Sal & Inf: La psicoterapia può fissare meglio i recettori per la serotonina rispetto ai farmaci SSRI

a cura di Luisa Barbieri
4 febbraio '14
Secondo uno studio pubblicato nel settembre '13 da Psychotherapy and Psychosomatics sembra che la psicoterapia svolga un ruolo importante nella regolazione dei recettori per la serotonina.
La ricerca è parte di un progetto che va a comparare l'effetto della psicoterapia con quello dei farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) nell'ambito del trattamento della depressione maggiore (MDD).
 
I Pazienti affetti da MDD sono stato assegnati random, ossia a caso, a terapia con farmaci SSRI (dosaggio 20-40 mg/die di fluoxetina) oppure a psicoterapia breve psicodinamica (4 mesi).
I recettori cerebrali per la serotonina (5-HT1A) sono stati misurati prima e dopo il trattamento con la tomografia a emissione di positroni (PET - Positron Emission Tomography) utilizzando il radioligando [carbonilico-11C] WAY-100635 specifico ad evidenziare l'imaging del cervello di recettori 5 -HT1A.
 
Di tutti i pazienti partecipanti allo studio, 23 sono stati sottoposti alla PET: 8 di loro provenivano dal gruppo che aveva usufruito della psicoterapia e 15 dal gruppo che aveva invece assunto la fluoxetina.
I pazienti sono stati sottoposti ad una serie di tests a valutarne le condizioni cliniche seguendo criteri comparabili : HAM-D, BDI, SOFAS, SAS–SR e Brief Symptom Inventory (vedi note di approfondimento).
In entrambi i gruppi si è rilevato un aumento dei punteggi relativi al funzionamento sociale e lavorativo (SOFAS) sovrapponibile; in tutto il gruppo l'aumento della potenzialità di legame con i recettori della serotonina era correlato con una stimolazione orbito-frontale e conseguente aumento del punteggio SOFAS andando a suggerire quanto i miglioramenti nel funzionamento sociale e lavorativo fossero legati agli incrementi della potenzialità di legame con questi recettori specifici.
 
Nei pazienti sottoposti a psicoterapia l'aumento di potenziale pare legato non solo alla stimolazione orbito-frontale, ma di altre parti della corteccia cerebrale che invece non si mostrano stimolate dalla fluoxetina.
Questo sarebbe il primo studio a dimostrare che l'aumento della densità dei recettori 5-HT1A dopo psicoterapia risulta associato ad un miglioramento della funzionalità sociale e lavorativa; tra i soggetti depressi questo recettore lo si può considerare un marker di funzionamento sociale, al di là della possibilità di valutare la gravità dei sintomi da depressione.
Mentre entrambi i trattamenti terapeutici, farmaci e psicoterapia, incrementano il punteggio SOFAS, si è visto che solamente la psicoterapia è associata ad aumenti della densità di 5-HT1A , si presuppone che i farmaci agiscano sulla trasmissione serotoninergica in maniera differente dalla psicoterapia. Riducono i sintomi e aumentano la funzionalità nel breve periodo, ma sono associati ad una incompleta ricaptazione del sistema della serotonina dopo il trattamento e questo potrebbe correlarsi con un maggior rischio di recidiva
Note di approfondimento: