le nostre storie: L'uomo è molte cose... di Tino Di Cicco

di Tino Di Cicco
11 dicembre '14
L'uomo è molte cose, ma soprattutto è relazione.
Tra tutte le relazioni, quella più intensa è quella accesa dall'amore.

 

L'amore libera dalla dannazione “soggettivo-oggettivo”, dalla subordinazione al tempo, dal regno della cause.

 

Consente così di recuperare la naturalità dell'animale, l'innocenza del bambino, la gioia del divino.
Per questo nessuno deve poter turbare la pace degli innamorati
 
ignorare gli amici disprezzati gli artisti
spiriti più profondi riducete involgarite -
Dio vi perdonerà: ma non turbate
la pace, mai, di quelli che si amano (Holderlin I 243)
 
La relazione che annulla ogni distanza; quella che consente all'io e al tu di essere la stessa cosa, non può essere violata da estranei. Profanare la com-unione che ci regala la divinità, è il sacrilegio più doloroso.
L'uomo ha bisogno della sua identità, ma ancor più ha bisogno di un'esperienza dove viene bruciata la sua identità per naufragare nell'infinito che l'ha generato. E quando la strada dell'amore è complicata, crede di poter andare oltre la sua identità rifugiandosi nel sesso, come se il sesso fosse il lato “moderno” dell'amore.
Ma è solo nell'amore, anche se (o forse soprattutto se) contrastato, contraddetto, difficile, che l'amore certifica il suo amore.
E più è acceso quel sentimento, più è possibile provare che due, “oggettivamente” due, miracolosamente diventano uno.
La violazione di quello “spazio” sacro obbliga gli uomini a rientrare nell'<<oggettività>>; nel regno del tempo e della cause; dove “reale” è la separazione e la piccola identità certificata dai nostri nomi.
L'amore non è solo un'esperienza fisica, è soprattutto la prova del divino dentro noi.
Perché il divino è solo il nome che l'uomo dà al superamento gioioso della sua piccola identità. Ed è provato con la nostra vita, non dalla scienza.
Un uomo che ha smarrito la con-fusione con il tutto, cerca la “verità” e la “realtà” nella scienza,
 
nell'oggettivo, nei “fatti”. Ma l'uomo che ha sperimentato il superamento di se stesso nell'amore, non ha bisogno di alcuna prova per conoscere la “verità” e la “realtà”.
L'uomo si realizza nella relazione, e la relazione più ricca di realtà nasce dall'amore.
Violare quello “spazio” è distruggere il “punto spirituale” che organizza la nostra “materia”; l' <<inesistente>> che rende possibile la vita.
Noi tutti cerchiamo quell'inesistente per vivere, ma spesso ci arrendiamo agli esistenti, alle cose, come se le cose fossero quel bene invisibile che cerchiamo per realizzare nel profondo quello che siamo.
E così restiamo nel soggettivo-oggettivo, restiamo nel tempo, nel regno delle cause e degli effetti.
Solo l'amore è al di là del soggettivo-oggettivo, è al di là del tempo, oltre tutte le cause.
Come la vita l'amore è senza ragione, come il mondo è senza perché; e chi pensa di spiegare con la logica o con la morale lo stupore di esistere, ha già rinunciato ad esistere.