai 70 ai 74 anni; tale beneficio parrebbe, secondo i ricercatori, essere correlato al piacere procurato dalle prime fasi del pensionamento se vissute in buona salute.
 
I disagi economici possono essere sia causa che conseguenza dei disturbi mentali, e questo fatto era già stato assodato da altri studi sull'argomento, ma ciò che emerge dal lavoro di Hayes è il fatto che associati ai disagi economici vi sono inestricabilmente correlati quelli mentali. Il dato è davvero importante per la salvaguardia della salute, oltre che dell'ordine pubblico e dovrebbe sollecitare la sanità, così come le forze dell'ordine ad agire sia nell'ambito della salute che in quello della finanza. Si prospettano nuove indagini ad approfondire la natura di questa complessa relazione, destinando i risultati a coloro che nel prossimo futuro saranno nella posizione di decidere in ambito politico, così come in quello finanziario.
L'individuo è calato nell'ambiente e non si può prescindere da questo se e quando lo si valuta dal punto di vista del disagio psichico, e non solo.
 
Dalla valutazione dei dati disponibili sono emerse una lunga serie di altre circostanze correlate che vale la pena tenere in considerazione per comprendere meglio quanto e come il sistema invasivo e sempre più implosivo nel quale siamo costretti a vivere sia capace di sostenere, se non indurre:
le donne sono maggiormente vittime del disagio mentale rispetto agli uomini, così come le persone anziane divorziate o separate rispetto a coloro che vivono in coppia;
le persone anziane disoccupate mostrano il doppio di probabilità rispetto a coloro che, invece, sono occupate sia in regime di full time, che di part time, a suggerire l'importanza del vissuto di partecipatività, oltre che di responsabilità e di progettualità ad agire quale deterrente al disagio;
mentre per i pensionati il rischio pare aumentare di 1,4 volte, per i malati cronici o i disabili il rischio di esprimere disagio psichico aumenta almeno 5 volte.
 
Lo si può dichiarare con chiarezza quanto sia evidente il legame tra diversi livelli di malessere mentale e le difficoltà economiche, ma questa considerazione non può fermarsi al dato teorico, sebbene interessante, deve indurre il sistema a virare verso uno status di equità che permetta a tutte le persone e a tutte le età di accedere al sostegno alla salute del quale necessitano; lo stesso vale per l'accesso al sostegno relativo la gestione finanziaria.
 
Come dichiara Andy Bell, vice direttore generale presso il Centro per la Salute Mentale a Londra: “oramai è chiara l'evidenza della relazione tra malattia mentale e difficoltà finanziarie. Le persone con problemi di salute mentale corrono elevati rischi di povertà, così come le persone con problemi finanziari corrono elevati rischi di incorrere nella malattia mentale. Entrambi i servizi, economia e salute, devono essere consapevoli del collegamento e garantire il supporto di esperti a gestire la loro salute, così come le loro finanze

 

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